I due evasi di Sing Sing

cover i due evasi di sing sing cdEnnio Morricone
I due evasi di Sing Sing (1964)
Quartet Records/Sonor Music Editions
15 brani – Durata: 27’31”



In un solo 33 giri e in CD, quattro Maestri indiscussi del nostro Cinema, ognuno nella sua rispettiva area di competenza: il Maestro della Musica per Immagini, Ennio Morricone, quello del thriller/horror Lucio Fulci e quelli della Comicità improvvisativa e parodistica, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Tutti insieme per una commedia “d’evasione” (termine più che mai appropriato) diretta nel 1964 da Fulci, con il quale il duo comico siciliano collaborò in carriera ben tredici volte. La Sonor Music Editions ha recuperato i nastri originali in mono di questa rara partitura, dandogli una risplendente e nitida nuova veste sonora e integrandoli con due tracce bonus delle sessioni originali per un totale di ventisette minuti di colonna sonora, che fa largo uso di stilemi jazz d’annata anni ’50 – ’60 e ritmi bossa nova. Le musiche di Morricone, pseudo inedite, si potevano dapprima ascoltare in un’edizione del 2014 in doppio CD, contenente rarità e score mai realizzati rieseguiti egregiamente dai Solisti e Orchestre del Cinema Italiano (Retro 2X903), tra cui tre tracce da questo film, e in un album, oramai irreperibile, dei ’60 pubblicato per una promo library. Alla sua terza collaborazione con Fulci e Franco & Ciccio, dopo Gli imbroglioni e I maniaci (anche se con la regia di Castellano e Pipolo, Morricone aveva scritto nello stesso anno, il 1964, per il duo comico I marziani hanno dodici dita e in seguito per Fulci il thriller del 1971 Una lucertola con la pelle di donna, ultima cooperazione). Le caratteristiche del Morricone di quell’epoca d’oro, con un occhio al passato e un lampo di geniale intuito verso il futuro, si possono subito ravvisare nell’iniziale “Titoli” che solo all’apparenza può sembrare un continuum musicale del Piero Umiliani de I soliti ignoti del 1958 (come anche il mood suadente e sinuoso, alla Henry Mancini di tante Pantere Rose, de “Il Boss e le pupe”). Irriverente e comico con quella sua marcetta bandistica sghemba e sopra le righe come i due siculi emigrati in America, finiti in galera ingiustamente e condannati a morte, “Le sedie elettriche” ricorda le atmosfere grottesche e altrettanto beffarde de Il federale, l’esordio di Morricone nel Cinema. I pezzi danzanti, da comica del muto con il piano solista di “Ballerine”, il sound sudamericano di “Bossa per Gloria” e la swing band di “Ballando ballando”, anticipano quelle pagine ballabili che riempiono tante opere del Maestro da fine ‘60 ai ‘90; compreso il delicato pianismo di “All Night Club”, con il sapore di ricordi lontani e amori fuggenti. Si ritorna al jazzy duro e puro, virtuosistico, che anni dopo vedrà viraggi più sporchi e oscuri in Citta violenta o in Il bandito dagli occhi azzurri, in “Incontro dei boss” e “Fuga”. Jazz solenne da varietà di prima serata anni ‘50 in “Gangsters” e “Finale”, assai simili nell’arrangiamento. Si passa a momenti più liberatori e allegri con “Marcia 1 & 2”. Una colonna sonora che, seppur appartenente alle prime esperienze dell’autore per il grande schermo, denota già tutte quelle peculiarità stilistiche che ne hanno poi affermato internazionalmente il profilo.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 429 – Marzo 2021

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