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29 Apr2020

“Compilation I Love You” – Volume 2 (Italiani)

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Dossier

“Compilation I Love You” – Volume 2 (Italiani)
Come districarsi tra migliaia di raccolte di colonne sonore e uscirne appagati!

Ci risiamo! Ecco a voi la seconda parte promessavi, cari assidui lettori, del dossier dedicato interamente alle compilazioni di colonne sonore, questa volta di impronta prettamente italica, dato che nella prima parte ci eravamo soffermati a chiare lettere su quelle straniere (potete leggerne qui). Fin da tempi non sospetti e in un periodo assai florido per la nostra produzione di musiche per film e sceneggiati di vario tipo, ossia la Golden & Silver Age di casa nostra, ammirata ed emulata in tutto il globo – quando si producevano miriade di vinili (33 e 45 giri) – si pensava all’ideazione di raccolte delle partiture dei migliori compositori in campo; anche in questo siamo stati (e lo siamo ancora oggi) dei grandi artigiani della compilazione al pari dei precursori d’oltreoceano, dei quali abbiamo ampiamente parlato nel precedente dossier di cui sopra.

Il focus sui discografici e relative etichette (di cui oramai alcune defunte, purtroppo), sui quali vi invito a leggere questo importante nostro vecchio articolo (vedi link), in cui buona parte di loro sono stati intervistati, raccontandoci il lavoro minuzioso (qualificato dal sottoscritto innumerevoli volte, in altri articoli o recensioni, ‘archeologico’) che vi è alla base della stampa di una colonna sonora singola o dell’ideazione e distribuzione di una raccolta come si comanda. Perché, per stilare e produrre una compilation che si rispetti, bisogna conoscere a menadito la materia musicale trattata e i suoi autori, se no tanto vale darsi, con tutto il rispetto per questi mestieri onorevoli, al lavoro in miniera o distinguersi come operatore ecologico (comunemente netturbino o spazzino), punto e basta. Detto ciò, come per la prima parte straniera di questo dossier, la lista qui stilata si basa sulle mie predilezioni passionali. Anche su recensioni redatte in 17 anni di questa rivista come appassionato giornalista e musicologo non togato (alcune delle compilation ivi presentate sono state già criticate sul nostro storico cartaceo o qui sul web), sulla qualità non solo audio ed esecutiva delle orchestre, ensemble o solista in campo, parimenti sul perché tali compilation devono essere fruite, aiutando questa analisi, basandola su fattori quali presenza di brani inediti, cover interessanti, riesecuzioni da brivido lungo la schiena, sfiorando la commozione oppure incitando l’adrenalina, prime incisioni assolute, selezioni raziocinanti e non fini a se stesse e rarità con contiguo piacere esteso nel tempo. Non saranno segnalate compilazioni pertinenti singoli compositori, perché in modo sicuro queste avranno un articolo a parte in avanti. Codesta lista di seguito, che ragionevolmente lascerà da parte tante altre influenti e famose compilation, è così stilata in ordine cronologico: cover e dati essenziali del CD, sintetiche motivazioni, una o più tracce importanti da ascoltare con concentrazione maniacale e dulcis in fundo il solito nostro voto (chiave di violino) di cui siamo unici artefici nel giornalismo cine-musicale come scelta grafica, che oramai ci contraddistingue – voto da 1 a 5 (vedi Legenda Recensioni sul sito) – quindi buona lettura e, come sempre, scriveteci a redazione@colonnesonore.net per comunicarci le vostre compilation preferite ed il perché, così da poterle menzionare in prossimi similari articoli.   

 

Il mondo di Mario Cecchi Gori – Colonne sonore originali dei film (Cecchi Gori Music/Sony CGM 483560 2, 1995): AA.VV. – CD 1: 25 brani – CD 2: 27 brani – CD 3: 32 brani



