John Williams – Symphonies of A New World
Christian Aguilera
John Williams – Symphonies of A New World (2024)
Kane Ediciones
Pagg. 436 – 28 euro
Acquistabile qui:
https://kaneediciones.com/2024/11/16/john-williams-symphonies-of-a-new-world/

Affrontare per iscritto la lunghissima carriera di uno dei pilastri incondizionati della Film Music come John Williams, venerato, acclamato e amato non soltanto dai suoi fan più agguerriti in tutto il mondo, è impresa alquanto rischiosa e complessa. A dirla tutta, sparuti scrittori ad oggi ne hanno riportato nero su bianco le multisfaccettate gesta compositive cine-televisivo-musicali e di musica assoluta o contemporanea (per giunta su libri non interamente dedicati a Lui ma trattanti l’argomento musica applicata alle immagini e suoi autori) – e nessuno tra i critici e musicologi italici lo ha fatto, pubblicando un libro nella nostra lingua (con immenso dispiacere dei tanti che lo agognano da tempo!), tranne il solo redatto da uno dei massimi esperti in circolazione, Emilio Audissino, ricercatore presso l’Università di Southampton in Inghilterra, con un dottorato in Storia del Cinema ottenuto all’Università di Pisa, pubblicando nel 2014 il fondamentale volume “John Williams’s Film Music: Jaws, Star Wars, Raiders of the Lost Ark and the Return of the Classical Hollywood Music Style”, però in inglese (leggete qui nostra intervista e recensione) –. In verità, a mio modesto parere, vi sono basilarmente due strade percorribili, che sono entrambe corrette anche se pur sempre contestabili dai radicali collezionisti e ammiratori williamsiani (esageratamente estremisti il più delle volte e quindi incontentabili, qualsiasi via si intraprenda): scrivere un libro, anzi un tomo, che ne tracci la carriera dagli esordi sino ai giorni nostri (vi ricordo che il venerando John Williams ha 93 anni), soffermandosi non più di tanto sull’aspetto analitico approfondito di ogni partitura, tuttavia narrandone lo stile riconoscibile sin dalla prima nota e ciò che ha meravigliosamente instillato nel panorama della colonna musicale, riportando soprattutto in auge gli stilemi sinfonici della grandissima musica Hollywoodiana degli anni d’oro della Settima Arte (vedi Star Wars), attraverso aneddoti e un’iconografia dettagliata, anche con un pizzico di appassionato amor di fan non troppo velato tra le righe (e ammetto scontato per chi è seriamente un Fan della prima ora del pluripremiato e candidato Maestro newyorkese classe 1932, con 5 Premi Oscar, 4 Golden Globe, 3 Premi Emmy, 7 BAFTA e 26 Grammy Awards in carnet); scrivere un libro incentrandosi, come ha fatto il succitato Audissino, su alcune partiture iconiche che lo hanno reso il più celebrato compositore dell’Ottava Arte insieme al compianto Ennio Morricone, analizzandole nota per nota su fotogramma per fotogramma, così disegnando anche lo stile compositivo che, come sopra detto, essersi impresso a fuoco (di quello che arde e non brucia) nei cinefili di ogni parte del globo.
Ecco, il voluminoso, florido ed esaustivo libro in lingua inglese “John Williams – Symphonies of A New World” di Christian Aguilera appartiene alla prima categoria di scritti appena delineati: una vera e propria sinfonia di parole, aneddoti e analisi ricercata sulla storiografia dagli inizi di carriera a tutt’oggi – si parla anche del documentario originale inedito sulla vita e professione del leggendario compositore americano diretto da Laurent Bouzereau, presente su Disney+, Con le musiche di John Williams (Music By John Williams, 2024) (qui nostra recensione) – partendo dal 1954 in cui compose la partitura per il cortometraggio documentario You Are Welcome, commissionato dal St. John’s Newfoundland, durante il suo periodo di addestramento militare sino a The Fabelmans del sodale Steven Spielberg nel 2022, sua ultima score ad oggi, divenendo a tutti gli effetti, riconosciuto mondialmente, uno dei compositori e direttori d’orchestra (sul podio della Boston Pops Orchestra per quindici anni, dal 1980 al 1995) più ragguardevoli della seconda metà del XX secolo e del primo quarto del XXI secolo.
