Dolcenera e l’incontro con il mondo delle colonne sonore

“E’ iniziato tutto perché la distribuzione italiana ha voluto chiamare un cantante italiano per le due canzoni portanti del film”, racconta Dolcenera, “a quel punto sono stata chiamata. Ho visto il film -che mi è piaciuto moltissimo- e abbiamo subito avviato il lavoro di adattamento del testo”.
ColonneSonore: E come hai proceduto?
Dolcenera: Innanzitutto devo premettere che una delle due canzoni, “Tes petis défauts”, divenuta nel mio adattamento “Mon Amour”, era una samba che si adattava poco al mio modo di scrivere e di cantare. Così ho scelto di usare un altro modo di cantare, per essere in armonia con il film e con la sua anima ironica, essenzialmente espressa proprio in questa samba. Non potevo certo mettermi a cantare una samba con una vocalità roca come la mia! Così ho lavorato molto sulla voce, in modo da adattarmi al tipo di sonorità richiesta, e rendere giustizia al film.
CS: Com’è andata con l’altra canzone?
D: “Say Yes” che è diventata “Sei tu”, invece, era un pezzo più vicino al mio stile, lento e bello, non identificabile in un genere, per cui non ho avuto nessun problema.
CS: Lo scorso anno hai scritto un pezzo “In fondo alla notte” per il film La notte del mio primo amore di Alessandro Pambianco. Come sei entrata in contatto con il mondo dell’Ottava Arte?
D: In maniera molto semplice. Ad un certo punto della mia carriera ho incominciato a ricevere proposte dal mondo del cinema, proposte che erano sia musicali, per scrivere colonne sonore di film, sia come attrice. Così ho iniziato a mettere il piedino, anzi le manine e il mio piano, in questo mondo.
CS: Il mondo del cinema ti ha recentemente “reclutato” anche come attrice, infatti, ti vedremo prestissimo nel film di Giancarlo Scarchilli Scrivilo sui muri accanto a Cristiana Capotondi. Il tuo ruolo?
D: Sono Benny, la miglior amica di Sole, interpretata da Cristiana Capotondi. Benny è una ragazza abbastanza libertina con l’altro sesso, ma allo stesso tempo è una sorta di coscienza di Sole.
CS: Cosa ti ha colpito del tuo personaggio?
D: Sono rimasta affascinata dalla sua simpatia e dalla sua maturità, celata da questa facciata da ragazza scapestrata
CS: Condividi qualcosa con il tuo personaggio?
D: L’unico punto in comune è che Benny nasconde il suo mondo interiore… un po’ come provo a fare io.
CS: Questa però non è la tua prima volta da attrice, hai interpretato anche una piccola parte nel film Il nuovo Messia di Claudio Serughetti…
D: Ma sei informatissima! Sì, Claudio è regista e musicista, e proprio con lui avevo scritto una canzone. In seguito mi ha chiesto di fare un piccolo cameo nel suo film, dovevo interpretare il ruolo di una tassinara toscana anni’80 un po’ pazza, per intenderci un po’ alla Madonna. E io l’ho fatto.
CS: Altre proposte?
D: Sì, ma valuterò attentamente. Fare un film è impegnativo, soprattutto se si somma al mio lavoro di cantautrice. Scrivere è per me un lavoro a tempo pieno, fossi solo una cantante che interpreta canzoni scritte da altri, magari sarebbe diverso…ma non è facile mettere insieme le due cose. Purtroppo ho dovuto rifiutare delle proposte. Un vero peccato, perché trovo che recitare sia divertente… anche se ci si alza troppo presto al mattino! Alle cinque gli attori sono in piedi, mentre per me quella è l’ora in cui andare a letto!
CS: Quali sono le differenze maggiori che hai riscontrato tra il mondo della musica e quello del cinema?
D: Nel cinema, che credo sia la forma più completa - perché mette insieme recitazione, fotografia, musica, luci, sceneggiatura e quindi scrittori, ma anche artisti vari come cantanti, attori - tutto è frutto di un lavoro di gruppo. E proprio lavorare in gruppo per contribuire alla magia di un film è appassionante ma anche difficile. Soprattutto per chi, come me, è abituato a lavorare prettamente da solo. Un cantautore scrive la sua canzone, la canta, si confronta con l’arrangiatore e con altre persone, ma mai così tante come nel cinema. Questa è forse la differenza più eclatante.

