Andrey Tarkovsky. A Cinema Prayer

Andrey Tarkovsky. A Cinema Prayer   
Il film documentario realizzato da Andrey Andreyevich Tarkovsky nelle sale italiane

Dopo la presentazione all’edizione 2019 della Mostra del Cinema di Venezia e in importanti Festival Internazionali fra cui Amsterdam e Tallin, l’attesissimo film Andrey Tarkovsky. A Cinema Prayer ha avuto un’anteprima al Teatro Cinema La Compagnia di Firenze il 13 u.s. mentre dal 20 c.m. entra in distribuzione nelle sale italiane. Andrey Andreyevich Tarkovsky con il suo toccante e coinvolgente lavoro realizza uno straordinario affresco sull’universo artistico e la dirompente interiore spiritualità del leggendario genitore Andrey Arsenievich Tarkovsky (1932 – 1986), esule in Italia dal 1984 e spentosi a Parigi il 29 dicembre 1986. Lo spettatore sensibile alla grande arte trova il conforto della propria anima nella visione delle incantate immagini che, avvolte in un profondo trasporto poetico e percorse da un impressionante pathos metafisico e esistenziale, riescono in modo miracoloso a fermare e ‘scolpire il tempo’. I suoi film sono come ‘icone’ che scaturiscono e rappresentano una visione. Il grande anelito religioso del regista russo testimonia anche il suo imponente coraggio avvertibile in tutti i suoi film. Nell’autobiografico   Specchio (Mosfilm 1975) la scena conclusiva vede la nonna con i due nipoti mentre si avviano in un sentiero che attraversa un idillico paesaggio boschivo, per dirigersi verso un palo a forma di croce, accompagnati dal corale introduttivo “Herr unser Herrscher” dalla Johannes-Passion di Johann Sebastian Bach. La trascendente sequenza conclusiva in Solaris (Mosfilm 1972) rappresenta il ritorno alla casa del padre da parte dell’astronauta Khris Kelvin che si inginocchia ai suoi piedi ed evoca il ritorno al Nostro Signore di ogni essere umano che da lui proviene alla conclusione del proprio cammino terreno. ‘Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile’ (Matteo 17, 14-20). Nella sequenza conclusiva di Stalker (Mosfilm 1979) la figlia inferma della guida Red Schuchart (lo Stalker superbamente interpretato da Alexander Kajdanovskij), con il viso appoggiato sul tavolo, osserva alcuni bicchieri e gradualmente arriva a farli muovere nell’interazione di forza telecinetica della zona proibita a ridosso della casa e di una fede totale, innocente e sconfinata. Le immagini iniziali di Nostalghia (Rai – Sovinfilm 1984) si soffermano sulla Madonna del Parto, capolavoro di Piero della Francesca, conservata a Monterchi in provincia di Arezzo, dove il dramma esistenziale dello scrittore Andreij Gorchakov si consuma fra le struggenti bellezze del territorio toscano, in particolare Bagno Vignoni nella Val d’Orcia, per terminare  nella visionaria sequenza conclusiva con le rovine dell’imponente abbazia  cistercense di San Galgano a Chiusdino in provincia di Siena. Tarkovsky considerava l’Apocalisse di San Giovanni il libro più importante mai scritto in quanto basato su una imponente visione. La “Endzeitstimmung” accompagna l’atmosfera apocalittica che percorre il film Il Sacrificio (Svenska Filminstitutet, 1986) e si associa al concetto di sacrificio per la salvezza che coinvolge tragicamente il protagonista Alexander.

Andrey Andreyevich divide il suo lavoro in otto capitoli, in corrispondenza agli otto film realizzati dal padre che egli lascia opportunamente parlare al pubblico attraverso momenti della sua vita privata e artistica sul set (lo si vede alle prese con i suoi operatori Jusov, Rerberg, Knyazinsky, Nikwist…).
Oltre a clips tratte dai film, sono stati utilizzati materiali - foto, video e registrazioni – accuratamente conservati e catalogati presso l’International Institute Andrey Tarkovsky, con sede a Firenze e guidato dallo stesso Andrey Andreyevich.
Viene sottolineata l’importanza del padre – il grande poeta Arseny Tarkovsky (1907 – 1989) – sul suo divenire artistico, il profondo rapporto con la madre, l’attaccamento ai luoghi d’infanzia a Ignatevo, in viaggio con Tonino Guerra alla ricerca di set e idee per il film Nostalghia (raccolti poi nel docufilm prodotto da Rai 2 Tempo di viaggio) o mentre spiega la sua idea di arte e cinema.
Dal punto di vista musicale la colonna sonora del film riprende innanzi tutto i brani di Bach – autore profondamente amato dal regista: il citato corale “Herr unser Herrscher” dalla Johannes-Passion BVW 245 e il corale per organo “Das alte Jahr vergangen ist” (E’ trascorso il vecchio anno) BWV 614 ambedue presenti nello Specchio. Nello stesso film risuona anche la suggestiva Suite da “The Indian Queen” di Henry Purcell. Ritroviamo Bach poi in Solaris con il Preludio “Ich ruf zu Dir, Herr Jesu Christ” BWV 639, utilizzato in forma di ritornello e quindi di nuovo in Sacrificio con l’aria “Erbarme Dich, mein Gott” dalla Mattheus-Passion BWV 244.  Andrey Andreyevch tiene a sottolineare il profondo legame del padre con il compositore di Lipsia e nel finale inserisce l’“Agnus Dei” dalla Messa in Si min. BWV 232.
Di grande interesse anche il rapporto del regista con il compositore Vyacheslav Ovchinnikov (1936 -2019) che ha musicato i suoi primi tre film Il rullo compressore e il violino (Mosfilm, 1960), L’infanzia di Ivan (Mosfilm, 1962) e Andrey Rublov (Mosfilm, 1966). Apprezzato da molti registi, fra cui Andrey Konchalowsky (1937), autore delle sceneggiature dei tre menzionati lavori, Ovchinnikov evidenzia un linguaggio moderatamente modernista con soluzioni armoniche improntate a un gesto sobrio e incisivo dove non mancano passaggi di moderata spigolosa dissonanza. Eduard Artemiev è invece il musicista che più si avvicina al concetto sonoro che Tarkovsky cercava di attuare attraverso soluzioni di musica elettronica capace di dissolversi nelle immagini. Dopo aver collaborato in modo fortemente coinvolgente nei film Solaris, Specchio e Stalker, nel 1984 gli viene negato il visto per l’Italia dove avrebbe dovuto musicare Nostalghia. Tarkovsky si ritrova quindi da solo a realizzare una colonna sonora – montata in modo assolutamente magistrale – contenente brani di Verdi, Debussy, Beethoven e Wagner. 
Un importante riferimento a Nostalghia è rappresentato dall’interessante inserimento nel film di musica corale di Pavel Sosnovskij, compositore oggetto della ricerca dello scrittore protagonista Pavel Gorchakov.  
Un toccante omaggio assolutamente imperdibile per gli appassionati dell’indimenticabile regista russo e gli amanti della grande arte.

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