Coraggiosa e ribelle: la musica di Patrick Doyle per "Brave" – Intervista esclusiva

La nuova indomita eroina della Disney/Pixar, una principessa dalla folta chioma rossa e riccioluta, è sbarcata nei cinema italiani ed è nuovamente grande successo per l'ormai leggendario studio d'animazione. Merida è la protagonista di Ribelle – The Brave (Brave), il nuovo lungometraggio prodotto dalla geniale “fabbrica dei sogni” di Emeryville capitanata da John Lasseter, una fiaba ambientanta nella Scozia medievale. Come sempre nei film della Pixar, un'attenzione particolare è stata rivolta alla parte musicale del film: dopo Randy Newman e Michael Giacchino, è toccato stavolta al compositore scozzese Patrick Doyle commentare le sempre incredibili immagini della migliore animazione computerizzata su piazza. Il musicista prediletto dal regista/attore Kenneth Branagh, fresco del successo delle sue più recenti opere (il cine-comic della Marvel Thor e il prequel/remake L'alba del pianeta delle scimmie), si è tuffato con entusiasmo nel progetto ed ha regalato al cartone animato una delle sue partiture più ispirate degli ultimi anni. In questa intervista esclusiva, Doyle ci parla di Brave, della sua collaborazione con Kenneth Branagh e della sua personale visione sulla musica applicata al cinema.
Click Here for English Version
ColonneSonore.net: Come è stato coinvolto nel progetto del film Ribelle - The Brave? In quale fase della lavorazione è stato contattato dalla Pixar?Patrick Doyle: Fui contattato da Brenda Chapman e Katherine Sarafian [co-regista e produttrice del film, ndr] tre anni fa. Ci incontrammo a San Francisco, io arrivavo da Los Angeles dove ero in visita. Andammo subito d’accordo e poco tempo dopo mi fu chiesto di scrivere la partitura del film. E, come tutti i compositori che lavorano con loro, cominciammo a lavorare sin dalla fase di storyboarding.
CS: La partitura è scritta in uno stile sinfonico molto classico, ma contiene anche molti elementi che richiamano la tradizione Celtica. In quale modo Lei e i realizzatori di Brave avete deciso lo stile musicale della colonna sonora? Fu deciso sin dall'inizio di procedere in questa direzione oppure avete “trovato” la strada nel corso del processo creativo?
PD: Il tono della partitura è sempre stato oggetto di continua discussione e confronto, come accade sempre. Le sonorità del film sono cresciute in modo organico e sapevo sin dall'inizio che ci sarebbero stati strumenti di matrice celtica, ma sentivo che era necessario utilizzarli solo quando sarebbero stati completamente appropriati. Volevo che si mescolassero bene ai suoni elettronici contemporanei e, ovviamente, all'orchestra sinfonica.
CS: I temi principali e i leitmotiv della partitura sono molto chiari ed identificabili. Ci può raccontare in che modo sono nati? Li ha composti all'inizio del processo di scrittura oppure li ha “trovati” durante il corso della composizione?
PD: I temi del film sono nati addirittura nel trailer del film, che diversamente da quanto accade di solito mi fu chiesto di musicare. E in quel primo trailer c'è un tema (che chiamerò il “Brave theme”) che permea tutta la composizione. L'altro tema fortemente connotato è la canzone “Noble Maiden Fair”.
CS: Prima di Brave, Lei ha scritto le partiture di un altro paio di film d'animazione. Quali sono le sfide principali di questo particolare genere? Quanto è diverso dallo scrivere per un film “dal vivo”?
PD: Il processo creativo è il medesimo. In entrambi i casi abbiamo a che fare con la narrazione e i personaggi. Questi sono gli elementi essenziali da catturare per riuscire a trovare la giusta voce della partitura.
CS: La Pixar dimostra sempre una grande cura della parte musicale dei propri film e considera il compositore uno dei collaboratori chiave del team creativo. E' stata un'esperienza piacevole anche per Lei?
PD: Sì, lavorare con la Pixar è stata un'esperienza incredibilmente soddisfacente. La musica è per loro una parte fondamentale del processo creativo.
CS: La partitura è stata incisa dalla London Symphony Orchestra, con la quale Lei ha lavorato in molte sue colonne sonore in passato. Cosa significa lavorare con questo formidabile gruppo di musicisti? Quando scrive la musica, ha già in mente questa orchestra e il loro modo di suonare?
PD: Quando lavoro con la LSO sono sicuro in partenza che la qualità della performance sarà di altissimo livello. Sapendo bene quali sono le loro capacità, scrivo con molta più sicurezza. Sono dei professionisti eccezionali.