Devo esordire nel descrivere questa fantastica compilazione della defunta, da tempo immemore, etichetta Cecchi Gori Music, costola di quella ben più nota cinematografica produttiva e distributrice, anch’essa in evanescenza da molti anni oramai, col raccontare un aneddoto: ero alla ricerca spasmodica di questa raccolta perché conteneva, sui quasi 60 brani presenti, molti temi famosi di colonne sonore mai pubblicate prima – invero tutt’ora inesistenti sul mercato delle soundtracks italiane che si rispettino e che per colpa della noncuranza o stupidaggine della Cecchi Gori stessa rimarranno per molto tempo ancora inedite, per svariati motivi che non sto qui ad enuclearvi – tra l’altro in un periodo della mia vita in cui non avrei mai pensato di fare il giornalista di musica per immagini, ed ero un semplice ma acceso collezionista di colonne sonore. Questa compilation era fuori mercato già da un bel po' (si parla di metà anni ’90 e quando ne scoprii il valore autentico erano già i primi del 2000), quindi, quando in una vacanza estiva nella mia amata Sicilia, mi imbattei in un negozio di dischi, ancora aperto e ben organizzato alle porte di Taormina, mi recai subito nella sezione che mi interessava maggiormente (vi immaginate quale?) e che vi trovo? Proprio questa raccolta che agognavo da tempo e che da allora fa bella mostra di sé nella mia collezione sterminata, nella sezione autori italiani di Film Music. Ma non è solo questo il motivo, ovviamente personale e nostalgicamente emozionale legato a un tempo passato che non ritornerà mai più (intendo quello di scovare nei negozi di dischi seri le colonne sonore che si cercavano, come Indiana Jones cercava l’arca dell’alleanza nel primo film della saga di Spielberg), bensì quello più inerente al contesto di questa recensione, ossia che in questa compilazione trovate il ‘Very Best of’ delle produzioni cinematiche di Mario Cecchi Gori: uomo di cinema lesto, tenace e caparbio nel saper intuire sin dal soggetto che un film sarebbe diventato un successo al botteghino strepitoso, difatti qui sono presenti pellicole dagli anni ’60 ai ’90 da lui prodotte e distribuite, divise su due CD in ordine cronologico, quali, tra le più note, che hanno fatto il botto sul grande schermo (vi sono anche alcuni film d’essai che al Cinema non hanno incassato un granché ma che sono divenuti ugualmente rilevanti), L’armata Brancaleone e il sequel, Il sorpasso, Altrimenti ci arrabbiamo, I mostri, Borotalco, I due carabinieri, Non ci resta che piangere, Caruso Pascoski, Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Mediterraneo, Io speriamo che me la cavo, etc. Di conseguenza l’aspetto compositivo varia tra pagine orchestrali, strumentali sintetiche e solistiche di notevole interesse e piacevolezza d’ascolto elevata, passando dagli anni d’oro delle grandi esecuzioni sinfoniche agli anni moderni, per il periodo in esame, pienamente synth con, ad ogni modo, leitmotiv tutti deliziosi, cantabili e impressi nella nostra memoria cinefilo-musicale: il parterre di compositori annovera Morricone, Ortolani, Piccioni, Trovajoli, Donaggio, Bacalov, Rustichelli, Umiliani, Carpi, i De Angelis, Liberatori, Luttazzi, Piovani, Zambrini, De Sica, Piersanti, Nuti e certuni altri.   

    

Totò, il principe della commedia satirica (CAM CVS 900-011, 1997): AA.VV. – CD 1: 25 brani – CD 2: 27 brani – CD 3: 32 brani



La gloriosa e non più esistente (assorbita alcuni anni addietro dalla Sugar Music) etichetta romana CAM stampò alla fine degli anni ’90 questo cofanetto con triplo CD in un’edizione da collezione di quelle a dir poco strepitose, e attualmente di complicata reperibilità, consacrato all’intramontabile Principe della Risata, ossia il superbo e incancellabile attore comico Totò, pseudonimo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio (al secolo Antonio de Curtis; Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967), e alle musiche dei suoi tanti film – 27 ivi presenti rispetto ai 97 girati in carriera (una buona fetta di quelli indimenticabili che ancora oggi fanno sbellicare dal ridere e risultano essere per nulla datati e in talune occasioni attualissimi per tematiche e messa in scena). Una compilazione che consta di raro repertorio originale o di riesecuzioni con arrangiamenti efficienti di Andrea Ridolfi e direzione d’orchestra di Mihail Boyadiev, nei casi di mancanza di materiale originario risultante disperso chissà dove, vista anche la veneranda età dell’opera compositiva o principalmente per l’incuria che in quegli anni perversava dato che, per dirla esaustivamente alla Montalbano di Camilleri, “se ne sbattevano i cabasisi” delle musiche per film, buttate in qualche magazzino senza arte ne parte o usando gli stessi nastri per incidervi sopra la successiva colonna sonora. Che tristezza! Comunque la ‘Moseca’ dei film di Totò come egli stesso la chiamava – Lui che era musicale nella gestualità e nella voce, e che ‘a orecchio’ scriveva musiche e metteva in liriche poetici testi per altri interpreti o per egli stesso – e che amava moltissimo, nei suoi film era l’essenza ‘nascosta’ delle sue celebri smorfie, improvvisazioni e arti attoriali sfaccettate, composta da autorevoli nomi quali, tra i tanti, Lelio Luttazzi, Alessandro Cicognini, Carlo Rustichelli, Francesco De Masi, Armando Trovajoli, Gianni Ferrio, Piero Piccioni e Carlo Savina. Pellicole culto che lo sono divenute anche grazie alle musiche calzanti alla perfezione alla figura tragicomica di Totò che qui sono raffigurate da una compilazione contenente, in formato libro tascabile, suite o singoli brani di famose OST come Totò, Peppino e la malafemmina, La banda degli onesti, Totòtruffa ’62, Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi, Gli onorevoli, Signori si nasce etc. etc. 

