Star Wars: la colonna sonora della mia vita

Star Wars: la colonna sonora della mia vita - Intervista esclusiva a Dirk Brossé
In concomitanza con il cine-concerto, per la prima volta in Italia, del cult fantascientifico di George Lucas, Guerre Stellari (Star Wars: Episode IV – A New Hope), con le iconiche musiche premio Oscar di John Williams (E.T., Superman, Lo squalo, Harry Potter e Indiana Jones), in programma i primi di Aprile a Milano al Teatro degli Arcimboldi (leggete nostro reportage), abbiamo ottenuto il grande privilegio, in esclusiva, di intervistarne il Direttore d’orchestra, il Maestro belga Dirk Brossé. Un uomo prima che un artista di una cordialità e simpatia travolgenti che ci ha accolto nel suo camerino, seppur il tempo concessoci per l’intervista fosse davvero esiguo, dicendoci subito che ci elargiva tutto il tempo che desideravamo, anche se in effetti mancava realmente poco all’inizio del Film Concerto Live di Star Wars; per giunta dovendo dirigere una delle partiture williamsiane più complicate musicalmente, sul podio di una poderosa e rinomata orchestra svizzera, la 21th Century Orchestra, esperta nei cine-concerti.
Il dialogo con Brossé è stato entusiasmante; di Lui avevamo gustato, tra forte commozione e trepidazione allo stato puro, la sua magistrale direzione della London Symphony Orchestra a Londra, nella raffinata, prestigiosa e sfolgorante Royal Albert Hall, lo scorso ottobre, temi e suite di partiture celeberrime williamsiane, quando in realtà a dirigerla doveva essere lo stesso John Williams, che si sentì poco bene, sceso dall’aereo, e venne subito ricoverato in ospedale, scrivendo una lettera per tutti i suoi fan intervenuti, che Brossé lesse emozionato prima del concerto. Una serata-evento cine-musicale indimenticabile!
Brossé (Gand, 18 febbraio 1960), è noto in tutto il mondo come compositore di oratori, lieder, opere sinfoniche da concerto e da camera (più di 200) e una ventina di colonne sonore (la serie BBC/HBO Parade’s End nominata agli Emmy). Ha diretto molteplici importanti orchestre internazionali, tra le quali London Symphony Orchestra, la London Philharmonic Orchestra, la Royal Philharmonic, l’Opera di Vancouver, l’Opéra National de Lyon, la BBC Concert Orchestra, l’Orchestra cinese di Hong Kong e l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Ha inciso più di 70 album, collaborando con nomi del calibro di artisti di livello mondiale come Salvatore Accardo, John Williams, Toots Thielemans, Hans Zimmer, Elmer Bernstein, Kenneth Branagh, Randy Crawford, Lisa Gerrard, Sinéad O'Connor, Maurice Jarre, Michel Legrand e Youssou N’Dour.

Colonne Sonore: Qual è stata la Sua reazione nel sapere che John Williams l’aveva scelta come direttore della ‘Star Wars in Concert World Tour’?
Dirk Brossé: Per me è stato un vero onore! Le cose andarono così: loro stavano lavorando con un direttore americano al quale sarebbe stata affidata la direzione musicale della ‘Star Wars in Concert World Tour’. Tuttavia questo direttore (di cui non conosco il nome) non riusciva ad essere in synch con gli streamers (i punti di partenza e fine dei vari tagli) e i punches (gli attacchi in cui si devono far coincidere musica e immagine alla perfezione) previsti nella partitura: era una catastrofe nonostante fosse un buon musicista. John Williams (di seguito citato come Maestro) conosceva la mia reputazione, c’eravamo visti due volte a Los Angeles ma solo per qualche stretta di mano. Fu così che il Maestro parlò della questione “direttore” allo staff al cui interno c’era anche la Presidente dell’ASCAP. Lei gli propose il sottoscritto e fu così che ricevetti una telefonata nella quale mi venne chiesto: “Sei libero venerdì?”. Aprii la mia agenda e dissi (con segno di diniego): “Si!!!”. Chiusi l’agenda e presi l’aereo. Il giorno dopo ricevetti la partitura e cominciai a dirigere alcune clip tratte dalla Saga di Star Wars ma chiesi subito all’orchestra di non usare il click, chiesi piuttosto di cercare di seguire il mio gesto. Il Maestro era presente in sala assieme a George Lucas e ad altri componenti dello staff; il primo Cue andò bene, lo stesso per il secondo, idem per il terzo. A quel punto il Maestro venne presso lo stage e mi abbracciò dicendomi: “Congratulazioni! Il lavoro è tuo!”. In realtà io non sapevo ancora in cosa consistesse questa proposta di lavoro.... sapevo solamente che erano previste due prove ed un concerto, nulla di più. Dopo quel concerto, infatti mi fu proposto di dirigere tutta la “Star Wars in Concert World Tour”. A quel punto aprii di nuovo la mia agenda e dissi tra me e me: “Oh My God... Oh My God...Devo dirigere 180 concerti in tutto il mondo!”. Si trattava di un unico spettacolo destinato inizialmente al Sud America, al Giappone, all’Europa e all’Asia.
CS: Qual è stata la Sua impressione quando vide Star Wars per la prima volta sul grande schermo?
DB: Devo essere onesto, ho visto Star Wars per la prima volta quando avevo 16 anni, era l’epoca in cui stavo decidendo di diventare un musicista professionista (compositore, direttore, trombettista). L’ascolto di questa colonna sonora mi incoraggiò molto nel perseguire la mia “scelta di vita”, anche nella direzione del compositore per il cinema. Comperai l’LP che influenzò tutta la mia vita musicale come, d’altronde, quella di tantissimi compositori e musicisti. Al solo pensiero del potente suono della London Symphony Orchestra, agli ottoni e alle percussioni io dico “WOW!” Questa colonna sonora influenzò moltissimo il settore delle colonne sonore di allora, in un certo senso segnò uno spartiacque tra il grande sinfonismo degli anni ‘30 e ‘40 (penso a Bernard Herrmann, per esempio) e il sempre più frequente uso di sintetizzatori (penso a Vangelis e molti altri). Sembrava che il suono sinfonico stesse per essere bandito, tuttavia questa musica l’ha riportato in auge! Quindi non si tratta solo di bella musica, ma si tratta di una forte dichiarazione culturale: “Usiamo di nuovo l’orchestra!”

