Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 2

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 2
Ritorniamo questo mese con la seconda parte della nostra rubrica ‘Pillole di Note’, pubblicata qualche giorno fa in riferimento all’etichetta americana in esame. Ecco a voi le mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records con la seconda parte che vi avevamo promesso: (https://lalalandrecords.com/):

Michael Kamen
X-Men (Id. – 2000)
La-La Land Records LLLCD 1504
CD 1: 32 brani
CD 2: 29 brani
Durata totale: 2h 32’48”

Il compianto Michael Kamen (1948 – 2003), ci ha lasciati troppo prematuramente e che tante altre perle compositive ci avrebbe potuto regalare, oltre quelle che rimangono impresse non solo nei suoi fan ma nell’immaginario collettivo dell’Ottava Arte, per esempio le colonne sonore delle saghe di Arma letale e Die Hard (i primi tre film della serie), e non ultime Highlander l’ultimo immortale, Robin Hood – Principe dei ladri, Il gigante di ferro e la serie Band of Brothers. Il compositore newyorkese segnò il commento sonoro del capostipite della saga degli X-Men al cinema, tra prequel e sequel vari (ad oggi in totale dieci film) diretto da Brian Synger. Di seguito il commento venne affidato a compositori quali, tra gli altri, John Ottman, John Powell, Henry Jackman, Marco Beltrami e Hans Zimmer. La partitura, grazie alla sempre attenta e lungimirante etichetta qui esaminata, viene finalmente pubblicata nella sua integralità (2 CD per oltre due ore di score in 61 tracce, comprensivi di pezzi addizionali), dopo l’uscita davvero esile dell’epoca (la versione Decca di soli 12 brani per un totale di 40 minuti di musica). La OST puramente sinfonica, con qualche percussione elettronica di Klaus Badelt e intromissione synth assai impattante ad opera di James Brett e Michael Price, che si aggiudicò nel 2001 il BMI Film & TV Awards per le migliori musiche originali, presenta una qual certa poca fruibilità ad un ascolto separato dalle immagini, in tutti i casi di elevata qualità realizzativa ed esecutiva (la nutrita The LA All Star Orchestra diretta da Kamen), perché per buona parte trattasi di pura ‘scary music’, con pochi guizzi tematici comodamente riconoscibili (il tema della morte in “Death Camp” che rammenta molto il leitmotiv di “Fantasia” de La storia infinita di Klaus Doldinger) e le pagine eroiche e solenni di “School Montage”, “Cerebro”, “Logan Says Goodbye/Why Ask Questions/Finale” in cui accenni dell’epico tema di Danny Elfman per il Batman burtoniano si fanno largo. Una colonna sonora che va ascoltata con molta attenzione per non farsi sfuggire alcune minuzie compositive di cui Kamen era un vero Maestro.

Danny Elfman
Darkman (Id. – 1990)
La-La Land Records LLLCD 1503
CD 1: 13 brani – Durata: 40’15”
CD 2: 29 brani – Durata: 77’00”

Il Danny Elfman degli esordi cine-musicali è tutt’oggi un gran sentire che contiene in nuce del Genio – ad esempio il top del top delle sue partiture per Beetlejuice, Dick Tracy, S.O.S. fantasmi, Batman, Edward mani di forbice, Batman il ritorno e L’ultima eclisse – con quelle trovate timbriche e armoniche assai follemente articolate e, sì debitrici della sua passione per Bernard Herrmann e Nino Rota in egual misura, perfino dirompenti fuori e dentro le sequenze. Darkman di Sam Raimi, eroe cupo, suo malgrado, interpretato da un deturpato e funesto Liam Neeson nei primi Novanta ci mostra uno score che dir ispirato è dir poco, con qualche pagina che sembra fuoriuscire dal succitato Batman (“Woe, the Darkman…Woe (Film Version)” che si potrebbe anche definire la summa dell’ideologia compositiva elfmaniana) e un “Love Theme” herrmanniano che disfà il cuore più duro. Il CD 1 contiene l’album originale del periodo (13 tracce totali) e il CD 2 la partitura estesa, con un brano addizionale, che ci svela un Elfman in gran spolvero, con una densità di orchestrazioni e idee tematiche da far invidia a tanti scribacchini colleghi attuali senza un briciolo di originalità (ascoltare per credere “Waltz/Rage/First Blood” e “The Plot Unfolds (Dancing Freak)”).

