Fantabulous (La donna, il sesso e il superuomo) & Come svaligiammo la Banca d'Italia

Sandro Brugnolini
Fantabulous (La donna, il sesso e il superuomo) (1967)
Four Flies Records FLIES 03- 2015
Vinyl 180 gr.
14 brani + 2 brani su 45 giri - Durata: 33'07"

Lallo Gori con I Cantori Moderni di Alessandroni
Come svaligiammo la Banca d'Italia  (How we robbed the Bank of Italy) (1966)
Four Flies Records FLIES 04 - 2015
Vinyl 180 gr.
14 brani - Durata: 33'11"

Seconda brillante coppia di uscite per la neonata Four Flies Records, etichetta con base romana, che stampa solo in vinile 180 grammi; creata da due autentici maniaci della musica da colonne sonore e per sonorizzazioni -  Andrea Fabrizii e Pierpaolo De Sanctis - dopo l'esordio con la doppietta di ristampe cult La poliziotta (1974) di Gianni Ferrio (FLIES 01) e Laure (1976) di Franco Micalizzi (FLIES 02), due autentiche gemme del catalogo RCA Original Cast, eccoli questa volta alle prese con due colonne sonore inedite, provenienti dal bacino del cinema di genere italiano di metà degli anni Sessanta, al crocevia tra spy, parodia, caper movie e puro cinema pop.

Si parte con Fantabulous – La donna, il sesso e il superuomo, film scritto e diretto nel 1967 da Sergio Spina come parodia del genere spy avventuroso e dei film di super eroi, ma che in realtà rappresenta un esperimento riuscito di fusione tra cinema e fumetto, secondo i dettami della pop art e della nouvelle vague, che in quel momento vengono recepiti anche in Italia da cineasti intelligenti come Spina, Petri, Questi, Brass ed altri. Registrata nell'arco di qualche giorno al Fono Studio di Roma e originariamente stampata in pochissime copie e senza cover dalla Beat Records Company nel 1968 (con numero di catalogo LP 002), la colonna sonora di Sandro Brugnolini si caraterizza come lavoro molto in linea con i tempi in cui venne concepito, un perfetto amalgama di jazz per orchestra, rhythm'n'blues e primi vagiti psichedelici.
L'Orchestra diretta da Luigi Malatesta, collaboratore fisso di Brugnolini e suo arrangiatore e direttore d'orchestra di fiducia, conta tra le sue fila musicisti del calibro di Cicci Santucci (tromba), Angelo Baroncini e Silvano Chimenti (chitarre), Maurizio Majorana (basso), Roberto Podio (batteria), Antonello Vannucchi (vibrafono, organo), Carlo Metallo (sax) e Tonino Ferrelli (chitarra baritona); soltanto le due canzoni  “Fantabulous” e “I've glimpsed you”, entrambe scritte da Brugnolini e Malatesta con i testi dello stesso Sergio Spina, sono affidate al Complesso di rhythm'n'blues di Giampiero Graziano, che altri non era se non Giampiero Scalamogna (conosciuto di li a poco come Gepy & Gepy), che Brugnolini aveva già visto in azione in alcune incisioni per la ARC; il complesso fu accompagnato anche da due coriste americane e, occasionalmente, dai Cantori Moderni di Alessandroni ed entrambi i brani sono presenti sia sull'album, che sul 45 giri con un missaggio inedito e alternativo.
Spina e Brugnolini erano colleghi giornalisti e si conoscevano molto bene, per questo si trovarono perfettamente d'accordo nel decidere di “calcare la mano” sulla componente fumettistica del progetto, anche dal punto di vista musicale: sia i titoli delle composizioni che i fonemi che il coro doveva cantare provenivano dal linguaggio dei “comics” ed il risultato è, ancora oggi, esilarante.
“Cup” apre il disco con un tema d'azione con solo di tromba, chitarra baritono in evidenza, riff dei fiati, e diversi assolo delle chitarre elettriche, “Fantabulous” espone brevemente il tema slow suonato da fiati e marimba, mentre “Op” è sostenuta da un'organo spettrale in apertura, con vibrafono e chitarre elettriche a tessere un'atmosfera misteriosa, lisergica, di attesa, con quel coro wordless, inzuppato in camera d'eco: una marcia jazz che poi circolarmente torna all'atmosfera iniziale: semplicemente uno degli apici del disco!
“Fantabulous” è una ripresa lenta del tema con pianoforte, chitarra e vibrafono, mentre “Sal” vede l'organo e I Cantori Moderni in evidenza, in uno strano brano di jazz “mutante”, roba che fa sembrare i Mr. Bungle adolescenti!
“Susp” promette quello che il titolo accenna: chitarra baritono, basso e vibrafono in tensione totale, con arpeggio di chitarra e riff dei fiati; “I've glimpsed you” (eseguita dal Complesso di Giampiero Graziano) è un brano di r'n'b dal tiro micidiale, con la graffiante voce di Gepy & Gepy coadiuvato da due coriste americane della scuderia Tamla Motown (!), e “Sog” vede il tema principale ripreso in slow jazz da coro e vibrafono, con assolo di chitarra elettrica e tromba con sordina; “I've glimpsed you” viene ripresa anche a tempo slow jazz per orchestra con fiati da striptease in evidenza e “Ryth” è uno strumentale per orchestra dal tiro r'n'b, con assolo di chitarra elettrica e tromba, tipico brano di ambientazione moderna, adatto a descrivere la scena nei club.
Ancora due versioni di “Fantabulous”: una beat - r'n'b strumentale per orchestra con diversi assolo di chitarra elettrica e fiati – con una grande percezione della dimensione “live” in studio e della componente improvvisativa dei musicisti coinvolti - e l'altra nella versione che ascoltiamo nei titoli di testa del film, cantata - come detto - da Giampiero Graziano ed eseguita dal suo complesso.
In chiusura “Vol”, brano assolutamente lisergico, caratterizzato da un walking insistito di basso, organo sulle draw bars alte, tromba con sordina che riprende il tema principale ed i Cantori Moderni che sussurranno continuamente il nome Fantabulous e “I've glimpsed you” in una versione per orchestra, con vibrafono in evidenza, chitarra baritono e richiami alla musica orientale e al gamelan.
Dopo un lungo e accurato lavoro di restauro, frutto del confronto tra i master tapes conservati nell'archivio della Beat e quelli a casa di Brugnolini, la Four Flies restituisce per la prima volta in maniera completa la musica composta per questo cult assoluto della cinematografia italiana. Le liner notes sono dello stesso Maestro Brugnolini.

