25 Giu2013
Il figlio di Cleopatra/Coriolano, eroe senza patria
Carlo Rustichelli Il figlio di Cleopatra (1964)/ Coriolano, eroe senza patria (1964)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 220
35 brani (29 + 6) – durata: 71’ 46’’

Le tre fasi della storia romana - monarchica, repubblicana ed imperiale - hanno offerto ed offrono significativi spunti alla letteratura ed alla Settima arte, e come l’antichità è spesso attraversata dal mito, così le ricostruzioni letterarie e cinematografiche lo sono dall’invenzione e dalla libera interpretazione degli scrittori e dei registi.
Girati già in piena decadenza del peplum rispettivamente da Ferdinando Baldi e Giorgio Ferroni, cineasti particolarmente versati nelle pellicole di genere, Il figlio di Cleopatra e Coriolano, eroe senza patria esemplificano al meglio questa idea di ricostruzione pseudo-storica sbilanciata più sul versante della divulgazione e dell’intrattenimento spettacolare che su quello del rigore filologico: il primo illustra le avventure dell’immaginario figlio di Giulio Cesare e Cleopatra El Kebir, valoroso guerriero delle tribù nomadi del deserto egiziano impegnate contro Roma (i due amanti ebbero davvero un figlio, Cesarione, che col nome di Tolomeo XV fu l’ultimo sovrano d’Egitto prima della definitiva conquista romana); il secondo affronta con ampia licenza la vicenda semileggendaria di Coriolano – già ispiratrice dell’omonima tragedia shakespeariana – sullo sfondo delle lotte politiche tra patrizi e plebei dispiegatesi durante l’epoca repubblicana.
Radunati nel volume XXIII della collana dedicata al peplum, la Digitmovies ha recentemente editato in un unico CD i relativi commenti musicali splendidamente orchestrati da Carlo Rustichelli, attivissimo nell’ambito dello storico-mitologico.
Per il tema dei titoli di testa (“Seq. 1”) de Il figlio di Cleopatra il Maestro propone una stranezza: una tromba solista deguellizzante di impatto immediato ma più consona ad un contesto western. In svariate occasioni e con diversi accorgimenti lo stesso motivo verrà di nuovo eseguito a sostegno del personaggio principale: soffuso in “Seq. 4”, con organo elettrico in “Seq. 13” e “Seq. 22”, senza tromba in “Seq. 11” e “Seq. 14”, dall’incedere militaresco in “Seq. 23”. Il resto della partitura non fuoriesce dai confini, forse un po’ angusti, della consuetudine, all’interno dei quali però Rustichelli si muove con la solita classe e maestria. Accanto ai brani d’azione e mistero, non potevano dunque mancare, spesso tra loro giustapposti, gli idilli romantici (“Seq. 18”), gli agitati orientaleggianti (“Seq. 6”), il coro drammatico (“Seq. 15”).
Per Coriolano, eroe senza patria il musicista attinge invece a piene mani - come spesso capitava in un’epoca dove le produzioni a basso costo si susseguivano copiosissime - alla colonna sonora de I giganti della Tessaglia da lui stesso scritta nel 1960, limitandosi ad integrarla con un intenso tema d’amore per oboe ed orchestra (“Seq. 1”) ampliato da successive variazioni, e con un brano drammatico per fiati, archi, timpani e tamburo (“Seq. 2”) .
Poche novità in definitiva: lo scenario è quello dipinto da un’obbedienza sostanziale ai codici del genere ma con il valore aggiunto della “graffiatura” di Carlo Rustichelli.