Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Colonne Sonore – Immagini tra le note procede con la nuova rubrica, che oramai ben conoscete, dedicata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, specializzatasi ovviamente o in parte alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di rilevante interesse per voi bramosi lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nella vastità di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero sfuggire, così non scoprendo, con grande vostro rammarico, patrimoni sonori nascosti.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.

E questo mese analizziamo l’etichetta internazionale Universal Music e le sue unificate Decca, Deutsche Grammophon, etc. etc. (https://www.universalmusic.com/):

Max Richter
L’amica geniale (My Brilliant Friend, 2019)
Deutsche Grammophon 483 6994 GH
22 brani – durata: 72’05”

Max Richter
Cocaine – La vera storia di White Boy Rick (White Boy Rick, 2018)
Deutsche Grammophon 483 6032 GH
15 brani – durata: 49’52”



Nel minimalismo imperante ed esageratamente abusato da alcuni compositori (e non parlo solo quelli di musica applicata alle immagini), che non avendo nulla da dire musicalmente si rifugiano in questo genere sonoro perché, erroneamente, giudicato di facile consumo e realizzazione, il 53enne compositore tedesco, ma inglese di adozione, Max Richter, è uno degli esponenti attuali migliori, che sa cosa ‘esprimere’ e come, anche quando la sua Arte si abbina al filmico. Collaboratore a suo tempo di nomi illustri del minimalismo e dell’avanguardia musicale neoclassica quali Arvo Pärt, Brian Eno, Philip Glass, Julia Wolfe e Steve Reich, nonché grande e capace razziatore del loro stile, Richter ha saputo ritagliarsi un mercato delle colonne sonore, avendone all’attivo più di una settantina tra piccolo e grande schermo (Guerrilla, The Leftovers, La prima linea, La chiave di Sara, Ad Astra), con diverse nomination a premi rilevanti del settore cinematico, sempre azzeccando la commissione conferitagli. Anche nel caso delle due OST qui recensite, ossia la serie drammatica di enorme successo, targata Rai, L’amica geniale per la regia di Saverio Costanzo e tratta dal romanzo amatissimo di Elena Ferrante, e il film biopic criminoso Cocaine – La vera storia di White Boy Rick – la storia dell’adolescente Richard Wershe Jr., diventato un informatore sotto copertura per l’FBI negli anni ‘80 e poi arrestato per traffico di droga e condannato all’ergastolo – il Nostro autore cosparge il telefilm italico di accenti pianistici minimali marcatissimi, con inserimenti spiccati degli archi alla Morricone anni ’70 (quello della musica assoluta o delle library in cui aveva piena libertà di sperimentare musica atonale e avanguardistica, senza l’obbligo del leitmotiv accattivante per eccellenza), ad esempio i bei “Spring 1” e “The Days Go By”, e la pellicola con Matthew McConaughey tra i protagonisti, di un tema scarno per piano e paesaggi disturbanti, rumoristici, spaesanti in stile Cliff Martinez (“The Jury’s Verdict”, “We’re Gonna Take You Home”). Logicamente il lavoro compositivo per la serie di Costanzo è molto più ascoltabile e di facile presa del lavorio elettro-sperimentale per il film, ma ambedue da ascoltare con circospezione, per coglierne le idee dietro il processo evolutivo della colonna sonora.

AA.VV.
Hitsville: The Making of Motown (Id. – 2019)
Motown Records/UMG Recordings 00602577491429
CD 1: 16 brani – Durata: 45’12”
CD 2: 19 brani – Durata: 60’30”



Che goduria! Pur non trattandosi di una colonna sonora originale, come nel caso della OST per il documentario su Pavarotti recensita di seguito, questo doppio CD rappresenta un godimento puro e reale per gli aficionados della Motown Records, anima e ritmo di una nazione, l’America, e di un genere musicale ben codificato, che molteplici volte è divenuto spettacolare partitura canora e strumentale di Cinema e Serie TV di ieri e di oggi. Hitsville: The Making of Motown è una pellicola documentaristica basata sul periodo che inizia con la nascita di Motown a Detroit nel 1958 fino alla sua decentralizzazione a Los Angeles nei primi anni ‘70. Tutto con il fondamentale e imprescindibile supporto delle canzoni ed i suoi interpreti che hanno fatto Storia e che sono un Inno non soltanto del periodo summenzionato ma di una generazione di autori e parolieri che hanno altresì mutato e innovato il genere rhythm and blues e soul. Sfilano, citando random, Stevie Wonder, The Supremes, Marvin Gaye, The Jackson 5, Four Tops, The Temptations, Smokey Robinson & The Miracles, e chi più ne ha più ne citi, con songs epocali.

