The Way of Darkness – A Tribute to John Carpenter

cover the way of darkness box

AA.VV.
The Way of Darkness – A Tribute to John Carpenter (2021)
Rustblade Records RBL079
10 brani – Durata: 42’12”



Antonio Tentori ha asserito che <<John Carpenter, Maestro dell’horror politico, visualizza la realtà come un profetico incubo>>. Questa frase che campeggia nella quarta di copertina del libro (da noi recensito) di Edoardo Trevisani “John Carpenter – Il regista da un altro mondo” credo vivamente sia entrata sotto pelle di tutti gli esecutori, nonché arrangiatori ivi presenti, che hanno, su gentile e competente istanza di Stefano Rossello dell’etichetta Rustblade Records, prestato le loro ottime performance e cover a questo tributo carpenteriano di musiche composte – dal medesimo – o dai suoi collaboratori storici, compreso il Morricone caso unico de La cosa, per le colonne sonore iconiche dei suoi film. Il tanto ‘adorato’ e ‘considerato’ Claudio Simonetti (in solitaria o come parte del celeberrimo gruppo Goblin) dal regista, sceneggiatore, compositore, musicista, attore, produttore cinematografico e montatore statunitense John Howard Carpenter (Carthage, 16 gennaio 1948), apre questo album – anche uscito in una versione vinilica da far andare in sollucchero tutti i fan della prima ora del regista di cult assoluti quali 1997: fuga da New York, La cosa, Grosso guaio a Chinatown e Halloween – con una versione industrial dance del famoso leitmotiv ‘profondorossiano’ della saga slasher infinita di Michael Meyers, incominciata nel 1978. Il secondo pezzo, eseguito da Leæther Strip, un gruppo musicale danese electro-industrial fondato nel 1988 da Claus Larsen, dal titolo “Matthew Ghost Story” (da Fog del 1980), affascina non poco con il suo elettro sound viscerale angoscioso e ipnotico. Simulakrum Lab, progetto di musica elettronica vintage ideato da Paolo Prevosto (da noi trattato nelle nostre pagine web), tratteggia in puro stile elettro-pop anni ’80 il tema portante di Christine – La macchina infernale del 1983. Mythical Vigilante sceglie un brano extracinematico, “Night” dal primo album “Lost Themes”, con un sound assai vintage settantino e meccanicamente ostacolante ma al contempo talmente seducente da rasentare l’assuefazione sonora; come nel caso del successivo “Laurie’s Theme” da Halloween ad opera del duo Ketvector (al secolo Stefano Rossello e Justin Bennett). Code Elektro, artista danese dell’attuale new wave elettronica mondiale, di cui gran parte degli artisti qui ascoltati fanno parte, si svaga con fusioni synth alla Stranger Things o Blade Runner in una cover pressoché rock di Distretto 13 – le brigate della morte del 1976. Il duo elettro-ambient Motion Kapture si cimenta con il leitmotiv principale di Fog prosciugando climi astratti e ridondanti come il tema di Carpenter richiede, facendo sì che il tutto suoni ancora più tetro e ‘spaziale’, di quella spazialità molto magnetica. Halloween III - Il signore della notte film del 1982 diretto da Tommy Lee Wallace, prodotto da Carpenter che ne cura le musiche col fidato Alan Howarth, vede la performance di Keith McCoy del brano “Chariots of Pumpkins”, con quel loop iniziale molto Profondo rosso, parecchio circolare e stordente. Ennio Morricone con La cosa viene rivisto dal duo Tibia quasi mantenendo le atmosfere da incubo della OST originaria, cospargendola di derive pop synth dance ipnoticamente ‘glaciali’ e di cui non si intravede l’inesorabile fine. Torna Simonetti a chiudere il CD con una dance version anni ’80 - ’90 del main theme di 1997: fuga da New York del 1981, davvero trascinante, con voce femminile suadente e robotica a contorno del rutilante leitmotiv, di quelli che dire iconici è dir poco, in un hellzapoppin’ sonoro, reale summa di un sound elettro pop vintage che di vedere un tramonto non ha proprio voglia – e meritatamente si merita ancora il primo posto di un sound affascinante senza età e confini.

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