 

Award Winning Titles (CAM, 1998): AA.VV.  - CD 1 “La dolce vita e la commedia all’italiana” - 18 brani (CAM 493064-2) - CD 2 “Il postino e i drammi psicologici” - 18 brani (CAM 493065-2) - CD 3 “Pinocchio e i grandi libri al Cinema” - 22 brani (CAM 493066-2) - CD 4 “La notte di San Lorenzo e il cinema civile” - 21 brani (CAM 493067-2) - CD 5 “Amarcord e il cinema visionario” - 22 brani (CAM 493068-2) - CD 6 “More e le canzoni sul grande schermo” - 19 brani (CAM 493069-2) - CD 7 “Il Gattopardo e il cinema da ballare” - 24 brani (CAM 493070-2) - CD 8 “Anonimo veneziano e i grandi temi d’amore” - 14 brani (CAM 493071-2)



Di questa serie di otto imperdibili CD, su etichetta CAM, denominati Award Winning Titles, pubblicati e venduti singolarmente dal 1998 in tutti i negozi di dischi, ne ho redatto un’ampia analisi nella nostra storica rivista doppia cartacea numero 12-13 del maggio/agosto 2005. Ecco qui cosa scrissi: un compendio antologico dell’Ottava Arte con 158 brani di colonne sonore che hanno vinto, o ricevuto la nomination, non specificatamente per la migliore musica, con premi quali l’Oscar, il David di Donatello, il Nastro d’Argento, il Ciak d’Oro, il Cesar (l’Oscar francese), i vari riconoscimenti al Festival di Venezia e così via. Oltre sette ore di musica per il grande schermo da pellicole italiane e francesi, per la maggior parte pietre miliari della Storia del Cinema quali La dolce vita, Amarcord, Il postino, Il sorpasso, La battaglia di Algeri, Otto e mezzo, Profumo di donna, Il Gattopardo e Rocco e i suoi fratelli. Una miriade di brani composti dai più celebri compositori della musica applicata di ieri e di oggi: Morricone, Trovajoli, Rota, Piovani, Sarde, Rustichelli, Cicognini, Piccioni, Rozsa, Duhamel, Lavagnino, Ortolani, Umiliani, Bacalov, Piersanti, Carpi, Crivelli, Petrassi, Nascimbene, De Sica, Fusco e Siliotto. E anche nomi meno noti, ma altrettanto importanti e interessanti, come Gelmetti, Lucantoni, Sepe, Venosta, Lena e Salviucci Marini. La quasi totalità delle tracce sono incisioni originali, tranne quelle contrassegnate da un asterisco che sono state ottimamente riarrangiate e dirette da Gianluca Podio ed eseguite dalla Bulgarian Symphony Orchestra-Sif 309. Una nota di merito va ai brevi commenti introduttivi di Paolo Prato ai singoli CD, tutti puntuali e accurati.

La suddivisione delle otto soundtrack compilations è tematizzata in questo modo:

CD 1 “La dolce vita e la commedia all’italiana”
Da La dolce vita di Fellini a C’eravamo tanto amati di Scola, i film raccolti in questa antologia rappresentano alcuni fra i “pilastri” della migliore commedia nostrana dagli anni ’50 ai ’70, eccezion facendo per Luna e l’altra del 1996 (musiche di Siliotto) e La baraonda – Passioni popolari del 1980 (musiche di Carpi, vincitrici del David di Donatello). Temi vivaci, popolari, romantici e grotteschi dove prevalgono le felici composizioni di Rustichelli, Trovajoli (si ascolti la coinvolgente tromba trasognata di La terrazza), Rota e Carpi.