James Horner
Star Trek II – L’ira di Khan (Star Trek II – The Wrath of Khan, 1982)
La-La Land Records LLLCD 1582
CD 1: 21 brani – Durata: 65’52”
CD 2: 19 brani – Durata: 72’33”


James Horner
Glory – Uomini di gloria (Glory, 1989)
La-La Land Records LLLCD 1560
CD 1: 27 brani – Durata: 68’47”
CD 2: 18 brani – Durata: 54’13”


James Horner
Casper (Id. – 1995)
La-La Land Records LLLCD 1514
CD 1: 24 brani – Durata: 76’26”
CD 2: 15 brani – Durata: 73’19”

Ogni volta che si nomina James Horner (1953 – 2015) una lacrima solca il volto, perché lo si spera ancora vivo e vegeto a regalarci sue eminenti composizioni per il grande schermo come le tre ivi recensite, gran colpaccio per l’etichetta in esame, perché super agognate dai fan del Maestro losangelino da tempo. Tre capolavori incondizionati nella sua filmografia, che ne presenta innumerevoli (per menzionare i più noti, Cocoon, Aliens, Willow, Apollo 13 e Braveheart), dagli esordi a fine anni settanta sino al 2015, anno della sua scomparsa causa un grave incidente aereo. Star Trek II – L’ira di Khan, Glory e Casper abbisognerebbero di approfondite recensioni ciascheduna per la quantità di materiale tematico e qualità del medesimo messi in campo: si intuisce da un ascolto diligente come Horner fosse tra gli anni ’80 e ’90 all’apogeo della sua arte compositiva – d’altronde parliamo di annate d’oro hollywoodiane per la Film Music nelle quali alcuni compositori di musica applicata sia veterani che giovani emergenti hanno espresso il loro massimo anche, talvolta, per film poco memorabili (non è questo il caso) o addirittura rimasti nell’oblio –; difatti queste tre partiture contengono tante trovate, incisi e idee leitmotiviche da poter riempire altro che tre colonne sonore, almeno una ventina, se non di più.
La fantascienza di Star Trek II – The Wrath of Khan presenta un’edizione rimasterizzata con il primo CD la versione integrale, il secondo CD l’album originale del 1982 e dieci tracce aggiuntive, in cui è quasi sminuente citarne nello specifico, pur tuttavia “The Esls of Ceti Alpha V/Kirk in Space Shuttle”, “Main Tilte”, “Enterprise Clears Moorings” e “Battle in the Mutara Nebula” rappresentano l’eccellenza portante dello score, eseguito dalla Hollywood Studio Orchestra diretta da Horner stesso. Per questa ristampa la La-La Land ha ottenuto nel 2010 la strameritata candidatura agli IFMCA (International Film Music Critics Award) come “Best New Release or Re-Release of an Existing Score”.
La guerra di Glory – Uomini di gloria del 1989, a parte la chiara rimembranza del tema portante di Sergej Sergeevič Prokof’ev da Ivan il terribile del 1944 nel leitmotiv principale di questo film (“A Call To Arms”), che ottenne tre Oscar e per cui Horner ricevette la nomination ai Golden Globe e vinse il Grammy per le migliori musiche, raffigura ciò che di più ispirato potesse scrivere in carriera il compositore californiano premio Oscar, che soltanto adesso può risplendere uditivamente in questa versione estesa, contenente ben 35 minuti di musica in più tra versioni del film, addizionali e musiche diegetiche arrangiate dallo stesso Horner - che dirige una poderosa Hollywood Studio Symphony e il Boys Choir of Harlem - rispetto all’album dell’epoca e con alcune pagine totalmente nuove all’ascolto veramente da pelle d’oca (“Forming the Regiment”, “Preparations For Battle”, “After Antietam”). Senza l’epico lirismo struggente di questa straordinaria partitura non sarebbero nati capolavori compositivi quali Braveheart o Titanic, statene certi.
Il fantasy per famiglie Casper del 1995 custodisce in sé il nucleo di tutte quelle splendide e trascinanti partiture per piccini nella filmografia horneriana (vedi le anteriori Fievel sbarca in America, We’re Back! - Quattro dinosauri a New York, Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi) che in questa versione espansa riesce a venir fuori, nei suoi 14 brani con materiale inedito, in modo ancor più esaltante ed emozionalmente coinvolgente, come solo Horner riusciva ad infondere in queste chicche di genere fantasy-avventuroso-sentimentale per adulti e ragazzini (ne sono un esempio, oltre le succitate, Cocoon, Krull e Miracolo sull’8^ strada). Questo score ha vinto l’ASCAP Film and Television Music Awards per la miglior colonna sonora originale. Brani più rappresentativi nella moltitudine di pagine entusiasmanti, “March of the Exorcists”, “No Sign of Ghosts”, “First Haunting/The Swordfight (Film Version)”, “Descent to Lazarus” e “The Uncles Swing/End Credits”.

