Musica per videogiochi – La nascita della ludomusicologia e il mito di Kōji Kondō

cover libro la musica per videogiochiLicia Missori
Musica per videogiochi – La nascita della ludomusicologia e il mito di Kōji Kondō (2024)
Edizioni Dedalo
Pagg. 167 – 17 euro
https://edizionidedalo.it/collane/collane-attive/la-scienza-e-facile/musica-per-videogiochi.html

Pescando random nella mia memoria di collezionista di colonne sonore per il Cinema, TV, Teatro e Videogames da ben 44 anni, eppure riferendomi esclusivamente agli anni ’90 come concreta disponibilità sul mercato discografico di OST, in questo caso, per videogiochi acquistabili, fino ad allora introvabili o impensabili su supporto CD o LP – ovviamente da quando è giunta a noi la Rete e gli acquisti online, molte score sono state più a nostra portata (anche se in taluni casi a prezzi consistenti, specialmente quelle dei videogames, perché considerate all’epoca la nicchia della nicchia degli aficionados di colonne sonore) –, vado ad elencare le agognate partiture videoludiche che sono entrate a far parte della mia collezione (non in ordine cronologico): Heart of Darkness di Bruce Broughton (Intrada), Fable di Danny Elfman e Russel Shaw (Sumthing), Quantum of Solace (ActiVision) e Starhawk (La-La Land Records) entrambe di Christopher Lennertz, Soul of the Ultimate Nation di Howard Shore (Howe Records), tutte quelle della saga di Medal of Honor di Michael Giacchino, Christopher Lennertz, Ramin Djawadi (La-La Land Records), Sorcery di Mark Mancina (La-La Land Records), The Lost World – Jurassic Park di Michael Giacchino (Sonic Images), Liar di John Debney e Kevin Kaska (La-La Land Records), Final Fantasy VII Remake di Nobuo Uematsu (Square Enix), Socom 4 U.S. Navy Seals (La-La Land Records) e God of War (Sony Classical) di Bear McCreary, Crysis 2 di Hans Zimmer, Lorne Balfe, Borislav Slavov e Tilman Sillescu (La-La Land Records) e la finisco qui prima di non giungere al punto focale di questa recensione. Tutto questo elenco di colonne sonore per videogiochi (seppur riduttivo dell’effettiva quantità di OST in mio possesso) soltanto per farvi riflettere e puntualizzare su quali nomi, tra la miriade di eccellenti artigiani della colonna musicale videoludica dagli anni ’80 in avanti, si sono cimentati nella loro ideazione su pentagramma: talenti del calibro dei succitati (alcuni perfino premi Oscar) Debney, Shore, Giacchino, Zimmer, Elfman, Broughton, McCreary, etc. etc. etc. Alcuni di quelli delle nuove generazioni li abbiamo pure intervistati (su tutti Austin Wintory, a mio modesto parere uno dei più espressivi e originali); altri sfiorati con domande secche all’interno dei loro lavori preminenti per il piccolo e grande schermo, perché esigui rispetto a questi ultimi nel loro carnet; molte le compositrici che vi si cimentano con ottimi risultati, alla medesima stregua dei colleghi maschi (ancora, vi stupirete, vi sono differenziazioni di genere nel panorama cine-televisivo-videoludico musicale, pur tuttavia e per fortuna sempre meno preponderanti); e da molti anni a questa parte, rammentate bene, il mercato dei videogiochi è quello che guadagna di più in assoluto mondialmente, che a ben guardare il fratello maggiore, il Cinema, è dietro anni luce per incassi. Come sottolineo da tempo in diversi miei articoli o recensioni, la musica applicata alle immagini odiernamente esprime al meglio le proprie originali potenzialità creative e sperimentative (quasi) come nell’epoca d’oro e d’argento della Film Music, con una dose di grande padronanza del mezzo compositivo mista a passione smodata, in primis nella serialità e nei videogames. Se si vuole godere di melodie e pagine di un certo rilievo di scrittura, sia sinfoniche che elettroniche, spaziando tra i generi sonori con spigliatezza, allora scandagliate queste due appena menzionate categorie e ne sentirete delle belle.
In Italia, che è pur sempre storicamente il Paese dell’Arte in tutti i suoi aspetti e ramificazioni tra i più importanti e riconosciuti al mondo, molte volte arriviamo ben ultimi nello stare al passo coi tempi e con l’evoluzione compositiva applicata al visivo, qualunque esso sia il committente e il risultante finale. La compositrice di videogames Licia Missori, che da poco ho personalmente intervistato (leggi qui) specificatamente sul suo approccio alla scrittura in questo ambito, è la prima ad aver messo nero su bianco un fondamentale ed esauriente volume (il primo in italiano) sulla musica per videogiochi, svelandone con grande chiarezza contenutistica e linguistica i segreti compositivi, l’uso sempre più necessario ed in continua evoluzione delle tecnologie per lavorarci a pieno ritmo e con una precisa prospettiva di massima riuscita, l’enorme evoluzione non solo compositiva che vi è stata dagli anni Ottanta ai giorni nostri, con alcune interviste estrapolate da conferenze o fatte di suo pugno ad autori basilari della musica videoludica (ad esempio uno dei suoi massimi esponenti, Kōji Kondō, oltre all’apprezzato Tee Lopes, autore degli score per Sonic Mania, Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge), nonché illuminarci sulla Ludomusicologia, ovvero la branca musicologica della composizione per videogiochi (termine coniato dallo studioso Guillaume Laroche nel 2007 e ripreso dal ricercatore Roger Mosley nel 2013, così come narratoci dalla Missori stessa).
Le domande rilevanti che si pone e ci dispiega con intellettuale e ravvicinante trattazione pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, la compositrice, con una scrittura che arriva a tutti, esperti o no del settore videogiochi e logicamente di quello musicale, sono: “Cos’ha di speciale la musica per videogiochi? Quali sono le sue qualità peculiari rispetto alle musiche per altri media (ad esempio i film)? Quali ruoli e funzioni è in grado di assolvere la musica nel contesto videoludico? Quali caratteristiche tecniche e strutturali rendono la musica per videogiochi un elemento dinamico, in grado di modificarsi a seconda delle azioni del giocatore? E infine, qual è la portata dell’impatto psicoaffettivo di tale musica, se è vero che è in grado di generare significativi fenomeni artistici, sociali e di mercato al di fuori del contesto videoludico?”. In aggiunta, la Missori correla ogni capitolo di QR Code per poter ascoltare seduta stante le composizioni di cui fa esempi, anche con tanto di spartiti riportati in pagina. Mette a fuoco pure le partiture di Super Mario Bros. e The Legend of Zelda entrambe di Kondō, le più amate dagli appassionati di Gaming.

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