CD 2 “Il postino e i drammi psicologici”
Da Il postino di Troisi e Radford, per cui Bacalov ha vinto l’Oscar, il Globo d’Oro e il Nastro d’Argento per le migliori musiche, a Dossier 51 di Deville, i film drammatici qui rappresentati sono stati tutti diretti da grandi registi del nostro Cinema - Antonioni, Olmi, Bellocchio, i fratelli Taviani, Petri, Rosi e Tornatore - che hanno saputo dare un’impronta notevole a storie ordinarie dove all’improvviso tutto va male, con il supporto fondamentale di compositori quali Fusco, Morricone, Crivelli, Piccioni, Vandor e Nascimbene. Da segnalare il pop lirico delle musiche morriconiane, vincitrici del Globo d’Oro, per Il lungo silenzio della Von Trotta.

CD 3 “Pinocchio e i grandi libri al Cinema”
Da Le avventure di Pinocchio di Comencini a Il principe di Homburg di Bellocchio, i film qui presentati, tratti da romanzi, scritti filosofici e drammi teatrali che, anche grazie alle musiche intimiste di Morricone, Piccioni, Carpi, Crivelli, Rota, Bacalov, De Sica e Rustichelli, hanno tradotto in grande Cinema le indimenticabili atmosfere della letteratura mondiale di Pirandello, Nietsche, Svevo, Levi, Moravia e Goethe tra gli altri. Come non lasciarsi trasportare dalle meravigliose note di Carpi per il Pinocchio con Nino Manfredi e Incompreso, di Rustichelli per La lunga notte del ’43, di De Sica per Il viaggio e Petrassi per Cronaca familiare?

CD 4 “La notte di San Lorenzo e il cinema civile”
Da La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani a Ogro di Pontecorvo, in questa raccolta si parla di impegno civile, soprattutto a partire dall’emblematico istante in cui gli italiani si unirono nella Resistenza. Musiche di forte denuncia, crude, per nulla consolatorie, da autori importanti come Piovani, Morricone, Bacalov, Ghiglia, Piccioni, Ortolani, Piersanti e Carpi. Un orecchio di riguardo alle composizioni di Gelmetti, avanguardista della musica elettronica sperimentale in Italia, per Sotto il segno dello scorpione, Sierra Maestra e Il sasso in bocca.

CD 5 “Amarcord e il cinema visionario”
Da Amarcord di Fellini a Telefoni bianchi di Risi, l’humus dei brani della raccolta è onirico, visionario, fantastico e cartoonesco: infatti i film rappresentati sono quasi tutti felliniani, quando non si tratta di Vip, mio fratello superuomo, Ratataplan, I magi randagi e Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa. Temi clowneschi, sarcastici, ballabili, lounge e jazzistici composti da Rota, Rustichelli, Bacalov, Mariano, Godi, Morricone, Lavagnino, Trovajoli, Piovani e Sarde, solo per citarne qualcuno. Da menzionare l’avvolgente sensualità vocale di Marie-France Garcia per Barocco di Sarde e Rostaing.

CD 6 “More e le canzoni sul grande schermo”
Da Mondo cane di Jacopetti, Prosperi e Cavara con la premiata canzone di Riz Ortolani e Nino Oliviero a Una bella grinta di Montaldo, i film raccolti in questo CD hanno come testimonial musicale canzoni interpretate sia da veri cantanti che da attori improvvisatisi tali, con buoni risultati in alcuni casi. Mina, Paola Turci, i Cantori Moderni di Alessandroni, Lena Horne, Enrico Montesano, Aldo Fabrizi, Johnny Dorelli, Gloria Guida e molti altri danno voce alle belle musiche di Trovajoli (su tutte “Roma nun fa la stupida stasera” da Rugantino), Morricone, Fusco, Umiliani, Bacalov, Pisano, Lucantoni e Rustichelli.

