20 Set2013
Ennio Morricone – 2 CD
Ennio Morricone – 2 CD (2012)
Iperspazio su licenza R.T.I. – IPS050012
CD 1 - 18 brani - Durata: 67' 34''
CD 2 – 14 brani - Durata: 62' 46''

Incelofanare un compositore come Morricone in poco più di due ore di musica è impresa assai ardua e ingrata perché la sua produzione musicale è talmente vasta (forse tra le più ampie nella storia della composizione orchestrale) che decidere cosa esporre su disco richiede competenze e idee precise. Esiste poi un'esigenza autodiretta, legata magari ai gusti dei produttori - ma forse di più alla disponibilità degli editori licenziatari - e una eterodiretta, legata ai gusti dei destinatari finali, di chi comprerà il disco.
Questo doppio CD prodotto da Iperspazio su licenza R.T.I. è genericamente intitolato Ennio Morricone e farebbe presumere a un'ennesima raccolta dei suoi evergreen del cinema italiano. Leggendo però i titoli delle tracce sulla inlay card si scopre subito che non è così. La raccolta infatti indaga “anarchicamente” su un Morricone recentissimo (la colonna sonora della fiction Canale 5 Come un delfino ideata da Raoul Bova) o quello della sua più recente collaborazione con Dario Argento (La sindrome di Stendhal, Il fantasma dell'Opera), o ancora alcune pagine del poco noto thriller-denuncia di Giacomo Battiato Risoluzione 819 del 2008. Penso che il file rouge del prodotto discografico sia associato alle edizioni R.T.I. perché per il resto la compilation non risulta concettuale, dal momento che spazia dalla produzione televisiva a quella cinematografica, dal thriller al poliziesco, da Tornatore ai film religiosi, quasi come una sorta di epigono delle più note raccolte, dedicata però al “Morricone sommerso” (e direi anche continuamente sperimentale). Non entro nel dettaglio di ogni singola traccia ma segnalo quelli che mi sembrano i pezzi più interessanti di questa raccolta. Proprio nel già citato lavoro per la fiction Come un delfino (nella M “Dentro la vittoria” per esempio) Morricone struttura l'armonia in maniera imprevedibile, non logica e anti-accademica, non privando comunque le partiture di solidità e continuità. Il materiale tematico è sempre assolutamente contratto (3 o 4 suoni ripetuti con timbri e sviluppi melodici differenti). Ancora una volta Morricone si conferma un convinto missionario del dinamico minimalismo seriale e del “perché compilativo”. I richiami a se stesso non mancano mai e così la traccia “Come un delfino” nasce dalla stessa idea (visto che Morricone nega l'esistenza dell'ispirazione) e assume lo stesso sviluppo formale di “Doppio pensiero” (dalla OST di un'altra precedente fiction firmata Taodue, Ultimo, presente anch'essa in questa compilation), pur non eguagliandolo in efficacia emotiva. Ho accennato a Tornatore e a un omaggio alla sua collaborazione con il compositore romano: troviamo tre estratti da Baarìa e tre da Malèna. Dalla OST di quest'ultimo, candidata all'Oscar nel 2001, oltre ai noti titoli di coda, troviamo l'ironica marcetta “Passeggiata in paese”, montata sulla celebre scena della camminata di Monica Bellucci sotto lo sguardo sessualmente turbato dei ragazzini e “Pensieri di sesso”, un malinconico e stancamente jazzistico motivo per tromba con gli umori melodici più vernacolari del contesto siculo. Da Risoluzione 819 possiamo ascoltare il cembalistico “Un canto di speranza”, nel quale la ripetitività progressiva e i sapori strutturali delle armonie ci rimandano a una stagione passata dello stile del Nostro, ovvero quella del cinema dell'impegno di Elio Petri, linguaggio parzialmente mantenuto e sviluppato anche per la serie TV La piovra. Alla dolcezza sinfonica di “Clara”, la porzione dedicata al film di Battiato si chiude con le sonorità folk di “Tutte le donne”. Morricone lavorò con Battiato anche nella produzione per il piccolo schermo, in particolare per i due film Taodue del 2005-06 dedicati a Papa Wojtyla, dal grande successo mediatico (la seconda puntata del primo film toccò i 13 milioni di telespettatori e venne trasmessa pochi giorni dopo la morte di Wojtyla) dal titolo Karol – Un uomo diventato papa e Karol – Un papa rimasto uomo. Posso senza dubbio affermare che non si tratti di colonne sonore memorabili, ma discretamente autorevoli, quasi come se Morricone non volesse rubare leadership alle immagini con la sua musica. Fin dall'ascolto da emissione televisiva otto anni fa, rimasi colpito dalla M (che ritroviamo in questa raccolta ma anche in altre precedenti) “Un papa rimasto uomo”, per la sua essenzialità e chiarezza espositiva e per l'attenzione ai timbri laddove le armonie risultano più scientifiche. Nel CD 2 troviamo un pacchetto di tracce dedicate alla serie TV ideata e prodotta da Pietro Valsecchi della Taodue, Ultimo, in particolare alla seconda miniserie Ultimo – La sfida del 1999 e Ultimo – L'infiltrato del 2004 (che ritengo la migliore delle quattro serie finora prodotte; attualmente è in produzione la quinta). Da questo film è tratta la M “Primo agguato” che è un manifesto dello stile dei multipla, con cellule melodiche a rapida gittata e dimorfismo strutturale fatto di pennellate e progressioni in aumentazione e variazione timbrica, anche questo assodato marchio di fabbrica. Dallo sviluppo sinfonico con echi del passato della M “Ultimo” si passa ai ribattuti arpeggi dialogati con strette armonie di archi di “Replica seconda”. Un esercizio di contrappunto scolastico con destinazione artistica viene proposto nella traccia “Doppio pensiero”. Il disco presenta dunque due interessanti tracce minori tratte dal film Nanà del 1982 del regista israeliano Dan Wolman e, a seguire, il tributo a Dario Argento con due M dall'horror Il fantasma dell'Opera (1998) e dal thriller psicologico La sindrome di Stendhal (1996). In particolare sono degni di nota i due brani tratti da questo film perché ripercorrono lo stile visivo-gestuale della triade zoonomica del biennio 1970-71. Al dinamismo ossessivo e seriale degli otto suoni ripetuti dalla voce sulfurea di Susanna Rigacci del tema dei titoli di testa, si accosta l'enigmatico, destabilizzante e aleatorio “Da Caravaggio a Canaletto”, che con l'espressionistico Sprechgesang ben traduce lo stato di vertigine e smarrimento della protagonista Anna Manni di fronte alle opere pittoriche degli Uffizi. Infine ancora un'incursione nella miniserie TV con due M dalla fiction Il quarto Re del 1997: “Con gioia serena”, coi suoni nasali della zampogna elettronica e lo sviluppo livellare cui si uniscono gli archi e le percussioni etniche e il corale “Exultat”, entrambi dello stesso ceppo linguistico di The Mission (addirittura “sfacciatamente” in questo secondo brano con il testo latino che recita pure “vita nostra, tellus nostra”...).