13 Giu2013
Fatti di gente perbene
Ennio MorriconeFatti di gente perbene (1974)
Quartet Records SCE064
33 brani – durata: 56’22”

Fin da quando ero piccolo e ascoltai per la prima volta su vinile 33 giri questa colonna sonora di Morricone, l’ho sempre considerata un capolavoro musicale mélo, una delle migliori composizioni melodico-drammaturgiche della sua sterminata carriera. Ed oggi, grazie soprattutto all’etichetta spagnola Quartet Records che pubblica in versione completa soundtracks del presente e del passato, confermo ciò che ho sempre pensato riguardo Fatti di gente perbene, adesso che la posso finalmente ascoltare nella sua rilevante interezza (ben 12 bonus tracks!): questa score è un capolavoro melodrammatico cine-musicale.
Il film, una tragica e sofferta storia di amore e morte a Venezia, con una splendidamente affascinante Chaterine Deneuve e uno straordinariamente ambiguo Giancarlo Giannini, è stato diretto da Mauro Bolognini che con Ennio Morricone stabilì un lungo e fruttuoso sodalizio artistico (15 pellicole insieme), donandoci opere cine-musicali importanti quali Mosca addio (1987), Per le antiche scale (1975), L’assoluto naturale e Metello (1969). La trama narra la storia vera, ambientata ai primi del ‘900, che fece tanto clamore all’epoca, dei fratelli Tullio e Linda Murri, della loro presunta torbida relazione incestuosa, e del processo per omicidio di Tullio per aver avvelenato il cognato Francesco. Sceneggiatura di Sergio Bazzini e ottima prova registica di Bolognini nella direzione attoriale (pensate che questo è il primo film di Kim Rossi Stuart come attore, aveva solo 6 anni – Ndr.) e per un uso notevolmente estetizzante dell’immagine. Il Maestro romano premio Oscar da par suo ha saputo mescolare un tema (reiterato più volte all’interno del film e del CD) altamente nostalgico e dal punto di vista musicale legato fortemente al periodo storico in cui si svolge la vicenda narrata (“Accadde a Venezia”, “A Bologna”), a passaggi oscuri, sentitamente funesti e tensivi (“Il tema per un assassinio”, “Quella volta a Bologna”, “L’inizio delle indagini”). In verità vi sono presenti altri temi (orchestrati da Morricone e diretti da Bruno Nicolai), come quello per carillon (l’estenuante “La lotta tra Naldi e Tullio”, e l’apparente gelida tranquillità di “La casa di Linda”), debitore assoluto per il suo utilizzo nel film del tema per carillon di Per qualche dollaro in più, come la fisarmonica simil parigina con voce dialettale emiliana di “Al bar” e lo svenevole leitmotiv sempre per fisarmonica e violino di “Le chiacchiere confidenziali”. I nuovi bonus tracks sono variazioni di ottima fattura compositiva dei brani di commento alle scene drammatiche o a quelle di amorevole passione che si sono ascoltati nei primi 19 pezzi dell’album: è doveroso citare “La casa di Linda (antichi ricordi)” e “L’arresto di Linda (torbida malinconia)” dove il tema principale, prima per carillon poi per archi in crescendo emotivo, viene esposto in una nuova veste interessante e lirica, quasi operistica. Una OST di non facile fruizione ad un primo ascolto, dato che il tema portante fa capolino diverse volte in arrangiamenti più o meno uguali ed i momenti di suspance musicale sono nutriti, però basta solamente il leitmotiv (“Nel parco di Zurigo (tra gli alberi)” o “A Bologna (senso di abbandono)”) per far sì che questa partitura sia imprescindibile per ogni fan che si rispetti di Morricone e della musica per film.