CD 7 “Il Gattopardo e il cinema da ballare”
Da Il Gattopardo di Visconti a I magliari di Rosi, una vera e propria compilation di musiche da ballo di ogni genere: tango, valzer, samba, rock ’n’ roll, can-can, polca, foxtrot, tarantella e la più sfrenata musica da discoteca per pellicole quali Il vizietto, Prova d’orchestra, Rocco e i suoi fratelli, Deserto rosso e Signore e signori. La poliedrica arte compositiva di Morricone, Rota, Ortolani, Piccioni, Rozsa, Rustichelli, Fusco e Sarde viene fuori in questa grande “scaletta” da ballo festoso. Di una bellezza straniante il pianistico “Valse crépuscolaire”di Rozsa per Providence.

CD 8 “Anonimo veneziano e i grandi temi d’amore”
Da Anonimo veneziano (Nastro d’Argento per le migliori musiche di Cipriani) di Salerno a L’albero delle pere della Archibugi, la Settima Arte si fregia di struggenti, lirici, appassionati, incancellabili love themes italiani e francesi di rinomati autori: Rustichelli, Cipriani (difficile non commuoversi all’ascolto del suo celebre tema per il film con la Bolkan e Musante, innamorati lagunari), Sarde, Piccioni, Venosta, Siliotto, Savina, Mannino e Cicognini.

 

64 famosi temi da film (EMI Music/Joker/Saar Records CDB 1993, 1999): AA.VV. – CD 1: 20 brani – CD 2: 22 brani – CD 3: 22 brani



Questo triplo CD è il tipico esempio di compilation che se la stanavi in passato negli scaffali dei negozi di dischi, passavi oltre, determinato che la veste grafica è di quelle di terza categoria e per nulla accattivante e invogliante l’acquisto. Però (c’è un però!) ci si imbatteva in un errore di quelli irrimediabili, visto che ad oggi questa raccolta, come buona parte di quelle recensite nei dossier di questi articoli in due parti, non è rinvenibile con facilità, così facendosi scappar di mano uno scrigno di leitmotiv che hanno reso grande il nostro Cinema nazionale sdoganandolo internazionalmente, creando un giro tortuoso e meraviglioso di collezionismo di colonne sonore di casa nostra che nemmeno immaginate. Chiarito ciò, questi tre CD racchiudono temi, in versione originale (anche più di uno per OST), parecchio famosi ed altri che lo sono divenuti nel tempo – in special modo tra i cultori della materia cine-musicale – di altrettanti popolari compositori, ad esempio i blasonati Morricone, Trovajoli, Bacalov, Ortolani, Donaggio, Rustichelli, Piccioni, Rota, Carpi ed anche gli altrettanto nobili Bongusto, Fidenco, Garcia Abril, Poitevin, Pisano, Montanari, Abeni, etc. etc. La selezione ha la medesima logica della compilation di cui sopra, Il mondo di Mario Cecchi Gori, ovvero dagli anni ’60 ai ’90. Forse alcuni film e relative colonne sonore le trovate in tante altre raccolte come l’appena mezionata, pur tuttavia vi si scovano chicche e riprove tematiche che è sempre un piacere enorme ascoltare e riascoltare: si spazia da Spara forte, più forte non capisco (Rota), Fumo di Londra (Piccioni), Un detective (Bongusto), Il commissario Pepe (Trovajoli), Uomini contro (Piccioni), Una ragione per vivere e una per morire (Ortolani), Qualcuno in ascolto (Donaggio), Nuovo Cinema Paradiso (Morricone), Il ciclone (Guidetti), La stanza dello scirocco (Bennato) e tanto altro ancora.    

Cinevox The History of Soundtracks (Cinevox Record CD MDF 346, 2003): AA.VV. – CD 1: 14 brani – CD 2: 13 brani – CD 3: 12 brani – CD 4: 16 brani

