Il neoromantico della musica per film: Intervista esclusiva ad Andrea Farri
Il neoromantico della musica per film: Intervista esclusiva ad Andrea Farri
Il compositore romano (classe 1982), figlio d’arte, acquisisce maggiore notorietà con la colonna sonora del controverso film di Cristina Comencini, Quando la notte, con protagonisti Claudia Pandolfi e Filippo Timi, ma Farri a 25 anni firma la sua prima colonna sonora cinematografica. Possiede uno stile intimista con un uso equilibrato ed efficace dell’elettronica e dell’orchestra: temi rarefatti e intimi, sonorità sfuggenti con una sapiente organizzazione di suoni liquidi, incisivi, con un ottimo bilanciamento tra temi di matrice classica ed elettronica, sempre ottimamente aderenti alle immagini. Andrea Farri studia pianoforte alla Scuola di Musica Popolare di Testaccio. Il suo maestro è il jazzista Andrea Alberti.
Laureato in Storia Contemporanea all’Università di RomaTre, ha fatto anche numerose esperienze da assistente alla regia, tra cui La tigre e la neve di Roberto Benigni.
Tra le sue composizioni per il Cinema, orchestrate personalmente, vi sono quelle per i film Un gioco da ragazze e Gli sfiorati del suo coetaneo Matteo Rovere, la serie La scelta di Laura e il film Henry di Alessandro Piva, la serie Squadra Antimafia: Palermo Oggi di Beniamino Catena e Giacomo Martelli, la pellicola Il richiamo di Stefano Pasetto, Ragazze in web di Marco Pontecorvo, il film TV Il delitto di Via Poma di Roberto Faenza, la serie Il XIII apostolo di Alexis Sweet, la trilogia teatrale di Tom Stoppard diretta da Marco Tullio Giordana The Coast of Utopia.
In ambito teatrale ha collaborato tra gli altri con Stefano Benni, Lucia Poli, Alessandro Preziosi, Paolo Poli, Lidia Ravera, ElleKappa, Massimo Wertmuller, Remo Remotti, Alda Merini.
Ha scritto canzoni per Nada, L'Aura, Lara Martelli e Kink Adore.
Colonne Sonore: Un gioco da ragazze (Matteo Rovere, 2008)
Andrea Farri: Un gioco da ragazze è il primo film che ho fatto, a 24 anni, stessa età del regista, Matteo Rovere. Sono particolarmente legato a questo film perchè mi ha dato modo di sviluppare e dichiarare un mio stile, una mia cifra musicale (la commistione tra elettronica e classica) oltre alla soddisfazione di essere la colonna sonora italiana più venduta del 2008. La canzone del film “Nell’aria” ho avuto la fortuna di scriverla con L’Aura, una delle voci più interessanti del panorama italiano.
CS: Squadra Antimafia - Palermo Oggi 1, 2, 3 (Pier Belloni & Beniamino Catena, 2009 - 2010 - 2011)
AF: Dopo Un gioco da ragazze arrivò l’Estate. Le vacanze furono lunghe e dispendiose. Vivevo giorni d’orati, come se non dovesse esserci un domani. Una volta rientrato a Roma ero senza soldi e senza lavoro, Qualcosa doveva accadere. E accadde.
Un giorno di inizio settembre, in cui stavo ormai valutando di andare a suonare nei night club standard jazz, mi squilla il telefono e una voce decisa mi dice: “Sono Pietro Valsecchi (produttore di Squadra Antimafia: Palermo oggi, Ndr), ho sentito dire in giro che sei un genio, vieni subito nel mio ufficio!” e mi attacca il telefono in faccia. Così nasce in breve il sodalizio con Valsecchi, alimentato da una comune passione: i noir e i film d’azione.
CS: Henry (Alessandro Piva, 2010)
AF: Alessandro Piva, oltre ad essere ormai diventato un caro amico, è anche un pazzo, un genio, una forza irrefrenabile della natura dall’accento pugliese. Volevo fortemente fare le musiche di un suo film, e alla fine ce l’ho fatta. E nonostante la lavorazione del film sia stata un vero e proprio parto sono molto orgoglioso del risultato che abbiamo ottenuto, sia per quanto riguarda il film che la colonna sonora. C’è dentro l’elettronica, l’orchestra, il violino elettrico, la tromba, il pianoforte…
Credo che con Alessandro lavoriamo bene insieme perché i nostri stili sono molto simili. Entrambi siamo molto eterogenei e cambiamo molte chiavi all’interno di un film. Speriamo di continuare a lavorare insieme a lungo.