Elmer Bernstein
Stripes – Un plotone di svitati (Stripes, 1981)
La-La Land Records LLLCD 1569
30 brani – Durata: 52’15”

Il premio Oscar Elmer Bernstein non fu soltanto un enorme compositore nel western (I magnifici sette), nel peplum (I dieci comandamenti), nel crime (Il buio oltre la siepe), nel film di guerra (La grande fuga), nell’horror (Un lupo mannaro americano a Londra), nel fantasy (Ghostbusters) e nel dramma romantico (L’età dell’innocenza), perfino nella commedia demenziale e comico-burlesca (L’aereo più pazzo del mondo, Una poltrona per due, I tre Amigos, Spie come noi) prendendosi in giro egli stesso, facendo il verso a quegli stilemi e temi tanto potenti e cari al suo modo di scrivere serio per il western, il thriller/poliziesco e l’azione/guerra. Infatti, questo score per la commedia demenziale di guerra con Bill Murray, Harold Ramis, John Candy diretta da Ivan Reitman, in edizione completa con trenta brani in più rispetto alla versione precedente della Varése Sarabande del 2005 con venti tracce, è un avvicendarsi di temi (eseguiti magistralmente dalla Hollywood Studio Symphony) simil epopea western alla Magnifici Sette (“Overture (“The March From Stripes”)” anche in stile J.P. Sousa) – cosa che Bernstein si rammentò di riusare nel western ‘fuori di testa’ Wild Wild West con Will Smith – o patriottico-guerreschi (“Cops” che ricorda il Williams di 1941, “Graduation March”). Troviamo un elemento blues/jazz (“Winger” e “Depression”) che si discosta dalle molte pagine d’azione restanti.

John Barry
Ovunque nel tempo (Somewhere in Time, 1980)
La-La Land Records LLLCD 1550
33 brani – Durata: 76’37”

Un drammaturgo di Chicago utilizza l’autoipnosi per viaggiare indietro nel tempo e incontrare l’attrice il cui ritratto appeso in un grand hotel è divenuto per lui una vera ossessione amorosa. Il compianto Christopher Reeve (l’unico e il solo Superman sul grande schermo) e la bellissima Jane Seymour sono i protagonisti di questa Love Story sui generis molto fantasy, accompagnata dalle romantiche e lancinanti musiche del compositore inglese premio Oscar John Barry (1933 – 2011), che ricevette una candidatura ai Golden Globe e vinse un riconoscimento per il miglior score all’Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films, USA. Barry cosparge le sequenze di due temi per piano solo (Roger Williams), archi e assolo di violino (esecuzione impeccabile della Hollywood Studio Symphony), “Theme from Somewhere in Time” e “The Grand Hotel” che tornano variati più e più volte in questa edizione definitiva, comprensiva anche di ‘source music’ e versioni alternative (tra l’altro ben 22 brani inediti). Le tracce che colpiscono maggiormente sono “Is He The One?”, “The Man of My Dreams” e “A Day Togheter” che anticipano di cinque anni quelle melodie ariose e melanconicamente sentimentali della partitura de La mia Africa, quarto Oscar su cinque netti che si è aggiudicato Barry in carriera.