Come svaligiammo la Banca d'Italia del 1966 è uno dei film più riusciti del primo periodo di Lucio Fulci, quello dedicato al musicarello, alla commedia e, soprattutto, alla parodia di genere: in questo caso la premiata coppia Franco & Ciccio nei panni di due aspiranti criminali che tentano il colpaccio di una vita; la sceneggiatura ben congegnata, l'ottimo e delirante cast, il grande feeling tra il regista e gli attori sono tra i principali motivi di successo del film, ai quali non possiamo non aggiungere la “swingante” colonna sonora composta dal Maestro Coriolano “Lallo” Gori, con la partecipazione dei migliori musicisti di studio e dei Cantori Moderni di Alessandroni. Gori era già un nome conosciuto tra gli addetti ai lavori, avendo lavorato sopratutto per film di genere e, spesso, proprio con Fulci, Franchi e Ingrassia, ragion per cui il musicista sapeva bene come tradurre in musica le vicende portate sullo schermo; anche in questo caso, come in quello di Fantabulous, musica jazz e musica beat (o ye ye, secondo il termine francofono che si diffuse anche in Italia) convivono nelle articolate partiture composte per questa colonna sonora: “Seq.1” apre il disco con un blues per flauto (suonato dal grande Gino Marinacci), con chitarra elettrica riverberata e organo Hammond; si tratta della lunga sequenza dei titoli di testa, girata secondo lo stile dei fumetti/fotoromanzi, con un timer in sovraimpressione a scandire i minuti a disposizione per il colpo; “Seq.2” introduce il funambolico lavoro dei Cantori Moderni di Alessandro Alessandroni, con questo scat #1 in salsa jazz & baroque, declinato in diversi tempi (fast, slow, latin); il coro wordless (senza parole) viene ripreso in diversi arrangiamenti e atmosfere in “Seq.4” a tempo di marcetta, poi fast jazz, con armonizzazioni vocali complesse, che ricordano il lavoro di Ward Swingle Singers su Bach e il jazz, “Seq.9” con un'alternanza di registri e tempo e “Seq.11” dove, su un tempo di medium swing, si mettono in evidenza i diversi solisti (sax, tromba, trombone, chitarra elettrica), purtroppo non accreditati.
Ma vi è di più, in questa prima edizione in assoluto della colonna sonora, tratta dai master tapes originali conservati nei magazzini della Nazional Music: lo shake strumentale di “Seq.3”, perfetto compendio del suono che andava per la maggiore in quel momento (nel film lo si ascolta durante la scena nel night club con la band di sole donne- ndr); il baroque medium jazz di “Seq.5”, con Harpsichord e flauto in evidenza, che poi vira verso un arrangiamento beat-shake con organo e chitarra elettrica; le variazioni a rotta di collo di “Seq.6” tra shake, bossa e variazioni jazz orchestrali; il mood tensivo di “Seq.7” e la canzone “Oh no baby”, il medesimo shake di “Seq.3” interpretato però dai Cantori, su musica scritta da Ebe De Paulis e parole dello stesso Fulci; il potente e acido rhythm'n'blues (per la scena al Piper) di “Seq.8” e l'atmosfera di suspance di “Seq.10”, con chitarra elettrica baritono, tempo di marcia e ripresa del blues di “Seq.1”.
Completano questa incredibile colonna sonora la “Seq.12” con quel mood misterioso, ottenuto dall'armonizzazione vocale del coro, con organo e suoni spettrali; la “Seq.13” sul registro giocoso, con l'orchestra che scherza con l'opera, per poi riprendere il tempo jazz e la conclusiva “Seq.14”, un eccellente finale imperniato ancora una volta sul Coro, prima a ritmo marziale, poi di tarantella, con esplosione e scat finale, fino alla parte onirica basata su xilofono e organo che chiude i titoli di coda.
Cercate questi dischi, veri e propri pezzi di storia recente del nostro paese.
Un plauso alla Four Flies Records per la grande qualità del loro lavoro di ricerca e realizzazione.

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