Oltre le Note, un approccio non razionale alla musica

cover libro oltre le noteTony Carnevale
Oltre le Note, un approccio non razionale alla musica (2022)
Celid – A cura dell’Associazione Culturale Anora
Pagg. 301 – 16 euro

<< […] l’apprendimento che avviene attraverso l’esperienza sensoriale è completamente diverso da quello teorico-nozionistico, proprio perché quest’ultimo è basato esclusivamente sul pensiero cosciente e sul metodo razionale, e come tale ripropone la scissione mente-corpo, un apprendimento, cioè, concettuale>>. Da anni sostengo che si dovrebbe tornare ad Ascoltare la Musica in termini soggettivamente sensoriali e non solo espressamente tecnici, perché possono coesistere musiche oggettivamente belle artisticamente e tecnicamente parlando in un unicum indiscutibile, nondimeno musiche apparentemente belle o addirittura perfette tecnicamente ma sterili artisticamente e ancor peggio sensorialmente (per non sottolineare emozionalmente, principio fondante di tutte le Arti; a maggior ragione della Musica, unica e sola, non dimenticatelo, invisibile ad occhio umano).

Bisognerebbe, come mi insegnò mio padre quand’ero ragazzino, introducendomi a vari generi musicali – difatti nella mia dimora sicula si udivano provenire dal giradischi in salotto note pop, classiche, jazz e da colonne sonore – Ascoltare la Musica al buio, in completo silenzio, immergendosi totalmente in essa per fruirne, senza distrazioni alcune, ogni singola propagazione emotivo-sensoriale voluta dal suo autore. E questo metodo vale sia per chi vuole vivere e lavorare di Musica sia per chi ne è appassionato e semplice fruitore giornaliero (vade retro colui che non ascolta mai musica in vita, perché potenziale essere disumano!). Oggi più che mai, rispetto ad epoche passate, siamo estremamente distratti da ciò che vive attaccato costantemente alla nostra persona, ossia il maledetto cellulare che volenti o dolenti ci condiziona la vita, anche quando non è il nostro – mi riferisco al bombardamento dei telefonini altrui quando si è sui mezzi pubblici, nei locali (dove vi è la musica passiva ad alto volume, peggior male del nostro cellulare) o in eventi, al cinema (che cosa lo pagate a fare un biglietto, odiernamente costoso più che mai, se poi state a cazzeggiare sul vostro benedetto telefono?), etc. etc. etc. –, seppur un mezzo tecnologico utilissimo ed essenziale a dir poco per svariati motivi; un cellulare che è persino un riproduttore di musica portatile, ma non per questo motivo di ascolto attento e certe volte motivato dai nostri gusti personali (molte piattaforme musicali ci sommergono di musica che pensano ci possa interessare, basandosi sui nostri ascolti, che può essere un bene ma anche un male, però qui ci inoltriamo in meandri articolati che non è il momento opportuno di sondare in dettaglio).
L’”esperienza sensoriale” di cui sopra, facente parte di una frase rilevante, se non necessaria, riportata nero su bianco dall’autore del libro in esame, Tony Carnevale, compositore cinematico noto internazionalmente (leggete la nostra intervista) e docente che ha dato vita al metodo Anora (acronimo di approccio non razionale), fondamento da cui si dipana la stesura di questo volume “Oltre le Note, un approccio non razionale alla musica” del 2022, che ahimè scopro solo adesso (meglio tardi che mai!): un’esperienza che non è unicamente sensoriale, benché primariamente battuta, bensì umana, espressiva, professionale, filosofica, psicologica, soggettiva e oggettiva al contempo, artistica, metodica, rappresentativa…e di termini aggettivanti ne potrei aggiungere a iosa, perché uno di quei libri (pochi) in cui si parla, si fa vivere, si fa percepire, si induce a sentire realmente, si analizza concretamente e non aleatoriamente, come molti volumi in cui si ritiene opportuno fare i colti e aulici dimenticando che molte volte chi si loda si imbroda non comunicando niente di più che boria e distacco dal lettore, si traccia profondamente, prendendo a prestito la dicitura in quarta di copertina, il <<…punto di partenza di una ricerca nella quale considerazioni, anche filosofiche, sul modo di pensare la musica, vanno di pari paso con suggerimenti pratici e di “mestiere”: sulla composizione, sull’arrangiamento, sull’interpretazione, sulla formazione ed altro ancora, con approfondimenti di natura artistica, metodologica e storica, con particolare attenzione all’aspetto psicologico e psicoacustico dei temi trattati>>.
A tutti gli effetti un libro sostanziale sull’applicazione concretizzante della musica alla vita di tutti i giorni, professionale e non, e sulla musica applicata alle immagini, entrando a gamba tesa nella nostra materia portante, trattata tra le nostre pagine web, <<ovvero pensare alla musica come un insieme di suoni organizzati che derivano da idee-immagini e che si dispongono in una determinata sequenza che, a sua volta, stimola emozioni-immagini>>: una concettualizzazione della partitura emotiva come la definisce splendidamente Tony Carnevale, conditio sine qua non, ovvero condizione indispensabile senza la quale non si può scrivere ed eseguire Musica e nemmeno ascoltarla. In conclusione, un libro accostabile, sebbene codesto più ad ampio spettro, a quello da noi recensito tempo addietro di Pericle Odierna e Miki Belmonte dal titolo “La musica è un errore!? – Guardare i suoni e ascoltare le immagini” (leggi recensione), in cui nella sua monumentalità descrittiva e approcciativa tratteggia sentitamente emozioni e suoni in un percorso sensorial-didattico in cui la Musica vi apparirà non razionale ma psicodinamicamente formativa e formante, quindi riappropriandosi del saper coscientemente Ascoltare la Musica.

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