Simulakrum Lab II

cover simulakrum lab IIPaolo Prevosto
Simulakrum Lab II (2019)
A5 Records A5R002CD
9 brani – Durata: 37’32”



Non è una colonna sonora, ma potrebbe tranquillamente esserla. E sarebbe sicuramente fonte di ispirazione per il duo Kyle Dixon e Michael Stein, compositori della serie cult Stranger Things, che hanno scelto di ricoprire il suo tessuto telefilmico cinefilo-citazionista e prettamente anni ’80 di sonorità synth proprio di quel periodo, così fecondo per la creatività e la sperimentazione sintetica musicale sul piccolo e grande schermo. Parliamo del nuovo CD, uscito lo scorso aprile anche in formato digitale, Simulakrum Lab II, composto, arrangiato e prodotto da Paolo Prevosto aka Simulakrum Lab. Un album che trasuda magnificamente suoni synth anni ’70 e ’80 dalle rimembranze cinematiche dalla prima all’ultima traccia dei nove pezzi che compongono questo gioiellino che, torno a ribadire, non è una colonna sonora ma né possiede atmosfere e idee melodiche come poche altre, del medesimo tipo, tutt’oggi esprimono così prepotentemente. Essenzialmente un album strumentale, con la sola eccezione di 4 canzoni (“Radical”, “Here It Comes”, “Radical HeartMode” e “New Constructs ArcadeMode”) interpretate dalla special guest Dana Jean Phoenix, cantautrice e attrice teatrale canadese, nota nel panorama synthwave, con una voce accattivante e sexy, e in 4 brani alle tastiere e piano da Cody Carpenter, figlio del ben più famoso regista e compositore John Carpenter, per il quale ha scritto alcuni pezzi per le colonne sonore di due suoi film, Vampires (1998) e Fantasmi da Marte (2001). Inoltre Carpenter ha composto ed eseguito lo score di alcuni episodi della serie Masters of Horror (2005) e del film Halloween del 2018.
Prevosto non è nuovo a queste collaborazioni illustri nei suoi album, difatti nel 2013 per il primo CD Simulakrum Lab, ha ospitato Claudio Simonetti e Fabio Pignatelli dei mitici Goblin. Inoltre ha realizzato due remix per i vinili pubblicati in occasione degli anniversari dei film Demoni di Lamberto Bava e Opera di Dario Argento. Effettivamente questo nuovo album contiene rimandi alle partiture prog-rock e synth, con quel sound analogico caratteristico dei sintetizzatori Prophet, Moog e Korg settanta/ottanta che fa tanta nostalgia ma che non tramonta mai per bellezza interpretativa e fascino musicale, dei succitati Goblin e di tanto John Carpenter, Tangerine Dream, Giorgio Moroder e Fabio Frizzi. Si spazia, come affermato dallo stesso Prevosto, e dal sottoscritto sottolineato qui a più riprese, nel comunicato ufficiale del CD, “dalle atmosfere cupe dei film sci-fi e horror anni ‘70, alle atmosfere synthwave nostalgiche ispirate agli anni ‘80”, con una sequenza di brani che sono puro godimento da ascoltare a loop per ipnotismo sonoro e citazionismo cine-musicale conoscitivo serio; infatti l’autore dell’album è, e non poteva essere altrimenti, editore del magazine FantascienzaItalia.com, grande esperto di cinema e collezionista di memorabilia cinematografica ed astronautica – e per l’appunto dedica questo album alle conquiste spaziali, nell’anno del 50° anniversario del primo allunaggio -. Nove tracce che ritraggono fotogrammi tra le note carpenteriane e gobliniane (“Wireframe I”, “Wireframe I Reworked”), con innesti moroderiani (“Skylab Outro”, “Radical HeartMode”) e tangerineiani (“Wireframe II Reworked”) e videoludici omaggi vintage (“New Constructs ArcadeMode”). Da non perdere!

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