Reportage del cineconcerto di Metropolis de I Sincopatici

Fritz Lang riletto dai Sincopatici
Reportage del cineconcerto di Metropolis del 17 gennaio 2025 presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano
Possono un pianoforte, una chitarra elettrica, un violino, un basso, una batteria e alcune percussioni rileggere la monumentale e variopinta partitura originale di Gottfried Huppertz scritta per il capolavoro assoluto del Muto, il mistico-fantascientifico Metropolis di Fritz Lang?
Non rispondo ancora, perché ad oggi, colui che vi scrive, ha visto nella ragguardevole e fascinosa forma cineconcerto non so quante riletture della pellicola tedesca sci-fi del 1927, sia per grande organico orchestrale che per diverse formazioni cameristiche o di altro genere musicale, che per solo piano, sia nella performance sinfonica dello score originario di Huppertz che in varie rimusicazioni delle più disparate e inventive – alcune da orripilante drizzamento della cute pelifera in testa, altre sinceramente creative e a loro modo efficaci sulle architetture mirabolanti registiche, effettistiche, attoriali e scenografiche di quel genio di Lang da applauso necessario –, ed ogni volta così giungendo alla (pur scontata) affermazione che esistono infinite soluzioni sonore per commentare le medesime immagini in movimento per qualsivoglia realizzazione visiva artistica, dato che ogni compositore ha l’arma interpretativa della propria sensibilità e soggettività visivo-sensoriale (non posso dimenticare e citare quella dance-pop-synth cult di Giorgio Moroder del 1984).



Quindi, tornando alla domanda di cui sopra, per non tergiversare ancora e tenervi troppo sulle spine, direi che questo organico strumentale, sotto il nome de I Sincopatici – al secolo Francesca Badalini al pianoforte e chitarra elettrica, Aurora Bisanti al violino, Luca Casiraghi alla batteria e percussioni e Roberto Gelli al basso (gruppo da noi già recensito in simili ambiti performativi) – è riuscito con estrema originalità – e grazie agli arguti e stravaganti, in senso preziosamente ingegnoso, arrangiamenti della compositrice Badalini, nostra storica conoscenza – è riuscito nell’intento alquanto complicato di rileggere, seppur in un’esecuzione orchestral-rock-prog meno classicheggiante e più deducibilmente moderna, la partitura stratificata, sinfonicamente e solennemente classica di Huppertz, di cui vi invito a leggerne disamina accurata nella nostra recensione di alcuni anni addietro, con tanto di intervista a Frank Strobel, autore della reincisione integrale ed esecuzione dal vivo (leggi qui reportage e recensione).




Il compositore tedesco, nato l’11 marzo del 1887 e morto il 7 febbraio del 1937, che scrisse alcune score da eseguire in diretta sulle immagini proiettate in sala di pellicole quali Die Nibelungen: Kriemhilds Rache (Fritz Lang, 1924), L’ultima risata (Der letzte Mann, F.W. Murnau, 1924), Zur Chronik von Grieshuus (A. von Gerlach, 1925), Faust (Id. – F.W. Murnau, 1926) e logicamente Metropolis, è stato rispettatamente stravolto con acume interpretativo (e qualche rivolo aggiuntivo puramente transizionale) dai Sincopatici per la versione di due ore del fantascientifico monolite langiano, fonte inestinguibile, visione dopo visione dopo visione, ispirativa per registi e artisti di varie forme d’arte coevi e a venire, nonché, per chi ebbe la straordinaria e unica opportunità all’epoca della rappresentazione in sala del film con la musica originale eseguita da una compagine adatta, per i colleghi compositori europei di Huppertz, che ne trassero linfa vitale compositiva.


Francesca Badalini, Aurora Bisanti, Luca Casiraghi e Roberto Gelli, nel pieno godimento e divertimento esecutivo, tuttavia ardimentoso nel cercare di rispettare sincroni vari e tutte le varianti pentagrammate di non semplice performance per un organico così particolarmente ridotto e differenziato timbricamente e acusticamente, hanno ricevuto il meritato ed entusiasta tributo, in conclusione della proiezione, dal numeroso pubblico di differenti età intervenuto alla visione nell’accogliente sala del MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano.


Un grazie speciale a Simona e Sara del MIC e ovviamente al gruppo dei I Sincopatici
Foto di Massimo Privitera
