Who Framed Roger Rabbit?

cover chi ha incastrato roger rabbitAlan Silvestri
Chi ha incastrato Roger Rabbit? (Who Framed Roger Rabbit?, 1988)
Intrada Special Collection Volume 397
CD 1: 31 brani – Durata: 70’33”
CD 2: 20 brani – Durata: 58’44”
CD 3: 16 brani – Durata: 46’05”

Una delle cose che ci ha insegnato il film Chi ha incastrato Roger Rabbit? di Robert Zemeckis è che se il mondo terrestre e quello di Cartoonia coesistessero potrebbe essere disastroso. La colonna sonora di Alan Silvestri cerca di approfondire questo aspetto mostrando due mondi opposti, ma molto simili tra loro. I cartoni animati, all’inizio della pellicola, sono identificati musicalmente con un suono divertente tipico di alcune Silly Symphonies disneyane o delle fanfare della Warner Bros con melodie che descrivono esattamente ciò che sta succedendo attraverso alcuni strumenti (“Maroon logo” e “Maroon cartoon”): un fornello che sta per esplodere (fagotti), un oggetto che sta per cadere (violini) o un pericolo improvviso (gli ottoni). In pratica, i cartoni vengono accostati al mondo del cinema, alla sua finzione e all’apparenza di ciò che rappresentano. Al contrario, il brano di Cartoonia (“Toontown”), luogo in cui i personaggi animati vivono, è frenetico con un tema ripetitivo e molti strumenti che sembrano impazziti creando un’atmosfera poco rassicurante e ambigua (a differenza del suo inno “Smile, Darn Ya Smile”).
Il mondo degli esseri umani, invece, viene identificato con il jazz: il brano “Around the studio”, infatti, porta l’ascoltatore lontano dalla finzione degli studi cinematografici dove si ha a che fare con la vita di tutti i giorni e dove perfino i cartoni hanno i loro problemi da risolvere. Con la stessa matrice jazz, viene introdotto il protagonista umano del film: Eddie Valiant, un investigatore privato con problemi di alcool e un fratello ucciso da un cartone. Un suono malinconico pervade i brani a lui riferiti in cui vengono usati una tromba solista, un pianoforte che esegue qualche abbellimento e un violoncello insieme ad un’orchestra d’archi (“Valiant & Valiant”). Di questo leitmotiv esistono anche delle variazioni: quando racconta l’uccisione del fratello (“Eddie’s Story”), la decisione dello smettere di bere (la parte finale di “Going After Roger”) e la storia d’amore con la cameriera Dolores (“Eddie & Dolores”).
Allo stesso modo il protagonista animato Roger e sua moglie Jessica, nonostante siano dei cartoni, non vengono caratterizzati con dei suoni allegri, ma come dei personaggi ricchi di sfumature: il coniglio raramente ha dei temi che fanno riferimento alla gioia e alle risate che lui stesso afferma di esserne portatore (“Roger’s Broken Heart”), mentre la compagna viene ‘disegnata’ come una femme fatale attraverso il blues della famosa “Why Don’t You Do Right?” e la sensuale "I’m Not Bad” che esprime in pieno la frase «non sono cattiva, è che mi disegnano così».
Singolare, invece, la scelta del compositore Silvestri di svelare fin dalla prima comparsa l’identità del Giudice Doom con il suo tema principale (“Judge Doom”): il brano inizia con dei suoni gravi di fagotti e tromboni che etichettano l’antagonista come ‘il cattivo’, ma dopo pochi secondi si sentono dei buffi trilli che danno la certezza che in lui ci sia una componente comica. Per chi conosce il finale del film, sa che il Giudice Doom non è un essere umano, ma un cartone malvagio. Molte variazioni del tema dell’antagonista del film, le ritroviamo nel brano riferito alle faine (“The Weasels”, dove il suono scherzoso è un po’ più accentuato) e al liquido che uccide i personaggi animati ovvero la salamoia (“The Dip”).
Notevoli, ricche e soddisfacenti le alternative-track presenti in questa edizione della colonna sonora poiché fanno capire l’evoluzione del progetto dalla prima idea al suo risultato finale. L’unica vera pecca nell’ascolto è stata che, una volta concluso, si resta turbati e non divertiti: la soundtrack di Chi ha incastrato Roger Rabbit? di Alan Silvestri, nonostante racconti una delle storie più incredibili degli ultimi anni, mette in mostra come la malvagità e la sete di potere dell’uomo finirebbero con il contagiare perfino l’innocenza e l’ingenuità dei cartoni animati.

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