Reportage del cineconcerto di Skyfall eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Milano

007 a rotta di collo!
Reportage del cineconcerto di Skyfall eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Milano l’11 e 12 gennaio 2025
“Grand Bazaar, Istanbul” è il brano d’apertura della colonna sonora di uno dei migliori 007 dell’era Daniel Craig, ovvero quel gioiello di sceneggiatura, recitazione, regia, fotografia, canzone dei titoli di testa e musica originale sotto il nome di Skyfall, il 23° film del 2012 della serie dell’agente segreto al servizio di sua Maestà britannica, Bond…James Bond! Una traccia della durata complessiva – come ha tenuto a sottolineare il direttore d’orchestra Anthony Gabriele durante la mia video intervista per Soundtrack City (presto online), effettuata tra una prova e l’altra con la compagine milanese – di 11’27”: un vero tour de force orchestral-percussivo a rotta di collo; non per chi la compone, in questo caso il grande Thomas Newman, comodamente seduto alla sua scrivania in studio davanti al computer, bensì per chi poi la deve eseguire sulle immagini d’apertura della famosa scena, denominata in tutti gli 007, “gunbarrel” (sequenza della canna della pistola): James Bond si trova ad Istanbul per recuperare un file racchiudente le identità reali degli agenti segreti NATO infiltrati nelle più potenti e pericolose organizzazioni terroristiche e criminali del mondo. 007 insegue, insieme a Moneypenny, il sicario Patrice per le vie affollate della città turca e poi a cavallo di un treno, lasciandoselo sfuggire perché colpito per sbaglio dalla sua collega, precipitando così in un fiume da un altissimo ponte ferroviario. Il file è perduto e Bond viene dato per morto…e da qui partono i titoli di testa con la meravigliosa, penetrante e vigorosa canzone premio Oscar e Golden Globe di Adele, “Skyfall”, scritta con Paul Epworth, di cui sentiamo la voce originale con l’Orchestra Sinfonica di Milano che esegue tutta la musica dal vivo come conviene ad un cineconcerto che si rispetti.


Questo inizio spettacolare e altamente adrenalinico è la prova del nove performativa per un’Orchestra coi cosiddetti, come lo è sempre stata, e oggi ancor di più, la compagine lombarda da noi continuamente elogiata tra le nostre pagine: 11’27” che hanno fatto tremare tutto il nutrito e partecipe pubblico dell’influente Auditorium in Largo Mahler, rimasto per l’intera durata della sequenza in un silenzio assordante e (quasi) senza emettere respiro, coinvolti nell’inseguimento fast and furious, travolti letteralmente dalle note newmaniane orientaleggianti con il celeberrimo “James Bond Theme” di Monty Norman accennato per frammenti timbrici – come argomentato dal nostro Roberto Pugliese nella sua recensione in questo sito <<soprattutto nel celebre incipit cromatico a saliscendi, invenzione tutta di John Barry>> –, sotto una pioggia ininterrotta di ottoni tuonanti e ritmi percussivi di ogni tipologia, in un crescendo cardiaco da infarto sonoro (tutta la score di Thomas Newman nelle pagine d’azione sarà così conformata). Il sottoscritto, che è un fan della prima ora di James Bond, conoscendo fotogramma per fotogramma, battuta per battuta, partitura per partitura ogni suo film – d’altronde voglio ricordarvi che insieme ad Andrea Natale della Bluebelldisc abbiamo pubblicato il primo libro in italiano interamente tributante le colonne sonore e canzoni delle pellicole di 007, “Operazione Underscore” (https://www.bluebelldiscmusic.it/operazione-underscore-store/) –, non ha potuto far altro che rimanere a bocca aperta, anzi folgorato (non v’era in me alcuna ombra di dubbio in tal senso), dall’esecuzione orchestrale al calor bianco e dal bravissimo direttore Anthony Gabriele che, come un novello agente segreto bondiano in azione, sul podio ha istigato, con un gesto trascinante e super attento ad ogni sfumatura, i musicisti ad inseguire le note con una precisione a sincrono a dir poco stupefacente e perigliosamente performativa, rischiando ad ogni cambio di timbro, colore (una delle fondamenta compositive più originali di Thomas Newman) e battuta di potersi perdere nel rombante insieme di una pagina musicale saettante e articolatissima, invece mantenendo quella compostezza altisonante che si addice ad ogni Orchestra che sa suonare con passione e non solo impeccabilmente con la tecnica.

Da questa sequenza in poi il cineconcerto è stato un, per citare ancora una volta il nostro Pugliese, saliscendi cromatico incessante, con pochi momenti di quiete o di silenzio sinfonico, tra un inciso tematico nuovo (i colori orchestrali del leitmotiv di M – la straordinaria Judi Dench –, della bond girl Severine in stile barryano, del cattivo superlativo, aberrante nel suo fascino diabolico e superbo, di Javier Bardem-Raoul Silva/Thiago Rodriguez e delle varie location, da Istanbul a Shanghai, da Macao a Londra fino in Scozia) e un tutti pentagrammato senza freni, giungendo al climax finale del film e della performance con il popolare tema di 007 che deflagra sul palco nella sua versione originaria (ah, quella chitarra wah wah così iconicamente incancellabile!), con conseguente applauso infinito di un pubblico che caratterizzare come entusiasta risulterebbe svalutante. Un trionfo per un’Orchestra cha ha saputo interpretare alla perfezione una partitura intricatissima al comando di un Direttore magistrale. Due note a margine: il più acclamato dei compositori della saga di 007, John Barry, colui che ha creato il Sound di James Bond, è omaggiato in Skyfall usando la sua dimora londinese nel film come casa di M – Judi Dench – capo di Bond; Thomas Newman per questa score ha ottenuto una nomination agli Oscar e la vittoria ai Bafta.

Ringraziamenti speciali alla cortesia, gentilezza e simpatia del Maestro Anthony Gabriele e dell’ufficio stampa nella persona di Damiano Afrifa.
Foto di Gaia Privitera