CS: Da giovane avrebbe mai immaginato di dirigere questa partitura dopo 40 anni?
DB: Sinceramente non avrei mai pensato che a distanza di 40 anni avrei diretto questa musica, anzi, inizialmente non sapevano chi John Williams fosse... a quei tempi non c’era internet e tutti gli altri mezzi di cui disponiamo oggi. Inoltre, lui era conosciuto prevalentemente nel settore delle colonne sonore, in America. Anche le orchestre non sapevano chi fosse, si chiedevano se era anziano oppure giovane poiché non c’erano sue foto disponibili, era completamente sconosciuto ai più. Solo negli anni seguenti il mondo (nel suo insieme) ha potuto conoscere il Maestro; questo grazie alla diffusione di internet e delle sue piattaforme musicali. Di lui non direi che sia timido, direi piuttosto che è una persona modesta, assolutamente non una “prima-donna”.
CS: Maestro Brossè, Le risulta difficile dirigere l’architettura musicale di Star Wars?
DB: Il programma del concerto che tenni alla fine del 2018 alla Royal Albert Hall fu più facile perché non c’erano immagini: era un semplice concerto senza sincroni nel quale il direttore può sentirsi più libero di gestire le variabili del tempo e del suono. Nel film-concerto di stasera invece è indispensabile seguire il film, in un certo senso sei dentro una “prigione ritmica”: tu devi seguire i suoi ritmi e l’orchestra deve seguire i tuoi gesti. Pertanto questo tipo di concerti sono sempre molto difficili. In ogni caso io cerco sempre di seguire la “modalità zen”: l’agitazione e lo stress ti portano a sbagliare. Essere calmi (zen appunto) ti aiuta invece ad avere tutto sotto controllo: il segreto è seguire tutto quello che ti circonda con gli occhi e le orecchie mentre con la testa sei già avanti... sei già al cambio di metro o di tempo successivo. Detto questo, devi essere ben preparato e devi fare “i compiti a casa”. Succede che non tutti i colleghi direttori riescano ad affrontare un film-concerto, alcuni sono molto bravi nel dirigere la musica da concerto ma questo non basta; tanto più quando non si usa la click-track... è come attraversare un dirupo senza corde di sicurezza, devi saper mantenere il controllo.

CS: È la prima volta che dirige la 21st Century Orchestra?
DB: Sì, è per me la prima volta alla direzione di questa ormai ventennale orchestra. Ho accettato volentieri l’invito del caro amico e collega Ludwig Wiki; trovo che abbia avuto una grande idea: fondare un’orchestra specializzata nella musica per il cinema. Il clima che ho trovato è ottimo: musicisti giovani e ben preparati.
CS: Ha scoperto delle particolarità dirigendo la musica per il cinema?
DB: Sì, specialmente dai film muti nei quali la musica è completamente esposta. Oggi siamo abituati ad andare al cinema e a sentire il sonoro (voci, musica, effetti) come una massa compatta ma in realtà la musica che sentiamo è solo la punta dell’iceberg... essa esce completamente proprio nel cinema muto. Ovviamente il senso del film-concerto è anche questo: far emergere il “sommerso-musicale” che altrimenti andrebbe perso. Ognuno conosce i temi principali, quei temi che si sentono nei crediti iniziali e finali ma in ogni minuto del girato (in ogni secondo direi) ci sono passaggi musicali estremamente interessanti, persino quando la stessa musica riveste la sola funzione di background. Penso ad alcuni passaggi con l’arpa e i flauti in Star Wars, in cui la colonna sonora non rimane mai “carta da parati” ma, anzi, trasmette qualcosa di importante. Personalmente, dirigendo questi momenti ho imparato moltissimo.

(Marco Fedalto, Dirk Brossé e Massimo Privitera)
Un ringraziamento particolare a Cristina Atzori dell’Ufficio Stampa WORLD ENTERTAINMENT COMPANY S.r.l. che ci ha aiutato a poter intervistare il Maestro Brossé.
Ovviamente un grazie speciale al Maestro Dirk Brossé che è stato generoso, gentilissimo e cordiale, un vero Signore della Musica.