Howard Shore/Christopher Young
Sliver (Id. - 1993)
La-La Land Records LLLCD 1532
24 brani – Durata: 59’26”

Uno score che ancora una volta dimostra la grandissima versatilità del premio Oscar Howard Shore che cura per questo thriller morboso in stile Brian De Palma (a tratti i brani concisi o rarefatti rievocano qualche passaggio alla Pino Donaggio per il regista di Vestito per uccidere), con Sharon Stone e William Baldwin protagonisti, una sequela di pagine fra il teso ed il sensuale dove campeggia l’attraente tema principale (come in quel gioiello sexy soft per tromba solista, arpa e archi di “Main Title/Naomi’s Fall” e “Carly Comes to Sliver”). Tutta la OST è un florilegio di tracce dal seducente fascino musicale (“Voyeur”), di cui molte assenti nella pellicola perché non utilizzate (ben 6), di cui possiamo finalmente goderne in questa pubblicazione discografica superiore dalle atmosfere tra Chinatown di Jerry Goldsmith e Body of Evidence di Graeme Revell, comprese quelle scritte da Christopher Young come bonus tracks (4 totali) in coda al CD, puramente elettroniche e più di commento alle sequenze altamente thrilling.

Hans Zimmer & Steve Mazzaro
SpongeBob – Amici in fuga (The SpongeBob Movie – Sponge On The Run, 2021)
La-La Land Records LLLCD 1567
20 brani – Durata: 30’07”

Sono un sostenitore del fatto che Hans Zimmer, sin dagli esordi, abbia dato il meglio di sé compositivamente nelle commedie e nei film d’animazione, esprimendo quella ‘fantasia’ ed estro sentimental-euforico come in poche altre occasioni rispetto ad altri generi cinematici, dove è diventato col passare degli anni il clone piatto di sé stesso o sempre uguale senza guizzi originali (tranne il Wonder Woman 1984 nel quale ha composto una colonna sonora davvero eroica come giammai prima). In questa ennesima avventura animata del folle SpongeBob e compagnia bella, il compositore tedesco si fa affiancare dal fido (e in gamba) Steve Mazzaro, che tanta gavetta ha fatto tra le fila della Factory cine-televisivo-musicale zimmeriana, con il quale aveva già co-composto Baby Boss 1 e 2, Army of Thieves e The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro. Lo score, a parte il tema iniziale che rammenta molte partiture per l’animazione di James Horner (“Bikini Bottom”), si diverte un sacco a mescolare pagine d’azione (“You’ve Got One Now”, “A Diabolic Plan”, “Sandy’s Arrival”) ad altre ‘fuori di testa’ come il suo protagonista (“Opening Time”, “The Royal Poseidon”), la spugna gialla SpongeBob. Una OST assai spumeggiante da sentire, che scorre veloce nei suoi trenta minuti di durata.

Harold Faltermeyer
Fletch – Cronista d’assalto (Fletch Lives – 1989)
La-La Land Records LLLCD 1498
22 brani – Durata: 38’25”

Nel 1985 Fletch – Un colpo da prima pagina e nel 1989 il sequel Fletch – Cronista d’assalto sempre con il giornalista Irwin M. “Fletch” Fletcher (interpretato da Chevy Chase, comico assai noto negli anni ’80 – ’90), diretto ancora una volta da Michael Ritchie (Il bambino d’oro), che vede al timone delle musiche originali per la seconda volta il compositore tedesco Harold Faltermeyer, divenuto celebre per le sue colonne sonore per i primi due capitoli di Beverly Hills Cop, Top Gun e Tango & Cash. Qui tutti gli stilemi della sua musica sintetica (8-bit FM Synthetis), che tanti imitatori ha originato, fanno capolino sin dal tema portante “Main Title” per passare da “The Mourge/Belle Island on Fire”, “Coon Hunt” e “Mourge Chase” che ricordano alcuni passaggi delle partiture di enorme successo del succitato Un piedipiatti a Beverly Hills. Si parla proprio di score electro-rock-R’n’B che ipnotizza ascolto dopo ascolto e fa rimpiangere certe ingenuità ‘gustose’ delle colonne sonore anni ’80.