AA.VV.
Pavarotti (Id. – 2019)
Decca 483 4894
22 brani – Durata: 79’47”



Il regista di Cocoon, Willow, Apollo 13, Il Codice Da Vinci e Solo: A Star Wars Story, Ron Howard, ha realizzato un documentario, tra interviste e immagini di repertorio di concerti e provenienti dall’archivio privato familiare, sulla vita e la carriera della leggenda della Musica Lirica Luciano Pavarotti, che ci ha lasciati il 6 settembre del 2007. All’età di 71 anni il tenore italiano ha creato un vuoto incolmabile nel mondo dell’Opera, perché la sua voce unica e inconfondibile metteva letteralmente i brividi ad ogni sua performance, anche quando questa si slegava dall’ambiente lirico di appartenenza e si destreggiava nella musica leggera (vedi i suoi celeberrimi concerti di beneficenza intitolati “Pavarotti and Friends” in quel di Modena, sua città natale dov’è nato e morto). Howard indaga con arguzia, ammirazione e commozione la sua vita privata e professionale e l’album della OST racchiude il meglio del meglio della produzione lirica e collaterale di questo immenso Artista, ovvero brani noti, suoi reali ‘cavalli di battaglia’, quali “Nessun Dorma”, “Celeste Aida”, “La donna è mobile”, “E lucevan le stelle”, “O Sole Mio” e alcuni bonus tracks precedentemente non realizzati su CD: “Ave Maria, Dolce Maria” con Zucchero e Bono, “Miserere” live con Zucchero e Bocelli, “Ave Maria” live con Bono. Veritiero è che non trattasi di colonna sonora con musica originale e forse, affezionati lettori, vi chiederete il perché della recensione in questa neonata rubrica, ma è vero altresì che Pavarotti è stato più e più volte preso di peso e infilato, anche suo malgrado, nelle soundtracks di film dei più svariati per genere e trama, ed in molti casi con grande gusto e geniale intuizione, visto che la sua Voce era il perfetto complemento tra note e immagini in qualsivoglia contesto; anche quando era usata in modo nuovo su musiche e testi originali dai compositori dell’Ottava Arte – ad esempio il grande John Williams in Yes Giorgio con l’incantevole tema portante “If We Were in Love”, cantato anche da Pavarotti che interpretava nel film del 1982, manco a dirlo, un famoso cantante d’Opera.     

 

AA.VV.
Il grande cinema italiano (2019)
Decca 4841179
CD 1: 14 brani – Durata: 55’45”
CD 2: 14 brani – Durata: 58’51”
CD 3: 14 brani – Durata: 66’55”



Mai titolo scelto dalla Decca per questa triplice raccolta di colonne sonore italiche fu più indovinato! “Il grande Cinema Italiano” con le sue partiture più rappresentative (con alcune eccezioni di brani stranoti di musica classica usati nelle pellicole come commento), tra glorie cine-musicali passate e moderne; difatti le colonne sonore selezionate, che spaziano tra differenti generi filmici, sono di quelle che fanno andare in brodo di giuggiole i cinefili e collezionisti di soundtracks, perché si passa nei tre CD non solo dalle session recordings originali ma vi si trovano anche cover di lusso dirette ed interpretate da nomi blasonati (Abbado, Pavarotti, Grazioli, Mancini, Chailly, Pontes, Baglini, Sting), perfino, e per la stragrande maggioranza dei casi estrapolate da una compilation, oramai fuori catalogo e difficile, di conseguenza, da reperire sia online che negli ultimi coraggiosi e sempre più rintracciabili negozi di dischi, intitolata “Andrea Griminelli’s Cinema Italiano – A New Interpretation of Italian Film Music” del 2001 su etichetta Decca, ovviamente: una attraentissima raccolta di temi famosi rieseguiti egregiamente al flauto dal succitato Griminelli e arrangiati dal compianto Luis Bacalov sul podio della prestigiosa Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con l’aggiunta della London Film Orchestra (Gavin Wright) e l’Orchestra Accademia Musicale Italiana (Andrea Morricone) per altri pezzi. Leitmotiv, per citare i più popolari con attinenti compositori celebri, tratti da Morricone (C’era una volta il West, Mosè, La Piovra, Nuovo Cinema Paradiso, Mission), Rota (Romeo e Giulietta, Il Casanova di Federico Fellini, La dolce vita), Ortolani (Fratello Sole, Sorella Luna), Bacalov (Il postino), Sakamoto (L’ultimo imperatore, Il tè nel deserto), e pezzi classici da Il divo, Senso, Il Vangelo secondo Matteo, Youth – La giovinezza, L’albero degli zoccoli, etc. etc. Una tripla collezione molto interessante.

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