Letters to Friends for violin and string orchestra
Giya Kancheli
Letters to Friends for violin and string orchestra (2018)
Andrea Cortesi, Violino
Georgian String Orchestra
Brilliant Classics 95693
25 brani – Durata: 67’52’’

In diverse precedenti occasioni abbiamo avuto modo di occuparci di Giya Kancheli, compositore georgiano maggiormente conosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Nato a Tibilisi il 10 agosto 1935, Kancheli è musicista di ferma e profonda integrità artistica e morale oltre che importante protagonista dell’universo musicale contemporaneo.
Il suo radicale linguaggio, oggetto in passato di pesanti critiche da parte delle autorità sovietiche, è percorso da una profonda carica spirituale ed emozionale. Inquietanti visioni sonore che poggiano su un ampio e vario tessuto cromatico dove squarci contemplativi si alternano a tumultuosi contrasti e dirompenti climax con frequenti rimandi al folklore georgiano e alla tradizione del canto liturgico.
Eminenti musicisti come Gidon Kremer, Jurij Bashmet, Mstislav Rostropovich, Yurij Temirkanov e Valery Gergiev hanno eseguito in concerto le sue partiture con enorme successo di pubblico e critica.
Autore di sette sinfonie e numerose partiture sinfoniche, corali e da camera, il compositore georgiano ha sempre curato un intenso rapporto artistico e spirituale con il palcoscenico e il grande schermo.
Nominato nel 1971 direttore musicale del Teatro Rustaveli a Tibilisi, stabilisce una importante e profonda collaborazione con il regista Robert Sturua, direttore artistico del Teatro e per le cui produzioni scrive venticinque musiche di scena.
Il suo coinvolgimento con il grande schermo è altrettanto rilevante e lo porta a comporre quarantasette colonne sonore per film diretti da importanti registi georgiani fra cui emergono Georgi Danelija e Eldar Shengelaya. Alcune realizzazioni toccano un livello stellare sia visivo che musicale con una compenetrazione sbalorditiva che ha portato film come Ne Guruj (Non te la prendere) e Kin-Dza-Dza di Georgi Danelija o Le Montagne Blu di Eldar Shengelaja a diventare amatissime icone della storia del cinema.
La musica composta per il grande schermo è lontana dalle complesse architetture armoniche che caratterizzano le sue partiture classiche ed è piuttosto improntata a un eccezionale inventiva ritmica e timbrica oltre che imponente freschezza melodica.
Accenti più marcatamente severi e austeri percorrono invece la maggior parte delle musiche realizzate per il palcoscenico.
Kancheli ama molto le dediche. Significative partiture portano la dedica ad artisti a lui vicini come “Morning Prayers” per orchestra da camera, flauto e voce solista per il regista Robert Storua, “Evening Prayers” per orchestra da camera, coro e voci soliste per il compositore Alfred Schnittke. “Little Daneljada” per violino, pianoforte, percussioni e orchestra d’archi è un devoto omaggio al regista Georgi Danelija dedicato al mitico violinista Gidon Kremer.
Negli anni recenti della sua attività compositiva egli sembra impegnato a rievocare temi e suggestioni tratte da partiture scritte per il teatro e il cinema con una nutrita serie di arrangiamenti in miniatura che sono diventate oggetto di apprezzate registrazioni discografiche.
Ricordiamo ‘Themes from the Songbook’, CD pubblicato nel 2010 dalla ECM che vede impegnati Gidon Kremer (violino), Dino Saluzzi (bandeon) e Andrej Puschkarev (percussioni) e che abbiamo ampiamente recensito.
Successivamente nel 2014 con il titolo di ‘Miniatures for violin and piano’, Kancheli realizza una nuova raccolta di brani brevi legati a temi utilizzati per il grande schermo e per il palcoscenico con la dedica a Gidon Kremer.
