Williams: Violin Concerto No. 2 & Selected Film Themes
John Williams
Williams: Violin Concerto No. 2 & Selected Film Themes (2022)
Anne-Sophie Mutter, violino – Boston Symphony Orchestra
Deutsche Grammophon 486 1698
7 brani – Durata: 50’57”
“Posso solo pensare che questo pezzo appartenga ad Anne-Sophie. Ho ricavato la mia ispirazione ed energia direttamente da questa stessa grande artista.” afferma John Williams nel retro cover di questo CD, riferendosi alla celebrata violinista Anne-Sophie Mutter, con la quale da diversi anni il compositore newyorkese premio Oscar ha stretto un rinvigorente legame professionale – vedi gli osannati album “Across the Stars” (leggi recensione) e “John Williams Live in Vienna” (leggi recensione) –; la stessa Mutter ribatte, all’interno del libretto, con l’appassionata dichiarazione: “È sempre stato un mio sogno avere un concerto di John Williams composto per me”.
Il risultato di questa prima registrazione mondiale del “Concerto for Violin and Orchestra No. 2”, suddiviso in quattro movimenti della durata complessiva di 35’04”, è sorprendente: “Quando Anne-Sophie mi ha invitato a comporre un concerto per lei, ho pensato che scrivere per uno dei più grandi artisti del mondo fosse una meravigliosa opportunità. È stata anche una sfida, ovviamente, perché ci sono tanti grandi concerti per violino in repertorio”, dichiara sempre Williams; e l’ascolto reiterativo di questo nuovo concerto, visto che ad uno isolato o sporadico potrebbe risultare ostico (meno di altre composizioni colte di questo enorme artista), portando ad un giudizio altamente errato e dettato soltanto da distraente concentrazione nel porsi al medesimo, svela un qual certo spiritualismo, che diviene manifesto di un Maestro di Note che, anche per chi è avvezzo esclusivamente alle sue scritture cinematiche ultra famose e non si appassiona a quelle non appartenenti al Cinema, in verità concentra tutta la sua anima compositiva (a 90 anni ancora più radicata, compiuta e sofferta ma di quella sofferenza benefica che rende conoscitori profondi di sé e della vita) che da sempre amiamo, attraverso 4 movimenti (“Prologue”, “Rounds”, “Dactyls” e “Epilogue”), che nei passaggi meno vigorosi e più meditativi sembra ricordare tematicamente il leitmotiv d’amore di Sabrina (la parte centrale di ”Epilogue”). “Concerto for Violin and Orchestra No. 2” è un concertante affresco stratificato di contrastanti stilemi rapsodici (“Prologo”), di influenze debussiane (“Rounds”) e di jazzistiche decadenze (“Dactyls”), che vede in “Epilogue”, come esposto dal compositore stesso, “una gentile risoluzione in la maggiore che potrebbe suggerire sia la guarigione che il rinnovamento”.
Il ripetuto e lungo rapporto collaborativo con la prestigiosa Boston Symphony Orchestra traspare da ogni singola performance, che non viene mai sovrastata dalla bravura innegabile della Mutter, bensì aiutata con inebriante e sentita partecipazione emotiva e virtuosistica; la quale, ancora nel libretto, asserisce che “L’idea per il pezzo è nata quando abbiamo lavorato insieme al brano “Markings”, Allora non avevo idea che sarebbe diventata una composizione così gigantesca, così ricca di materiale e con una portata emotiva ed espressiva così enorme. Ho sempre amato il jazz, quindi è stata una gioia particolare scoprire che la prima entrata del violino ha la libertà del jazz. È la “cellula staminale” dell’intero pezzo, un formidabile punto di partenza per un lavoro così complesso. All’inizio sono stata sopraffatta dal brano e dalle sue difficoltà tecniche. Ma è diventato un caro amico perché ci ho lavorato ogni giorno durante il lockdown. È stato prezioso avere il tempo di esplorare in profondità questa incredibile musica e sentirsi parte del processo creativo, parlare con John mentre componeva e rielaborava la partitura e scoprire quanto ama il violino”.
Questo album, a compendiare la magnificenza del concerto di cui sopra, comprende anche tre celeberrimi leitmotiv per film riarrangiati di recente per la violinista dallo stesso Williams: il tema portante di The Long Goodbye (Il lungo addio, 1973, Robert Altman), il brano “Han Solo and the Princess” da L’impero colpisce ancora e il “Marion’s Theme” da I predatori dell’arca perduta. Che dire? Si raggiungono vette di pura sublimazione e di reale commozione ascolto dopo ascolto – perché non se ne può fare a meno – giungendo a quella sottile (quasi evanescente ma palpabile) e imperturbabile consapevolezza che solo la Musica è unione, riappacificazione e libertà. Grazie di tutto questo Maestro!