CS: Recentemente Lei ha composto la musica per due grossi blockbuster come Thor e L'alba del pianeta delle scimmie. Queste due partiture sono piuttosto diverse dallo stile che solitamente siamo abituati sentire nella Sua musica. Ritiene che sia parte del lavoro del compositore riuscire ad adattarsi in modo così camaleontico?
PD: Riguardo queste due specifiche colonne sonore, entrambe sono chiaramente qualcosa di molto diverso per me, soprattutto per quel che riguarda il suono moderno che richiedevano. Quando l'orizzonte cambia tutti gli artisti devono sapersi riadeguare alla realtà circostante.
CS: Quali sono secondo Lei le differenze principali del mestiere di compositore per film rispetto a quando Lei ha cominciato la sua carriera cinematografica, nei tardi anni '80?
PD: Se dovessi fare un paragone, direi che la differenza principale rispetto alla fine degli anni '80/inizio degli anni '90 è tutta nell'uso dell'elettronica e nel processo di creazione dei mock-up [versione preliminare in forma elettronica della partitura finale, ndr].
CS: La sua collaborazione con il regista e attore Kenneth Branagh è una delle più durature e felici nell’attuale panorama cine-musicale. Cosa ci può dire della vostra partnership artistica?
PD: Il mio lavoro insieme a Kenneth Branagh ha un posto speciale, è un grande amico e un grande artista. Ho il massimo rispetto per lui, cosa di cui vengo ricambiato totalmente da parte sua. Mi fido totalmente del suo giudizio. Abbiamo un nostro modo di comunicare e lo usiamo sin dalla nostra prima collaborazione in Enrico V. A questo vanno aggiunte la totale mancanza di pretesa e il grande divertimento. Tutte queste cose rendono il nostro processo assai più fluido.
CS: Abbiamo sempre ammirato la musica che accompagna I titoli di testa di Molto rumore per nulla. E' una pagina esuberante, piena di gioia, ricca di scintillanti colori e di grande lirismo. Musica per film come non se ne sente più, ormai! Che ricordo serba di questa colonna sonora?
PD: Sono molto orgoglioso della Overture di Molto rumore per nulla. La partitura rappresenta il culmine di molti anni di lavoro, infatti io e Kenneth abbiamo collaborato sia per la rappresentazione teatrale che per quella cinematografica. In questo momento non sembrano esserci molte possibilità di comporre una colonna sonora come questa, ma il mondo del cinema e della musica sono ciclici e sono certo che prima o poi ci saranno opportunità per tornare a scrivere una partitura di questo stile.
CS: Lei ha sempre suddiviso la sua carriera scrivendo musica sia per grosse produzioni hollywoodiane che per piccoli film di origine europea. Quali sono le differenze principali tra questi due mondi?
PD: Una delle differenze sostanziali è il budget a disposizione. Nelle produzioni hollywoodiane bisogna tenere conto dei punti di vista di molte persone. I film europei sono invece generalmente nelle mani del regista. Ma in entrambi i casi sono sempre gli stessi aspetti di cui doversi occupare: la storia e i personaggi.
CS: Lei ha composto anche una serie di brani per la sala da concerto. Ha sentito più libertà rispetto ai limiti imposti dallo scrivere musica per film?
PD: Amo scrivere musica per il cinema. Questo è il mio mestiere e la mia ragion d'essere. Ma mi piace anche scrivere musica per la sala da concerto poiché può rappresentare un cambiamento stimolante. Tuttavia può essere impegnativo tanto quanto scrivere per il cinema perché in questo caso sono io a dover stabilire i limiti. Questa domanda mi viene fatta spesso, ma la verità è che amo scrivere per il cinema poiché sento che posso avere più libertà di sperimentare con nuovi suoni e nuove idee più di quanto non si possa generalmente pensare. Trovo che entrambi i mondi siano molto stimolanti.
CS: Per finire la nostra conversazione vorremmo porLe una domanda “esoterica”: che cos'è la musica per film secondo Patrick Doyle?
PD: La musica per film è un altro dei personaggi che agiscono nella storia che si dipana sullo schermo e di conseguenza può essere un potente elemento per influenzare la risposta emotiva del pubblico. Per quanto mi riguarda, il suo valore sta nel creare una risposta viscerale immediata e allo stesso tempo, mentre servo il film prima di ogni altra cosa, nel fare in modo che possa vivere di vita propria in quanto esperienza musicale.
CS: Mr. Doyle, grazie per il tempo che ci ha dedicato!
PD: Grazie a voi. [in italiano] Arrivederci!
ColonneSonore.net ringrazia Chantelle Woodnut (Air Edel UK) per l'aiuto a realizzare l'intervista. Un sentito ringraziamento a Patrick Doyle per la sua cortesia e disponibilità.