CS: Quando la Notte (Cristina Comencini, 2011)
AF: La colonna sonora di Quando la notte è una partitura dall’atmosfera “lunare”. Ho cercato di scrivere questa musica pensando alla storia come un vero e proprio thriller psicologico, giocando molto sui contrasti (ad.es. all’inizio quando la Pandolfi va in corriera con il figlio piccolo c’è sotto una musica inquietante intervallata dai rumori della natura) e sui suoni aperti e silenziosi che ci sono in montagna (ho campionato un suono elettronico simile al suono del vento, quello è il tema della montagna). La mia solita commistione tra elettronica e orchestra in questo film cede spesso il passo alla sola orchestra, anche se usata in un modo un po’ diverso rispetto ai miei lavori precedenti. Possiamo distinguere 3 diverse atmosfere:
La prima è quella dell’ambientazione.
E’ tutto molto sospeso, ho usato quasi sempre armonici invece che suoni naturali, l’arpa e la celesta creano un’atmosfera un po’ “lunare” appunto, quasi magica.
La seconda è l’atmosfera thriller.
Qui ho usato in un primo caso (titoli di testa) un brano incalzante/inquietante con gli ostinati delle viole, in un altro caso (quando la Pandolfi corre sul costone di roccia della montagna) l’orchestra fa tutte dissonanze mentre il cello solo richiama la melodia.
E la terza atmosfera è quella sentimentale.
Perché non dobbiamo dimenticare che di sfondo al film c’è una grande storia d’amore. Anche se impossibile, anche se sono due solitudini destinate a non rincontrarsi mai più. E questa è la trama che mi ha ispirato tutta una serie di brani più emotivi, con il pianoforte come guida di tutta l’orchestra.
La considero una delle mie colonne sonore più riuscite. Andare al Festival di Venezia con questo film è stata un’esperienza fantastica. Anche perché questo genere di film, thriller-sentimentale, è forse quello che mi riesce meglio, credo.
Quando la notte, che io ho amato particolarmente, l’ho trovato interessante e originale (oltre che per l’argomento) soprattutto per il linguaggio che ha saputo sviluppare Cristina, molto distante da quello che è il cinema italiano classico, molto nuovo.
CS: Il Delitto di Via Poma (Roberto Faenza, 2011)
AF: Lavorare con Roberto Faenza è stata un’esperienza magnifica e divertentissima. Magnifica perché è stato il mio primo film in “costume” ispirato a un vero processo, divertentissima perché Faenza è una persona molto colta, ironica e tagliente. Una su tutte: “Sai Andrea, sono di Torino io, e pur di scappare, di venire a Roma mi sono iscritto al centro sperimentale!. Si può dire che ho iniziato a fare cinema perché avevo freddo…”
Lavorare ai thriller è la mia passione, ma facendone tanti non è facile essere tutte le volte originale. Inoltre Faenza è un regista che ha lavorato con tantissimi compositori (da Morricone a Bregovic), quindi non era facile arrivare dopo tanti grossi nomi ed essere all’altezza. Che fare? Allora ho puntato sulle mie forze:
ho usato molte dissonanze per le sequenze thriller, un tema semplicissimo, minimalista, pianoforte e arpa molto melanconico, il tema di Simonetta, il tema di un caso che resterà probabilmente irrisolto per sempre, il tema di un commissario che si scontra con un muro di omertà, insabbiature, uomini di potere, servizi segreti…
E poi il tema dell’indagine. Siccome la sceneggiatura mi ricordava molto i film di inchiesta italiani classici, ho voluto fare una sorta di omaggio a quel cinema e alle sue colonne sonore, e usare una celesta con il distorsore da chitarra elettrica per simulare quei suoni che si usavano, che svetta sopra l’orchestra all’unisono con il flauto e i violini.
CS: Cosa significa per te “musica per immagini”?
AF: Significa la musica applicata alle immagini, quella che scriviamo pensandola sulle scene. O che ci viene in mente al pianoforte e poi per caso funziona meglio di quella scritta apposta!
Ironie a parte, credo di dovermi definire una sorta di neoromantico, sporcato da una passione per l’elettronica e le dissonanze, che fanno parte indissolubile della mia formazione. Il cinema è stata l’arte più nuova e influente del 900 e – come diceva Bernard Herrmann - tutti i veri compositori non aspettano che l’opportunità di poter scrivere musica, e chi disdegna di comporre per cinema, tv, radio è destinato all’oblio.
CS: Quali sono i suoi compositori italiani e stranieri preferiti di musica per film?
AF: I miei musicisti preferiti sono Bernard Herrmann e Trent Reznor, adoro i thriller.
sito internet:
http://www.andreafarri.it/
Per ascoltare dei brani dai film:
http://www.andreafarri.it/html/colonne.html

