Guardians of the Galaxy volume 2

cover guardiani della galassia volume2Tyler Bates
Guardiani della Galassia Vol.2 (Guardians of the Galaxy volume 2, 2017)
Marvel Music, Inc.
19 brani – durata: 44’00”

Ricordo che quando raccontai a mio padre della passione che ho per scrivere canzoni, lui mi consigliò di ascoltare due artisti in particolare: Cat Stevens e i Genesis. Entrambi erano già presenti nell’applicazione musica del mio Iphone, ma all’epoca non avevo ancora avuto occasione di ascoltarli in modo più analitico.
Mi sono immerso subito con entusiasmo nel loro mondo sonoro, forte anche della mia esperienza di chitarrista classico fin dall’età di 6 anni. Parliamo, da una lato di un’artista che delle sei corde ne fece il solo ed unico strumento per accompagnare la sua voce, mentre dall’altro di un chitarrista, Steve Hackett, che mise la sua conoscenza musicale ed estro creativo al servizio di altri musicisti che insieme a lui formarono uno dei gruppi più popolari e progressisti degli anni ottanta.

La mia premessa “intergenerazionale” riguarda in particolare Cat Stevens: all’interno del “Awesome Mix Vol.2”, playlist musicale e marchio di fabbrica di uno dei protagonisti del film in questione, è presente la sua canzone sicuramente più famosa, “Father and son”. Ma non è ancora questo il punto. Il punto è che è stata usata così efficacemente all’interno della pellicola, sia a livello di tempistica che a livello di sceneggiatura, che io in quei 3 minuti ho pianto quanto mai feci prima al cinema. Non sto mentendo. Ho un testimone. Credo proprio, infatti, che il finale di questo film non me lo potrò mai dimenticare. Sto parlando di Guardiani della Galassia Vol.2, film del 2017, scritto e diretto, per la seconda volta consecutiva, da James Gunn. Come per il primo film della saga, anche qui la colonna sonora prende due direzioni musicali diverse: la prima è quella rappresentata dalle canzoni presenti nel walkman di Peter Quill, “leader” dei guardiani, che, ancora una volta, hanno il compito di rimarcare il legame che il personaggio in questione ha con il pianeta Terra (ricordiamo che l”Awesome Mix Vol.1” presente nella pellicola precedente ha raggiunto il primo posto nella classifica “US Billboard 200”, diventando il primo album nella storia contenente canzoni già pubblicate a raggiungere un traguardo simile); la seconda è quella, invece, composta direttamente dallo statunitense Tyler Bates, che affianca nuovamente Gunn in questa seconda “avventura galattica”. Bates già in passato compose per trasposizioni cinematografiche da fumetti e graphic novel; collaborò infatti con il regista Zack Snyder per i film 300 (tratta dall’opera scritta e disegnata da Frank Miller) e Watchmen (ispirato alla miniserie dello scrittore britannico Alan Moore).
Ed ora avviciniamoci all'essenza della musica di Bates partendo dalla prima cosa da dire: come accadde per il primo film egli compose in anticipo parte della colonna sonora, così da permettere al regista di girare le scene seguendo la traccia sonora. Procedimento inconsueto, visto che, nella maggior parte dei casi, la scrittura musicale avviene dopo aver visto del materiale girato, così da poterne trarre ispirazione.
La seconda cosa da dire è che l’organico strumentale utilizzato è prevalentemente orchestrale (grande uso di archi, fiati, in tutte le loro sezioni, e percussioni), con l’aggiunta di una dose equilibrata di interventi corali che (inevitabile il rimando all’epica “Duel of the Fates” di John Williams), aiuta a sottolineare l’enfasi dei momenti di massima espansione sonora o viceversa la delicatezza dei momenti più intimi.
Raro l’uso di strumenti solisti: le linee melodiche del pianoforte mettono in risalto le situazioni di maggior tranquillità, mentre la chitarra elettrica, solo in “I Know Who You Are", ripete un “riff” che affidato ad uno strumento orchestrale sarebbe risultato a mio parere troppo ridondante.
Come terzo punto vorrei sottolineare la presenza di un unico tema nella colonna sonora di Bates, scelta alquanto singolare in quanto sono proprio in genere i leitmotiv che ci ricollegano a un momento specifico del film o ad un personaggio in particolare. Qui invece no. Tracce come “The Mantis Touch” o “Ego” credo che abbiano come unica funzione quella di evidenziare la particolarità, il carattere e il ruolo del personaggio all’interno della vicenda narrata in un dato momento, nulla di più.
Il “main theme”, quello dei guardiani, è invece esposto fin dall’inizio, riproposto con qualche piccola modulazione armonica, in particolare sulle cadenze finali del tema, lungo tutta la prima parte del CD.
Quarta e ultima annotazione in merito al lavoro di Bates: durante l’ascolto ho riscontrato, in modo del tutto personale, una stranezza, se così si può definire. In alcuni casi, la musica di una traccia sembrava concludersi in quella successiva e solamente a metà di quest’ultima iniziava una nuova esposizione tematica. Ho trovato questa cosa un po’ disorientante in quanto non capivo esattamente dove e quando iniziava una nuova traccia. Forse una scelta originale dell’autore per dare continuità al commento sonoro.
Concludo dicendo che per scrivere la mia opinione sulla soundtrack di Bates ho rivisto, da appassionato di fumetti quale sono, il film e ho potuto rendermi meglio conto di come è stata utilizzata la colonna sonora e in quali punti esattamente sono stati inseriti i suoi brani. Posso con convinzione affermare che all’interno della musica originale hanno trovato una perfetta collocazione le canzoni scelte, creando un mix di grande impatto.
Il risultato finale è, come dice Mantis guardando lo spettacolare addio riservato a Yondu, padre “adottivo” di Peter, semplicemente bellissimo.
Ah...dimenticavo: per lo spessore psicologico che gli viene dato in questa pellicola e perché usato nella sceneggiatura come richiamo alla mitica figura di Mary Poppins, Yondu è diventato ufficialmente uno dei miei personaggi preferiti di tutto il Marvel Cinematic Universe.

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