L’assoluto naturale

cover_lassoluto_naturale.jpgEnnio Morricone
L’assoluto naturale (1969)
Quartet Records MS017
20 brani – durata: 66’13”



L’assoluto naturale è un film drammatico, tratto dal romanzo omonimo di Goffredo Parise, di Mauro Bolognini del 1969 con una bellissima (e spogliatissima) Sylva Koscina e l’inglese Laurence Harvey. Una storia on the road di due anime talmente diverse e inconciliabili da divenire due mondi, due universi distanti, disincantati e impenetrabili di culture lontane e tragiche, come tragico sarà l’epilogo della storia.
Ennio Morricone, con il quale il compianto Bolognini ha stretto un lungo sodalizio nella sua carriera registica (ben 15 pellicole insieme!), regala all’amico regista una OST intensa, intimista, sul filo di una velata disperazione, celata tra armonie sospese e soavi, con lunghi interventi drammaturgici degli archi e sonorità beat-pop (su tutte la traccia da 6’50” “Laboriosamente”). Perché la musica morriconiana di questa partitura è un viaggio profondamente intriso di voglia di libertà dentro urla di disperata angoscia (il jazzato “Studio di colore”). Gli archi la fanno da padrone (con intromissioni pianistico ritmiche), quegli archi che sprigionano tanta tenerezza e molta tristezza al contempo, che solo Morricone sa far parlare come si deve, con quel sound anni ’60 così ricercato e immenso che lo ha reso il Grande musicista che noi tutti conosciamo!
Una scora bellissima che la Quartet Records pubblica per la prima volta in un’edizione estesa che non fa altro che dimostrare ancor di più la sua meravigliosa valenza poetico-intimista per un film non pienamente riuscito e fin troppo legato alla sua matrice letteraria originale.
La musica orchestrata da Morricone e diretta dal fidato Bruno Nicolai è un continuum emozionale: ne sono la prova brani quali “Amare assolutamente” con il suo crescendo del leitmotiv principale su base ritmica incessante e archi svolazzanti, il puntilismo e la sospensione di “Imparare a conoscere”, il pop ansiogeno di “L’Estate è vicina”, il ballabile leggero di “Il profumo della tua pelle (ballata per organo)”, il flauto e gli archi sospesi del tema d’amore di “E’ facile (nella sensualità, l’attesa)”, la leggiadria pop di “L’assoluto naturale (ricercare, amare)” e il lungo brano in cui il tema principale diventa immorale, a tratti consolatorio, “Calde occhiate (sospettoso erotico)”, stupendo!
In ultima analisi: straniante, dissonante e angosciante il lungo pezzo “Assalito dalle rondini” che da una svolta all’album e alla vicenda narrata mostrandone il suo lato oscuro. Brano ancora più inquietante nella ripresa tra i bonus tracks “Assalito dalle rondini (tensione infernale)”.    

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