A proposito di questa raccolta, riporto la mia recensione integrale pubblicata nel numero cartaceo 4 di Gennaio/Febbraio 2004: la grande storia delle colonne sonore della Golden Age italiana su quattro CD. Più precisamente, la storia delle indimenticabili musiche da film prodotte e distribuite da una gloriosa casa discografica italiana come la Cinevox. Quattro volumi per altrettanti generi cinematografici: sul primo CD l’horror, sul secondo la commedia, sul terzo i polizieschi e sul quarto il western. 25 compositori, 55 brani, 53 film (per un totale di circa tre ore di musica) che hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama, non solo italiano, delle Original Soundtracks. Sono presenti i nomi più illustri: Morricone, Ortolani, Cipriani, Rota, Donaggio, Piccioni, Piovani, i Goblin, Rustichelli, Umiliani e Lavagnino, ma anche Boswell, Martelli, Ferrio, tra gli altri. Colonne Sonore più o meno note, in gran parte legate a pellicole di serie B, come il brano “7 note in nero” (dal film omonimo), composto dal famoso trio Bixio-Frizzi-Tempera, amatissimo dal regista pulp Tarantino, che lo ha inserito, riarrangiato da The RZA col titolo “Ode to Oren Ishii”, nel film e nel CD di Kill Bill Volume 1. Musiche divenute dei veri e propri brani cult: “La ballata di Fantozzi” (Bixio-Frizzi-Tempera) dal primo Fantozzi, “Devil Tango” (Lurie) da Il piccolo diavolo, “Profondo rosso” (Goblin), “Un sacco bello” (Morricone) dalle pellicole omonime, “Mesa verde” (Morricone) da Giù la testa. Colonne sonore che vale la pena di riscoprire, ascoltandole più e più volte per comprendere quanta bella musica era presente in film non propriamente eccelsi ma ugualmente patrimonio dei nostri sogni di cinefili e audiofili più accaniti.  

Cinecocktail (Beat Records CDX 1001, 2004): AA.VV. – CD 1: 20 brani – CD Bonus: 3 brani



Cinecocktail The 2nd Chance (Beat Records CDX 1003, 2006): AA.VV. – CD 1: 21 brani – CD 2: 6 brani



Cinecocktail Calibro 3 (Beat Records CDX 1004, 2007): AA.VV. – CD 1: 22 brani – DVD Bonus: Documentario di genere diretto da Philip Mason



Cinecocktail 4 The Italian Horror Show (Beat Records CDX 1005, 2007): AA.VV. – CD 1: 22 brani – DVD Bonus: Hanging Shadows - Documentario sul genere horror italico diretto da Paolo Fazzini

La Beat Records, altra storica etichetta di casa nostra – al pari delle altrettanto importantissime Cinevox, GDM, Cam, qui ampiamente, giustamente e onorevolmente analizzate e promosse non solo per la serietà della loro professionalità ineccepibile eppure per il lavoro di conservazione e divulgazione della Musica per Film che hanno fatto, e alcune di loro continuano a fare, con fatica, lungimiranza e passione smodate, senza mai demordere e credendoci oltre ogni misura – mise alle stampe dal 2004 al 2007 queste 4 compilation. Tutte di sproporzionato interesse archivistico e musicologico non soltanto per la mole di temi selezionati, spazianti tra i generi cinematici e musicali più etereogeni (commedia, erotico, comico, horror, poliziesco, thriller, documentaristico, fantasy // funky, jazz, sinfonico, beat, pop, rock, disco, soul, prog) e i compositori sul podio (Pregadio, Trovajoli, i De Angelis, Pisano, De Masi, Mussolini, Alessandroni, Piccioni, Plenizio, Cipriani, Piovani, Umiliani, Morricone, Ortolani, Micalizzi, Rustichelli, Gori, Frizzi, Fidenco, Mainetti, Boswell, Cordio e chi più ne conosce più ne menzioni), in particolar modo per i due documentari presenti in due delle raccolte. Quello firmato da Philip Mason aka Filippo De Masi, regista televisivo della RAI, figlio del grandissimo compositore Francesco De Masi, dal titolo Documentario di “Genere” incentrato sul Cinevento De Masi del 2007, tra Settima e Ottava Arte di un dì, ricco di testimonianze di registi e compositori del cinema di genere che riporta indietro nel tempo quando il grande schermo era affastellato dai maturi artigiani dei due mondi, quello visivo e quello musicale, del Bel Paese, ancora oggi emulati e acclamati. L’altro documentario, denominato Hanging Shadows – Perspectives on Italian Horror Cinema diretto dall’esperto della materia cinematografica in esame, Paolo Fazzini, enumera interviste con annesse disamine a Dario Argento, Lamberto Bava, Michele Soavi, Ruggero Deodato, Sergio Stivaletti, Luigi Cozzi e molti altri nomi considerevoli del genere. In ogni caso, tutte queste 4 raccolte le trovate recensite nella nostrra rivista sia cartacea che web.

