Game of Scores – Le migliori colonne sonore tv degli anni Duemila

cover libro game of scoresMassimo Privitera
Game of Scores – Le migliori colonne sonore tv degli anni Duemila (2021)
Bietti fotogrammi
Lingua: Italiano
Copertina flessibile: 94 pagine
ISBN-10: 8882484734
ISBN-13: 978-8882484736
Peso articolo: 113 g
Dimensioni: 10.21 x 0.61 x 15.29 cm
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Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’incredibile espansione della narrazione seriale televisiva tanto da dover modificare il termine con il quale riferirsi a una storia che si dipana in più episodi; negli anni ’80 e ‘90 si parlava di “telefilm”, oggi si preferisce “serie TV”. Oltre che una differenza semantica e ontologica che vige tra i due termini, questo cambio di prospettiva è indice di un diverso punto di vista dal quale noi tutti osserviamo questo tipo di narrazione seriale.
Il prolificare delle piattaforme nelle quali scovare nuove serie TV ci ha reso sempre più famelici nello scoprire e lasciarci sedurre da storie che hanno la necessità di essere incasellate in più episodi per essere adeguatamente rappresentate. Di pari passo, il mondo della musica per immagini ha vissuto un cambiamento; sempre più compositori “da cinema” si cimentano nelle serie TV (basti pensare ad Hans Zimmer) e sempre più riconoscimenti vengono dedicati a partiture ideate per la narrazione seriale; ciò ha comportato un positivo innalzamento qualitativo delle musiche delle serie TV tanto da divenire un mondo a sé stante.
Per comprendere i cambiamenti è sempre necessario un interprete dei tempi che riesca a cogliere gli elementi di continuità e discontinuità col passato; proprio in tale direzione si dirige la fatica letteraria di Massimo Privitera che nel suo libro, dall’accattivante titolo “Game of Scores” (chiaro riferimento alla celeberrima serie Game of Thrones), riesce a dare un quadro completo della musica per serie TV dei primi due decenni degli anni Duemila. Con la sua lunghissima esperienza nel campo della musica per cinema, Privitera era certamente il più indicato a fare un primo bilancio di questo cambiamento mediale e mediatico che ha visto la sua nascita e affermazione nell’arco di circa vent’anni. Nel mare magnum delle serie TV, l’autore del libro riesce a individuare i capostipiti e gli esempi più fulgidi di una tipologia narrativa che ormai spopola sempre più tra giovani e meno giovani. Il libro è diviso in capitoli che seguono una rigida tassonomia all’interno della quale il lettore si troverà coinvolto in un viaggio attraverso la serialità che ha caratterizzato quel genere; dall’animazione al musical, dal thriller al fantasy, non c’è territorio nel quale Privitera non si addentri portando con sé il lettore in quella che è una vera avventura fatta di scoperte, curiosità e brevi ma incisive analisi dedicate a tutte quelle colonne sonore che hanno accompagnato gli spettatori da un episodio all’altro della propria serie preferita. Si va dalle musiche più rinomante e conosciute (come quelle ideate per Il trono di spade, Mad Man, Battlestar Galactica, solo per citarne alcune) a partiture che sembravano essersi disperse nel fluido magma del tempo (come Pushing Daisies o The Orville) ma che Privitera riesce a riportare alla luce donando quella medesima dignità, di cui tutti i prodotti dell’umano intelletto dovrebbero esser riconosciuti, a tutte le fatiche musicali.
Di ogni genere vengono messi in evidenza gli esempi più fulgidi creando una sorta di schedario che può essere considerato un compagno di viaggio, un vademecum, per quanti si avventurano nel magmatico mondo delle musiche per serie TV. Privitera non concede spazio a inutili giri di parole o arabeschi ma va dentro la materia in maniera puntuale e con uno stile netto e nitido; “Game of Scores” costituisce una guida nella quale, in maniera sapiente, sono stati inseriti i migliori brani per ogni singola partitura cosa che permetterà al lettore di fare un’operazione multimediale a tutti gli effetti. Probabilmente l’autore ha concepito l’opera con tale intenzione, quella di accostare la lettura con l’ascolto in modo da renderla più dinamica ed educare i lettori/spettatori alla consapevolezza dell’importanza della musica nel mondo delle immagini.
La mole di dati in così poche pagine è incredibile; Privitera è riuscito a condensare tutto senza mai essere troppo superficiale con il risultato che la lettura risulterà veloce e agevole e riserverà una miriade di curiosità, molte delle quali sconosciute al grande pubblico. La schematicità non sacrifica in alcun modo la scientificità del progetto tanto che l’autore riesce anche a creare delle filiazioni tra compositori e filoni di sottogenere che aiuteranno i lettori a scoprire veri e propri fili rossi che dal cinema si dipanano nel mondo della serialità televisiva.
Con l’altissimo numero di produzioni sempre in cantiere risulta difficile stare al passo con i tempi; il libro di Privitera si occupa dei primi decenni di una rivoluzione dell’intrattenimento le cui conseguenze sono ancora difficili da decifrare e tutti i lettori che si sono addentrati in questo territorio semi-sconosciuto, con in mano il libro “Game of Scores” e nelle orecchie tutte le musiche di cui Privitera si dimostra fine conoscitore, attenderanno con impazienza nuovi volumi che potranno proseguire il discorso avviato in questo. L’autore, con l’autorevolezza che lo contraddistingue nel campo, dovrà farsi ancora interprete e continuare ad accompagnarci, come un novello Virgilio, in questo incredibile viaggio musicale di cui “Game of Scores” costituisce la prima tappa.

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