Su iniziativa del violinista Andrea Cortesi e del pianista Marco Venturi diventano poi oggetto di una registrazione discografica pubblicata dalla Brilliant Classics.
Fortemente coinvolto e affascinato dall’universo sonoro del compositore georgiano, il violinista italiano lo sollecita nella scrittura di una nuova partitura a lui dedicata. Nasce così una raccolta di venticinque arrangiamenti per violino e orchestra d’archi, intesi in forma di brevi lettere indirizzate ad artisti a lui vicini che hanno segnato il suo percorso compositivo e che richiamano temi scritti per alcuni fra film e pièce più significativi cui ha contribuito con il suo grande estro e sensibilità.
La registrazione discografica curata dalla Brilliant Classics è stata realizzata al Georgian Film Studio di Tibilisi il 13 e 14 aprile 2018.
Superbamente assecondato dal magnifico complesso dei Georgian Strings, Andrea Cortesi trasmette ai destinatari le suggestive cartoline ideate dal compositore georgiano confezionandole con grande delicatezza, eleganti sfumature, intensità espressiva e profondità di accenti. In modo magistrale sa coglierne il profondo e assorto intimismo contemplativo, spontaneità espressiva e languore nostalgico.
Nostalgia per un mondo artistico straordinario dove - pur nelle vicissitudini storiche politiche in cui si è manifestato - sono cresciuti i destinatari delle missive musicali, eccezionali talenti come il regista di teatro Robert Sturua (1938), il regista d’opera Guram Meliva (1933 – 2014), i registi di cinema Lana Gogoberitze (1928), Georgi Danelija (1930), Eldar Shengelaya (1933), Georgi Kalatoshvili (1929 – 1984), il celebre direttore d’orchestra Jansug Kahhidze, (1936 – 2002), lo scrittore, pittore e sceneggiatore Revaz Gabriadze (1936), l’attore Vakhtang Kikabidze (1938) formidabile protagonista in film di grande spessore fra cui citiamo Ne gurjuj (Non te la prendere!, Mosfilm 1968) e Mimimo (Mosfilm 1977).
Particolarmente coinvolgenti risultano gli accenti struggenti che percorrono il Brano 2 (“Letter to film director Georgi Danelija”) basato su temi derivanti dalla produzione teatrale Mutter Courage und ihre Kinder di Brecht e dal citato film Ne Gurjuj, così come la sottile carica ironica che avvolge il Brano 6 dedicato al regista Eldar Shengelaya e al suo bellissimo film Le Montagne Blu (Georgian Film, 1983) pungente satira della burocrazia sovietica e dei suoi esasperanti rituali.
Realizzato nel 1986 da Danelija negli studi della Mosfilm e subito divenuto un film cult, Kin-Dza-Dza tratteggia in modo avvincente l’inconsueto incontro fra un alieno perdutosi fra le strade di Mosca, lo studente Gedewan e l’artigiano Maschlov. Inavvertitamente i due urtano lo strumento che l’alieno ha con sé per ritrovarsi d’incanto in un pianeta sconosciuto, desertico, dalle strutture ruvide e arrugginite: Kin-Dza-Dza. La singolare storia dei due malcapitati nel mondo alieno e il loro complicato tentativo di far ritorno sulla terra è concepita in una graffiante satira della società sovietica che si regge su un sistema politico corrotto e in via di disintegrazione. La musica di Kancheli assume un ruolo protagonistico e sottolinea con la sua elegante spigolosità ritmica e spirito nostalgico ogni gesto, movimento ed espressione in magistrale simbiosi con lo scorrere della singolare e coinvolgente sceneggiatura ideata da Revaz Gabriadze. Al grande pittore e scrittore georgiano è dedicata la cartolina del Brano 21 (“Letter to Revaz Gabriadze”) che rievoca in affascinante arrangiamento le figure ritmiche e melodiche della intrigante scrittura che percorre e esalta un indimenticato capolavoro del cinema georgiano.