Women in Lounge Volume 1 (Cinedelic Records CNCD 2001, 2005): AA.VV. - 20 brani

 

 



Women in Lounge Volume 2 (Cinedelic Records CNCD 2003, 2005): AA.VV. - 20 brani



Anche per queste due raccolte, riporto le mie recensioni integrali pubblicate nel numero cartaceo 16 di Gennaio/Febbraio 2006 - Web Exclusive: Sognavate una raccolta lounge coi fiocchi e non riuscivate a trovarla? Women in Lounge Volume 1 esaudisce i vostri desideri! Venti languide, smaliziate, accattivanti, brillanti (e di aggettivi benigni se ne potrebbero usare molti altri ancora!) canzoni, tratte da altrettanti film metà anni ’60-primi anni ’70, firmate dai compositori più celebri e interpretate dalle voci più note della Golden Age cine-musicale italiana. L’etichetta nostrana Cinedelic, esperta nel recupero di grandi colonne sonore lounge, jazz e beat Made in Italy, ci dona strepitose composizioni di Piccioni, Trovajoli, Morricone, Ortolani, Buongusto, Nascimbene, Alessandroni, Orlandi e Pisano accompagnate dai briosi vocalizzi e performance canore velate di Edda Dell’Orso, Ornella Vanoni, Lydia Macdonald, Julie Rogers, Jean Seberg, Andee Silver, Maria Grazia Buccella, Carmen Villani, Nora Orlandi e altre. Troverete ben quattro nuove edizioni di canzoni mai pubblicate prima in altre raccolte del genere e per la prima volta su CD “Le cafard” di Nascimbene dal film Summit.

Se la prima raccolta Women in Lounge non è riuscita a colmare il vostro irrefrenabile desiderio di ascoltare canzoni suadenti e piccanti vocalizzi, potrete saziarvi definitivamente con questo fantastico secondo volume! Accanto alla vostra amata preparatevi a degustare una cenetta intima, per passare subito dopo ad una calda conclusione tra le lenzuola della vostra stanza da letto illuminata da una fioca luce rossastra e nell’aria i sospiri, i ritmi travolgenti, le dolci note di questa compilation lounge incontenibile. Lasciatevi trasportare da Morricone, Bacalov, Trovajoli, Cipriani, Nicolai, Umiliani, Fidenco, Ferrio, Orlandi e molti altri ancora, per un’ora intera di attraenti performance vocali di Mina, Astrud Gilberto, Sophia Loren, Edda Dell’Orso, Lara Saint Paul, Nora Orlandi, Katarina M. Hollander e i Cantori Moderni di Alessandroni, solo per citarne qualcuna. Venti film targati, come nel primo volume, metà anni ’60 – primi anni ’70, tra cui Gli scassinatori, L’amica, Supercolpo da 7 miliardi e Vergogna, schifosi!.

Movie Themes Collection (Warner Chappell Music Italiana 5051011-1362-2-1, 2005): AA.VV. – CD 1: 25 brani – CD 2: 25 brani



Quando in campo scende una formazione di giocatori (compositori) di tale potenza, la partita (film) è una vittoria assicurata! Metafore calcistiche a parte, qui si parla di nomi titolati quali Morricone, Cipriani, Donaggio, Piersanti, Marchitelli, Pivio & Aldo De Scalzi, Frizzi, Mainetti, Monsignor Frisina, Caprioli, Guerra, Siliotto, Bosso, Tempera e molti ancora per un totale di 50 tracce (per lo più i leitmotiv principali e più rappresentativi di quella o quell’altra OST scelta) estrapolate da fiction, film, serie e miniserie televisive tutte Made in Italy, ovviamente (d’altronde di quello parliamo!), prodotte dalla Warner Chappell Music Italia. Una gran fetta di queste colonne sonore hanno visto negli anni una pubblicazione integrale sia su CD che in digitale, però questa raccolta ‘fiume’ svela chicche inaspettate, magari di nomi non propriamente noti, e conferme, se ve ne fosse stato ancora bisogno, di che temi tiravano fuori dal proprio pentagramma autorevoli colonne della musica applicata alle immagini anche in presenza di produzioni di non elevatissima qualità – prerogativa di molti dei nomi summenzionati quando iniziarono la carriera nella settima arte, musicando più film contemporaneamente nello stesso anno e di diverso genere, come Morricone, Donaggio e Cipriani, regalando gemme a pellicole immeritevoli di cotanto dono. Una compilation così scrupolosa e colta, concretizzata da Giovanni Marolla e Luigi Bartolotta, come non se ne realizzavano di simili per soundtracks di opere filmico-televisive degli anni ’90 – 2000. Da riscoprire e possedere, come tutte le altre di questa indagine, logicamente. E troverete score di fiction e serie quali Orgoglio, Padre Pio tra cielo e terra, Il capitano, Tra due mondi e di film come Ma che colpa abbiamo noi, I tre volti del terrore, Il ladro di bambini, Viaggio d’amore, Quo vadis, baby?, Il gioco di Ripley, etc. etc.       

