La musica è un errore!? – Guardare i suoni e ascoltare le immagini
Pericle Odierna & Miki Belmonte
La musica è un errore!? – Guardare i suoni e ascoltare le immagini (2024)
OP FilmMusicProduction
Pagg. 121 - Euro 23,92
https://www.amazon.it/musica-errore-Guardare-ascoltare-immagini/dp/B0DB8RLLN3
Non è un libro ma un’esperienza! Un’esperienza letterario musicale che trascende la materia sonora stessa andando ben oltre; d’altronde il sottotitolo la dice parecchio lunga: <<Guardare i suoni e ascoltare le immagini>>. Dinamiche sensoriali che addirittura molti compositori odierni dimenticano di far proprie quando scrivono musica per immagini – e sappiate cari Autori di colonne sonore che questa ‘mancanza’ la si percepisce, eccome; perfino coloro che non sono avvezzi a sentire le note tra le immagini, quindi occhi e orecchie ben aperti e protese. E soprattutto fate vostro questo libro, di cui il titolo primario, “La musica è un errore!?”, è una dicotomia in sé e per sé, con quel punto esclamativo e interrogativo insieme, quasi del tutto provocatorio, non semplicemente per suscitare effetto o fare scena (come molte delle ‘cose’ attuali che contengono soltanto apparenza e nessuna sostanza, ahimè!), bensì per incuriosire intelligentemente (non) unicamente gli amanti, conoscitori, professionisti e cultori della Musica – anche se in questo caso ‘per film’ (però sarebbe dare a questo libro una limitazione, che invero non possiede!) –. L’autore, anzi gli autori del libro, che si legge in un batter di ciglia, persino per coloro che non sono addentro all’aspetto musicale tout court – perché qui il taglio è più che mai filosofico ma non di quella filosofia spicciola e fintamente ragionata o ragionevole – sono il pluripremiato compositore Pericle Odierna, da noi stimato e più volte recensito, ed il suo allievo di un dì, attuale collaboratore e co-docente del suddetto nel Corso di tecnica musicale per il cinema, il violinista Miki Belmonte. Entrambi hanno deciso, su impulso dell’Odierna, di trascrivere nero su bianco, come enuncia la quarta di copertina, <<[…] un viaggio che richiede coraggio intellettuale e umiltà, ma che promette di arricchire profondamente la vostra visione del mondo>>, e della Musica in specie, scontato (ma non poi così tanto) da sottolineare. Il titolo nasce da un pensiero contorto ma motivato da conoscenza sonora e cinematica, ricercando la parola “phono” ed incappando erroneamente in “phonoi” (in greco antico al plurale ‘assassini’) – perché mai un termine così simile alla parola phono-suono in greco volesse dire tutt’altro di così aberrante? –, il quale ha accompagnato sin da ragazzo Odierna nel suo percorso dentro e fuori le note, arrivando a farlo scervellare sul perché la Musica potesse essere un errore! Punto e Basta! Da qui la considerazione che <<La musica ha approfittato di una distrazione del silenzio per infrangerlo e impossessarsi dello spazio e del tempo dando luogo alle altezze dei suoni e la loro durata e quindi teorizza pure…>>, realizzando successivamente che <<…l’errore e la musica si manifestano sicuramente per metterti alla prova nascondendo la risoluzione e quindi bisogna cercare soluzioni proprio perché c’è un errore a cui porre rimedio>>. Pertanto, arrivando altresì a dedurre, sempre Odierna in questo suo percorso arzigogolato ma affascinante nella sua intrinseca immersione musicale senza limiti, paure, linguaggi incomprensibili o boriosi, bensì incantanti e sempre più sonoramente Nostri, se sappiamo come <<Guardare i suoni e ascoltare le immagini>>, che <<L’arte è l’errore che fa dell’umano l’essere umano e che fa dell’umano anche l’essere artista>>: quanta Bellezza Grande in cotanta esplicazione che riassume la distinzione tra lo scrivere musica per immagini con un Pensiero che ha Cuore e non solo Tecnica (seppur pregevole e tutto sommato avvenente) e un Pensiero che non ha Cuore ma tanta Furbizia con Tecnica, lasciandoci impassibili. Difatti, dal canto suo, Belmonte sostiene che <<…non esiste un modo univoco di guardare ed ascoltare, ma ci sono un’infinità di modi attraverso i quali possiamo percepire il mondo circostante, ed è proprio questa percezione a rappresentare una fonte di ispirazione, che una volta sviluppata, diventa scrittura e contiene in sé l’idea e l’esperienza>>. E torniamo quindi alla questione del libro come esperienza… di lettura immersiva tra le pieghe pentagrammate cinematiche del modo di comporre di Odierna e della sua idea di scrittura acquisita da una profonda cultura non esclusivamente musicale – Lui straordinario polistrumentista oltre che eccellente autore di melodie che sanno segnare delicatamente e intensamente l’animo sensibile di chi le ascolta (leggetevi nostra storica intervista e le recensioni dei due album “The Best Soundtracks” e “Film Scores in Jazz”) – che ce li enuclea parlando con estrema chiarezza di timbro, colore, strumentazione, melodia, rapporto tra luce e suono, intervalli, visione olistica, figure retoriche, approccio, scelte, il ruolo del compositore, funzioni pragmatiche, funzione empatica e anempatica e molto altro ancora, finanche lasciando a fine libro pagine per note e appunti pentagrammate su cui esercitarsi e prendere coscienza di ciò che si è letto con fervore d’apprendimento. Che oggi come oggi, circondati dal nulla, è una boccata d’aria fresca rigenerante.