Fantasia 2000: una dirompente delusione

Considerazioni su Fantasia 2000
Con Fantasia il pubblico si trova in una situazione capovolta rispetto agli abituali soundtrack. Non è la musica a essere composta per accompagnare le immagini di un film, bensì sono le immagini che vengono create per essere associate a capolavori classici. L’avveniristico progetto filmico in ‘fantasound’ ideato da Walt Disney nel 1940, nell’intento di avvicinare il pubblico dell’infanzia insieme ai genitori al mondo musicale classico attraverso la suggestione di immagini animate, era stato un flop.
Un clamoroso successo il film lo ottiene in modo sorprendente al momento della sua ripresa trenta anni più tardi presso un pubblico delle generazioni di hippie-teenagers con le registrazioni musicali affidate alla Philadelphia Orchestra guidata dal Maestro Leopold Stokowsky. Nel 2000, in occasione del sessantesimo anniversario della sua realizzazione, il progetto filmico viene ripreso in 8 episodi intitolato Fantasia 2000 e aggiornato in una nuova veste con nuovi brani eseguiti dalla Chicago Symphony Orchestra diretta da James Levine. Una dirompente delusione.
Il film perde buona parte della sua sognante raffinatezza, del suo avvolgente cromatismo, dell’intensa carica poetica e del profondo slancio spirituale per lasciare il posto a un triste dispiego di grossolane volgarità. Questa violenta ferita, difficile da accettare, si avverte soprattutto con la rimozione dei brani di apertura (“Toccata e Fuga” di Bach BWV 565, nella magnifica e imponente orchestrazione del Maestro Stokowsky) e di chiusura “Una Notte sul Monte Calvo” di Modest Petrovič Musorgskij insieme all’”Ave Maria” di Franz Schubert. In sostituzione intervengono il primo movimento “Allegro con brio” della “Quinta Sinfonia” di Beethoven e il poema sinfonico “I Pini di Roma” di Ottorino Respighi.
Già il voler proporre un capolavoro come una sinfonia di Beethoven in forma amputata troviamo sia una violenza culturale e intellettuale allarmante ma quando viene poi associata a dozzinali e sterili raffigurazioni di farfalle e pipistrelli il disgustoso intruglio trasmette solo profonda tristezza. Le straordinarie immagini avvolte nell’elegantissimo e affascinante astrattismo ideate dal grande artista tedesco Oskar Fischinger, che originariamente si intessevano in modo superlativo nella “Toccata e Fuga” di Bach/Stokowsky, rimangono un lontano e nostalgico ricordo.
Il demone Chernabog in piena notte sveglia e raduna gli spiriti del male e le anime irrequiete in cima al Monte Calvo. Danzano, volano e vengono infine respinti dai rintocchi delle campane all’alba del nuovo giorno. Le note della coinvolgente partitura di Musorgskij nell’orchestrazione del Maestro Stokowsky si allacciano in toccante e intenso slancio mistico a quelle dell’”Ave Maria” di Schubert che chiudono il film con un’assorta preghiera nell’incantesimo di un paesaggio avvolto nella quiete brumosa. Al contrario “I Pini di Roma” di Respighi, che concludono la versione 2000, vengono associati in modo assolutamente delirante a un contesto visivo che più distante non si potrebbe (Oceano Artico) e dove un branco di megattere si produce in un’inverosimile e plateale serie di evoluzioni stunting che sembra molto più appartenere al mondo di Guerre Stellari che al sognante universo fiabesco originariamente concepito da Walt Disney.
Dopo Santa Cecilia nel 2016 il Teatro dell’Opera di Roma ha di nuovo proposto Fantasia 2000 lo scorso 23 luglio alle Terme di Caracalla con accompagnamento musicale dal vivo eseguito dall’orchestra diretta dal Maestro Timothy Brock. Onestamente ci auguriamo di poter vivere un giorno un cineconcerto con la splendida originale Fantasia 1940.