Pier Paolo Pasolini (Mediane Libri CK5501/Cine Cult, 2007): AA.VV. – 15 brani



Mario Monicelli (Mediane Libri CK5502/Cine Cult, 2007): AA.VV. – 21 brani



Dario Argento (Mediane Libri CK5503/Cine Cult, 2007): AA.VV. – 16 brani

 

Bernardo Bertolucci (Mediane Libri CK5504/Cine Cult, 2007): AA.VV. – 16 brani

Quattro libri dalla grande fattura, che in allegato riportano una compilazione cartonata in CD con il meglio delle colonne sonore dei film citati, che ripercorrono le tappe fondamentali dei celeberrimi registi presi in esame (Pasolini, Monicelli, Bertolucci e Argento). Libri ideati da quel musicologo e cinefilo DOC che prende il nome di Maurizio Baroni, dal prezioso contenuto iconografico (locandine, cover delle OST, flani dell’epoca), con, in alcuni casi, interviste inedite sia in italiano che in inglese ad alcuni dei compositori presenti nelle raccolte (vedi quella dell’eminenza delle colonne sonore Claudio Fuiano a Ennio Morricone e quella di Marco D’Ubaldo a Claudio Simonetti nel volume dedicato al Maestro dell’Horror Argento) e disamine, sempre in doppia lingua, sui registi indagati. Tutte le compilazioni sono curate in modo assai efficace e intelligente dal succitato curatore dei volumi e dall’esperto di settore, nonché discografico della propria etichetta italica di colonne sonore, Cinedelic, Marco D’Ubaldo. Le raccolte presentano una selezione, oltre ai soliti, e forse ai più risaputi, leitmotiv divenuti iconici nella carriera dei registi, anche e soprattutto al di fuori del fattore filmico in sé, di brani non proprio di non agevole reperibilità, dei vari compositori che hanno collaborato con gli illustri nomi in causa; non da meno tutti creatori di immagini e musiche straordinarie, impresse indelebilmente nell’immaginario collettivo; in taluni casi riesecuzioni di lusso (ad esempio il tema de L’ultimo imperatore di Ryuichi Sakamoto, vincitore dell’Oscar, nella pregevole performance della London Symphony Orchestra diretta niente popò di meno che da John Williams), alcuni inediti prima di allora su CD. Compositori selezionati quali Ennio Morricone, Piero Piccioni, Nicola Piovani, Nino Rota, Carlo Rustichelli, Goblin, Pino Donaggio, Georges Delerue, etc. etc.

Attori a mano armata (Mediane/Amarkord AMK 5010, 2007): AA.VV. – 22 brani



Il succitato Marco D’Ubaldo si ingegna, con arguta capacità e relativa imperitura conoscenza della sostanza cine-musicale, nel compilare una selezione del meglio del meglio della scena compositiva italiana per il genere poliziottesco. Brani popolari e alcuni rari provenienti dalle colonne sonore dei film interpretati da attori cult, vere e proprie maschere granitiche o mono espressive della grande stagione violenta anni ‘70 del cinema italico action poliziesco, quali Maurizio Merli, Tomas Milian, Luc Merenda, Ray Lovelock, Mario Merola, Franco Nero, Antonio Sabato, Enrico Maria Salerno, Henry Silva, Fabio Testi, accompagnati e il più delle volte sorretti (aiutati perfino nell’interpretazione non proprio al top in alcuni frangenti) dalle musiche originali e indimenticate dei fratelli De Angelis, Morricone, Bacalov, Ortolani, Micalizzi, Cipriani, Alessandroni, Piccioni e tanti altri in pellicole quali, citando random, Il grande racket, Napoli si ribella, La polizia incrimina la legge assolve, Il cittadino si ribella, Sangue di sbirro e così via. Compilation a forma di libercolo con flani, locandine e foto del periodo di uscita dei film di ogni singolo attore soprariportato. 

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Daniela Bocconi

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