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  • Quando Hollywood chiama, Napoli risponde: Intervista a Pasquale Catalano
29 Apr2011

Quando Hollywood chiama, Napoli risponde: Intervista a Pasquale Catalano

Scritto da Barbara Zorzoli. Pubblicato in Interviste

intervista_pasquale_catalano.jpgIntervista a Pasquale Catalano
Quando Hollywood chiama, Napoli risponde

Pasquale Catalano, musicista e compositore italiano, classe 1966, noto soprattutto per le sue collaborazioni con il regista Paolo Sorrentino (L'amore non ha confini, L'uomo in più e Le conseguenze dell'amore), con Wilma Labate (Signorina Effe), Antonio Capuano (La guerra di Mario), Giuseppe Capotondi (La doppia ora) e Ferzan Ozpetek (Mine vaganti), nel 2010 ha composto lo straordinario score per il film La versione di Barney di Richard J. Lewis. Un incontro fortunato che ha permesso al compositore nostrano (è nato a Napoli) di farsi conoscere in quel di Hollywood.

Colonne Sonore
: Che tipo di esperienza è stata lavorare con Richard J. Lewis?

Pasquale Catalano: E’ stata un’esperienza unica, meravigliosa… e molto telematica!

CS: In che senso?
PC: Dopo un primo incontro con il regista a Toronto, quotidianamente, tutti i pomeriggi, ci siamo incontrati e abbiamo lavorato via Skype! Ma è stato lo stesso sistema che ho utilizzato anche quando ho lavorato con Ozpetek per Mine vaganti, con la differenza che lui era a Roma e non in America. E poi è stata un’avventura estremamente veloce! In due mesi abbiamo montato il film! Nonostante il poco tempo posso dire che è andato tutto liscio con montatrice, regista e con il produttore, una figura che in America ha una valenza superiore a quella italiana.

CS: Questo è stato il tuo primo progetto internazionale, giusto?
PC: Sì.

CS: Vorresti ripetere l’esperienza?
PC: Lo spero vivamente! In America c’è un altro tipo di visione, il lavoro è schedulato tecnicamente con una precisione assoluta, c’è la possibilità di avere delle variazioni, e non ti devi occupare tu di tutto, come accade in Italia, ma hai degli arrangiatori, degli assistenti, delle persone che si occupano di te, del time coding etc. Ho scritto e arrangiato la musica -non l’ho diretta per motivi tecnici- e ho mantenuto il mio metodo di lavoro che si è sposato benissimo con questo tipo di organizzazione. La realizzazione della colonna sonora è stata fatta in Italia… mi sono trovato molto bene, e sono stati tutti molto contenti del risultato.

CS: C’è una colonna sonora di qualche collega italiano o straniero che ti ha particolarmente colpito?
PC: Sì. Me ne viene in mente una che risale ad un po’ di tempo fa… è quella di Me and you and everyone we know scritta da Michael Andrews, la ho anche sull’ipod! E’ una colonna sonora perfetta per quel film…è di una bellezza veramente unica.

cover_barneys_version.jpgCS: Quotidianamente che musica ascolti?
PC: Smetto di suonare e in automatico sento musica classica! Accendo la filodiffusione, o meglio ancora ascolto France music… non riesco a stare senza musica!

CS: Cos’hai nell’ipod?
PC: Tutto Bach, classic rock, un paio di colonne sonore… ascolto veramente di tutto!

CS: Come ti sei avvicinato alla musica?
PC: A dodici o tredici anni ho iniziato a suonare il piano, ho studiato violino per tanto, otto anni, poi ho iniziato a scrivere musica per il teatro, in realtà mi avevano chiesto di fare qualcosa per il teatro… quindi iniziato a studiare da autodidatta composizione, e poi, piano piano, sono passato al cinema.

CS: Immagina che io sia il Genio della Lampada. Sei a un Festival del cinema, nella tua camera d’albergo. Ti chiamano dalla reception; c’è un regista che ti vuole per un suo film. Chi è il regista e di quale film si tratta? Hai carta bianca, puoi scegliere tutto ciò che desideri…
PC: Allora io vorrei fare tre cose: un serial alla Six Feet Under, un film canadese di genere con Cronenberg e poi un film con Bellocchio in Italia… perché avendo già avuto il privilegio di lavorare con grandi registi come Capuano e Sorrentino, non posso che scegliere Bellocchio, l’ultimo grande autore italiano.

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Daniela Bocconi

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