Il silenzio è musica
Ennio Morricone & Giuseppe Tornatore
Il silenzio è musica (2026)
HarperCollins Italia
327 pagine
16 euro

Una delle frasi più significative, illuminanti e profonde, riferenti la sua Musica (ma in generale attribuibile a qualsiasi compositore che ha saputo realmente cogliere il valore e la potenza espressiva delle note tra le immagini, quando scritte con intelligenza e concreta capacità sinestetica), è riportata nella quarta di copertina di questo libro: <<Se c’è un segreto, cercalo nel silenzio. Perché il silenzio è musica, almeno quanto i suoni, forse di più. Se vuoi entrare nel cuore della mia musica, cerca tra i vuoti, tra le pause. Ogni suono è soltanto la pausa di un silenzio. La mia musica parte da qui>>. A dirlo è il compianto, due volte premio Oscar, Ennio Morricone (1928 – 2020) in questo volume di recente uscita che propriamente riporta il titolo emblematico di “Il silenzio è musica”, a cura del sodale amico fraterno Giuseppe Tornatore (a partire da Nuovo Cinema Paradiso per finire con La corrispondenza, 11 film insieme, contando in aggiunta il documentario L’ultimo Gattopardo - Ritratto di Goffredo Lombardo e gli spot TV Italiana petroli, Il profumo “Dolce” di Dolce & Gabbana e Il profumo “Dolce Rosa Excelsa” di Dolce & Gabbana). Una frase che mi ha colpito perché, durante una chiacchierata di molti anni addietro con Morricone, egli disse proprio che la “Musica nasce dal Silenzio e in esso muore”, esprimendo così l’enorme contributo empaticamente espressivo e profondamente rilevante che le note posso infondere ad una immagine ma anche, e soprattutto, alla nostra esistenza ordinaria, resa meno tale proprio dal sentire la musica come la si dovrebbe veramente ascoltare: col cuore scevro da ogni distrazione sociale e martellante quotidiana.
Un libro che in realtà è la ristampa di quel “Ennio – Un maestro”, sempre pubblicato da HarperCollins Italia, edito nel 2018, con la sola differenza della prefazione del regista siciliano, dai tratti dolcemente toccanti e rimembranti una relazione, non esclusivamente professionale, tra due Maestri della Settima & Ottava Arte, Peppuccio Tornatore (come soleva chiamarlo l’amico Ennio) e Morricone; difatti il cineasta dichiara che questo volume è <<Uno dei testi più importanti per conoscere davvero la figura di Ennio Morricone. Forse, se si vuole capire fino in fondo chi fosse Ennio, non si può fare a meno di leggerlo>>.
Prima di addentrarci in alcune affermazioni ulteriori del regista di Una pura formalità – per chi vi scrive, il maggiore capolavoro del loro connubio, invero tanto amato, più dell’osannato Nuovo Cinema Paradiso, dallo stesso Morricone, da lui confessato in svariate interviste ed al sottoscritto in un celeberrimo incontro, tenuto da me e da Giuliano Tomassacci presso la Casa del Cinema di Roma in Villa Borghese nel 2007 prima della consegna dell’Oscar alla carriera al Maestro romano – qui trovate i video del medesimo – e La migliore offerta, vi rimandiamo alla lettura della recensione approfondita del nostro Roberto Pugliese di codesto libro, quando uscì col titolo di cui sopra, “Ennio – Un maestro”, che trovate qui, perché inutile spendere parole ulteriori sul contenuto attuale dato che è identico al precedente.
Invece, mi hanno colpito queste frasi di Tornatore, premettendo doverosamente che questo volume nasce dalla lunghissima preparazione del meraviglioso e commovente documentario sulla Storia del Cinema attraverso i pentagrammi morriconiani che lo hanno reso Maestoso e Unico, Ennio (leggete nostra recensione) del 2022, che il Maestro Morricone non poté vedere ultimato perché venuto a mancare nel 2020 (per contraltare lesse questo libro e ne fu entusiasta!): <<Un libro può nascere anche da un appuntamento mancato. Il silenzio è musica ne è un esempio. Quando cominciai a realizzare Ennio, il documentario su Ennio Morricone, la prima cosa che girai fu una lunga intervista con lui. Veramente lunga, durò nove giorni consecutivi e, mesi dopo, altri due giorni. In tutto undici giorni [come le 11 pellicole girate insieme; questa è una mia aggiunta, quasi da far venire i brividi sotto pelle, che mi è sovvenuta mentre leggevo questa frase], per circa quarantadue ore di conversazione. In quelle ore Ennio, praticamente, mi raccontò tutta la sua vita>>; <<Nel film quell’intervista sarebbe stata ulteriormente depurata e sedimentata. Dunque, dopo tutto, ne sarebbe rimasta soltanto una piccola parte. Pensavamo che il documentario sarebbe durato due ore, poi ne durò di più, ma in ogni caso non avrebbe mai potuto contenere tutta l’intervista di Ennio. Per questo mi sembrava possibile tentare quel percorso un po' atipico: pubblicare prima il libro e poi, successivamente, far uscire il film da cui era tratto. Alla fine tutti si convinsero. Anche HarperCollins aderì con entusiasmo all’idea e il libro uscì per il novantesimo anniversario di Ennio con il titolo Ennio, un maestro>>; <<Su quel titolo, però, ci fu una discussione. Io avrei voluto chiamarlo Ennio, il maestro. Lui invece si oppose. Disse: “No, Ennio il maestro è troppo presuntuoso. E’ un titolo spavaldo. Preferisco Ennio, un maestro, perché i maestri sono tanti”. La sua scelta nasceva da quel grande senso di umiltà che era una delle sue qualità più autentiche>>.
Grazie Ennio...e grazie davvero Peppuccio!