Reportage del concerto “The Music of Hans Zimmer”

Solenni trasfigurazioni zimmeriane
Reportage del concerto “The Music of Hans Zimmer” andato in scena al TAM Teatro degli Arcimboldi di Milano il 30 maggio 2023
Il Teatro degli Arcimboldi gremito a perdita d’occhio; applausi, applausi, applausi e fischi e ululati entusiastici; luci stroboscopiche di variopinte colorazioni che accecano gli occhi e musica stranota che stordisce e allieta al contempo le orecchie, straripando dal palco sul pubblico che, come anzidetto, ad ogni performance fa corrispondere un appassionante trasporto emotivo… perché il potere evocativo della Musica e in special modo, in questo caso, di quella per film è, da sempre, un vaso di pandora di note impresse a fuoco nelle nostre menti e nei nostri animi vogliosi di nostalgiche ma piacevoli rimembranze e nuove conoscenze arricchenti. Le colonne sonore sono un patrimonio inestimabile della nostra cultura e concerti come questo – ed Ennio Morricone e John Williams lo hanno ampiamente dimostrato in anni non sospetti dove la musica applicata alle immagini era considerata roba esclusivamente di nicchia, per pochi eletti (cosa che più stupida e ignorante si potesse desumere) – ne sono la dimostrazione dimostrata. Ovviamente, e direte voi scontatamente, il protagonista di queste suggestioni di immagini tra le note entrate a pieno diritto nel nostro background è quel due volte premio Oscar (Il re leone e Dune) Hans Florian Zimmer, meglio conosciuto come Hans Zimmer (Francoforte sul Meno, 12 settembre 1957), compositore, produttore discografico e tastierista tedesco, autore di oltre 200 partiture per il piccolo e grande schermo, per videogiochi, documentari e sigle tv, nonché album pop-rock.

E sul palco milanese degli Arcimboldi il Nostro è risuonato con grande sfarzo sonoro grazie all’esecuzione brillante, potente e divertita della giovane compagine ucraina – direttamente dalla martoriata Kiev, come tristemente tutti sappiamo – Lords of the Sounds. Un’orchestra sinfonica che, nomen omen (un nome, un destino), è stata sinceramente la rappresentazione musicale di reali Signori di Suoni solenni, fragorosi, frastornanti, pop-rock-techno trasfiguranti i volti pentagrammati (nel bene e nel male) dell’internazionalmente rinomato compositore tedesco, naturalizzato americano, attraverso la riproposizione, con arrangiamenti a volte equivalenti a volte alternativamente pregevoli – unica nota dolente le canzoni estrapolate da Spirit - Cavallo selvaggio (Spirit: Stallion of the Cimarron, Kelly Asbury e Lorna Cook, 2002) scritte e interpretate in originale da Brian Adams, da Il Re Leone (The Lion King, Roger Allers e Rob Minkoff, 1994) di Elton John con vari interpreti e da Madagascar (Id. - Eric Darnell e Tom McGrath, 2005) con il tormentone “I Like To Move It” di Erick Morillo e Mark Quashie eseguita nel film da Sascha Baron Cohen, perché scadenti nel baraccone da animazione da villaggio vacanze e con un amplificazione delle voci, seppur dignitose e nel caso del tenore abbastanza d’impatto, bassissima rispetto al suono tonante dell’orchestra o talmente alta da distorcersi nell’aree, quindi incomprensibile (un vero peccato) – di medley o temi singoli estratti da, oltre i succitati film d’animazione, Dune, The Lone Ranger, Sherlock Holmes, The Amazing Spider-Man 2, Il Cavaliere Oscuro, Interstellar, Il Codice Da Vinci, Pearl Harbor, Il Gladiatore, Inception, Pirati dei Caraibi, Wonder Woman (anche se il leitmotiv portante del primo film, qui rieseguito, è di Rupert Gregson-Williams) e L’uomo d’acciaio.

Ogni gruppo di brani è stato introdotto da foto di Zimmer e voci fuori campo di speaker recitanti sue frasi sul suo lavoro di compositore per il cinema, nonché ogni performance accompagnata visivamente sul videowall alla spella della compagine sinfonica da disegni e grafiche animate raffiguranti personaggi o sequenze dei film e relative score. Fuori programma: una lunga ed eccellente suite di temi primari dalla serie Il trono di spade di Ramin Djawadi, autore uscito a testa alta dalla Factory zimmeriana e un tradizionale ballo ucraino tributante tutti i caduti e combattenti nella guerra contro la Russia, bis che ha coinvolto e commosso il folto pubblico.