In questo sostanzioso ed essenziale libro c’è tutto Williams e anche di più – si sa che giungerà a noi anche “John Williams: A Composer’s Life”, la prima biografia scritta dal critico, giornalista e musicologo Tim Greiving (la news qui) –, un’opera di Christian Aguilera, spagnolo di Barcellona (classe 1967), creatore del sito www.cinearchivo.net e autore di svariati volumi, tra cui i rilevanti sulla Storia del Cinema, “Stanley Kubrick: A Creative Odyssey” (1999), “The Television Generation: The Liberal Conscience of American Cinema” (2000), “Milos Forman: The Filmmaker of Nonconformism” (2006), “Joseph L. Mankiewicz: A Renaissance in Hollywood” (2009), “The World of Science: 50 Essential Films” (2017), “Robert Altman: The Other Side of Hollywood” (2020), “John Frankenheimer: A Sniper in Hollywood” (2021) e diversi volumi su compositori di colonne sonore di notevole prestigio (Jerry Goldsmith, primo libro in lingua inglese dell’autore che speriamo di recensire presto, Bernard Herrmann, John Scott) e luminari del rock (Neil Young).
Nelle sue 436 pagine “John Williams – Symphonies of A New World” è un concentrato ricco di informazioni e considerazioni (poche volte esaurite nel più semplicistico fan service), che sa meticolosamente dividersi in capitoli cronologici sulle OST per il grande schermo – le commedie dal 1961 di Bachelor Flat (L’appartamento dello scapolo) fino a Sabrina (Id.) del 1995; i film di guerra e d’avventura dal 1965 di None but the Brave (La tua pelle o la mia) sino a Cuori ribelli (Far and Away) del 1992; i western dal 1966 di The Rare Breed (Rancho Bravo) fino a The Missouri Breaks (Missouri) del 1976; i thriller e film catastrofici dal 1961 di The Secret Ways (Le vie segrete) sino a Sleepers (id.) del 1996; i film drammatici dal 1958 di Daddy-O al 2013 di The Book Thief (Storia di una ladra di libri); gli horror e fantasy dal 1972 di Images (Id.) al 2004 di Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (Harry Potter e il prigioniero di Azkaban); i musical o film musicali in qualità di adattatore e compositore addizionale, vedi Goodbye, Mr. Chips (Id. - 1969), Fiddler on the Roof (Il violinista sul tetto, 1971), Yes, Giorgio (Id. - 1982) e non solo – ed il piccolo schermo tra telefilm e film TV – dalla fantascienza di Lost in Space, The Time Tunnel e Land of Giants a tutti gli altri generi trattati dal pentagramma di Williams, ad esempio M Squad (Il tenente Ballinger), Gilligan’s Island (L’isola di Gilligan), Amazing Stores (Storie incredibili), Heidi (Id.), Jane Eyre (Jane Eyre nel castello di Rochester), etc. etc. etc. Due imponenti capitoli sono ovviamente consacrati alla saga di Star Wars e al connubio, tra i più lunghi e considerevoli del Cinema con Steven Spielberg, film dopo film, oltre alla biografia, ad un’analisi sul suo metodo di scrittura e i primi anni di carriera come musicista in colonne sonore di stimati colleghi (vedi Jerry Goldsmith, Leonard Bernstein, Henry Mancini e molti altri). Il libro è correlato da un’iconografia in bianco e nero e a colori di altissima qualità e da discografie completissime, con tanto di cover a colori, sia della filmografia che delle composizioni da concerto, da camera, sinfonie e tanto altro ancora (tratteggiate singolarmente in appositi capitoletti).