In viaggio con papà

cover in viaggio con papa newPiero Piccioni
In viaggio con papà (1982)
Beat Records Company ‎– DDJ029
2 CD: 54 brani – Durata totale: 120’29’’

Commedia all’italiana.
Si potrebbe discutere per ore sul reale significato di questo genere cinematografico.
La sua stessa definizione, a volte, viene ricercata non tanto nella pellicola, ma nei suoi autori e attori. A quel punto, poi, subentra una distinzione tra ‘livello alto’ e ‘basso’ e poi un’altra serie di bivi labirintici che non portano ad una definizione vera e propria. Uno dei suoi meriti però, indipendentemente da ciò che realmente significhi, è sempre stato quello di raccontare storie che attingessero dalla realtà del tempo e che mettessero il popolo italiano al centro dell’attenzione per fargli scoprire ogni volta, anche visionando più volte la stessa pellicola, qualcosa di diverso sul proprio conto. Uno degli argomenti prediletti (soprattutto tra fine anni ‘70 e inizio ‘80) è la discrepanza tra generazioni ricercata nel rapporto padre/figlio: un enorme calderone di film in cui sono rientrati anche i registi/attori Alberto Sordi e Carlo Verdone e il compositore Piero Piccioni con In viaggio con papà.
Si tratta della storia di Armando (padre) e Cristiano (figlio): il primo è un amante dei vizi, delle donne e della bella vita; l’altro è l’esatto opposto. Per una serie di circostanze, i due si troveranno a viaggiare insieme e scopriranno, nella loro diversità, di avere molte cose in comune.È la prima volta in cui entrambi gli attori/registi si trovano insieme sul grande schermo, mentre per il compositore Piero Piccioni era quasi una routine musicare una pellicola di Sordi. Già veterano di molte colonne sonore delle commedie all’italiana e di molti film del regista/attore romano, la cellula originaria della sua musica è il jazz, ma nel caso di In viaggio con papà non manca di essere influenzato dal rock psichedelico e progressive, dal funky, dalla bossa nova o di creare atmosfere di stampo classico.
In merito a quest’ultimo aspetto, si pensi all’inizio della prima traccia dell’album, qui recensito nella sua versione doppio CD edita da Beat Records: “In viaggio con papà” si apre infatti con una melodia all’unisono dei violini che fa da sottofondo ai momenti di dolcezza tra Armando e Cristiano. Tale sezione verrà poi sviluppata nei brani “Arioso”, “Big boy lullaby” e, in parte, in “Last romance”. Subito dopo la sezione classica (e sembra nascere dalla stessa), ecco comparire la componente jazz con la chitarra elettrica come strumento solista: questa parte verrà approfondita nei successivi brani “Fuga a quattro voci” (aggiungendo il sassofono), “Foresta” e “Isole del tramonto”.
Superata quella che si potrebbe definire l’ouverture dell’intero album, l’ascoltatore potrà ritrovare tutti i generi prima citati: bossa nova (“Brazilian heartache”), funky (“Black glamour girl”) e il rock psichedelico e progressive (“Ultimo fuoco” e “Ovest ultimo fuoco”; il secondo brano è il seguito del primo).
Fino al 2013 era possibile apprezzare soltanto una parte della colonna sonora di In viaggio con papà, mentre ora, finalmente, ogni sfaccettatura e possibilità musicale dei singoli brani viene qui sfruttata per metterne in evidenza la grande varietà di significati che si potevano ricavare: il tutto utilizzando cambi di tempo, mix o suonando la stessa traccia con altri strumenti.
Probabilmente Piero Piccioni, senza saperlo e affinando la tecnica, aveva creato delle colonne sonore che, per l’appunto, andavano di pari passo con i film per cui veniva ingaggiato: il genere ‘commedia all’italiana’, un racconto musicale del cinema italiano con varie possibilità di significato.

Stampa