Giorgio Moroder - La celebrazione degli anni ‘80

Giorgio Moroder - La celebrazione degli anni ‘80
Reportage del concerto del 17 maggio 2019 al Teatro Ciak di Milano
Un tuffo nei mitici anni ottanta. Energetico, luccicante, colorato, esaltante!
Assistere al concerto celebrativo di un compositore che Brian Eno, parlando con David Bowie, definì “The Sound of the Future”, ovvero il ‘Suono del Futuro’, è stato un reale tuffo in un’epoca smagliante da ogni punto di vista artistico, vale a dire i cultissimi anni ’80. Un florilegio di iconici film e rispettive colonne sonore che colui, che fino ad esso non abbiamo ancora menzionato per nome e cognome, ha reso memorabili, mutando per sempre il volto della musica dance-pop e dell’elettronica, immettendo sul mercato discografico Hit Songs dal successo planetario che a pieno diritto sono divenute evergreen.
Parliamo del pluripremiato compositore, musicista, disc jockey e mitizzato produttore discografico Giovanni Giorgio Moroder, che ha infiammato un pubblico numerosissimo al Teatro Ciak di Milano in una delle tappe europee del suo primo e nuovo spettacolare tour intitolato, giustamente, “Giorgio Moroder - The Celebration of the 80’s”.

All’età di 78 anni sul palco milanese, con una super virtuosa band di giovani musicisti strepitosi ed elettrizzanti (un chitarrista, un bassista, un percussionista, un batterista, due tastieristi, tre cantanti e un cantante, quattro violiniste e lo stesso compositore alle prese con vocoder, effetti elettronici, suoni e pianoforte), il vivace e simpaticissimo Moroder ha travolto con i suoi fantastici e ironici aneddoti di carriera, prima di ogni brano strumentale o canzone, tutta la platea che ha riso e goduto dei suoi racconti a dir poco leggendari: dimostrandosi, in un italiano dall’accento americano, uno showmen degno della sua fama internazionale di grandissimo autore di canzoni e musiche per celeberrimi Cult. Nel suo curriculum una cinquantina di partiture filmiche e televisive, per lo più canzoni originali all’interno di score di altri compositori ingaggiati, quali Fuga di mezzanotte (Midnight Express – Alan Parker, 1978), American Gigolo (Id. - Paul Schrader, 1980) con Richard Gere, Il bacio della pantera (Cat People - Paul Schrader, 1982) con Nastassja Kinski, Scarface (Id. – Brian De Palma, 1983) con Al Pacino e Michelle Pfeiffer, La storia infinita (The Never Ending Story – Wolfgang Petersen, 1984) e Top Gun (Id. – Tony Scott, 1986). Con la score integrale di Midnight Express e le canzoni “Take My Breath Away” dal film Top Gun e “What a Feeling” dal film Flashdance (Id. – Adrian Lyne, 1983) con Jennifer Beals, si aggiudica ben tre Oscar e quattro Golden Globe, per un totale di 19 vittorie e 16 candidature in vari prestigiosi riconoscimenti.

E non dimentichiamoci che Moroder è stato il fautore dell’inserimento nella musica dance di un battito percussivo replicato, tralasciando totalmente le leggi dell’armonia, introducendo a sua volta il sintetizzatore al centro di ogni suo progetto musicale che ha cambiato il modo di scrivere musica disco da quel momento in poi. Negli anni ‘70 la sua musica e produzioni per Donna Summer (“I Feel Love”, “On the Radio” e “Love to Love You Baby”, “Hot Stuff” tra gli altri) ricevono numerosi riconoscimenti che hanno aperto la strada a Moroder ad altre grandi collaborazioni con Cher (“Bad Love”), Blondie (“Call Me”), David Bowie (“Cat People”), Debbie Harry (“Rush Rush”), Freddie Mercury (“Love Kills”), Bonnie Tyler (“Here She Comes”) e Pat Benatar (“Here’s My Heart”). Questo suo lavoro incessante nel mondo dance e pop gli ha fatto guadagnare ben quattro Grammy Awards.

Il concerto di due ore è stato un susseguirsi di canzoni, tra cui buona parte di quelle succitate, che hanno fatto letteralmente alzare in piedi il pubblico nel grande Teatro Ciak, ballando forsennatamente e cantando a squarcia gola, grazie ai ritmi invoglianti, seducenti, frenetici, vibranti e alle melodie orecchiabili e durevoli. Applausi scroscianti hanno accolto le performance originali della disco-diva con il quale Moroder collaborò in molteplici occasioni, la sua musa Donna Summer, e del compianto David Bowie alle spalle sul maxi schermo e in sincronia con la band del nostro connazionale (nato il 26 Aprile, 1940, ad Ortisei in Trentino-Alto Adige). Inoltre urla impazienti nell’incipit del pezzo “Giorgio by Moroder” che i da lui adorati Daft Punk hanno composto in suo onore per il loro CD Random Access Memories, collaborazione che gli ha procurato nel 2014 il Grammy per l’Album dell’Anno. Nel comunicato stampa promozionale del suo tour così Moroder commenta questa sua esperienza concertistica dal vivo: “È qualcosa che ho sempre voluto fare, i fan hanno continuato a contattarmi, chiedendo se avrei mai fatto un vero tour. In passato era impensabile che i produttori abbandonassero i loro studi. Quel territorio era riservato ai cantanti. Oggi, i produttori di DJ e musica sono diventati le superstar della musica dance pop, quindi il momento è quello giusto e io non vedo l’ora di farlo!”. E i fan del pioniere della Dance Music gliene sono e saranno per sempre grati perché il suo Live è realmente strepitoso! Un tuffo nei mitici anni ottanta di salutare musicalità ed energia sonora senza tempo né luogo… quando ci si incontra tutti tra le note divenendo Brothers in Music.
