Bastardo… Vamos a matar!

cover_bastardo.jpgCarlo Rustichelli
Bastardo… Vamos a matar! (1971)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 215
28 brani - durata: 51’ 22’’

Il successo dei tortilla western di Sergio Sollima e Sergio Corbucci ispirò una scia di pellicole che ne ripescavano le tematiche, le ambientazioni e i personaggi picareschi, cercando però al contempo di contenere le spese. Bastardo… Vamos a matar! è un esempio di sottoprodotto di questo tipo: il titolo riprende sfacciatamente il corbucciano e più noto Vamos a matar, compañeros! (1970), mentre la sceneggiatura prevede il classico incontro/scontro tra un inafferrabile ed un po’ svagato peon messicano (Chaco, interpretato da George Eastman), ingiustamente accusato di atroci delitti ed abilissimo con il coltello (il riferimento al Cuchillo di Sollima non è per niente casuale), ed un bounty killer nordamericano che alla fine si coalizzerà con lui per smascherare i veri colpevoli. A completare il puzzle, una trama amorosa parallela e qualche cedimento alla violenza.
Perfettamente a proprio agio nella rievocazione delle tradizioni popolari, Carlo Rustichelli elabora un commento di impianto folkloristico: la tracklist è un profluvio di temi messicani appoggiati ad una sezione fiati latineggiante e ad allegri coretti, e di scatenati mariachi che colgono pienamente l’atmosfera festosa dei pueblos antichi.
Per una breve analisi ravvicinata, seguiamo le quattro tracce contenute in un vecchio 33 giri antologico dedicato ai western del Maestro; la recente edizione in CD targata Digitmovies le riporta fedelmente (rispettando i titoli originali) insieme alla colonna sonora integrale (per la quale invece viene semplicemente indicato l’ordine cronologico delle sequenze): “Bastardo… Vamos a matar!” è il frizzante e citatissimo motivetto messicano che riesce ottimamente a mettere in risalto il temperamento ridanciano e solare del protagonista; “I soldati blu” è un brano drammatico punteggiato, a scopo di contrapposizione culturale, da riferimenti all’inno nazionale statunitense; “Amore nonostante tutto” è un tema sentimentale nel quale, come sempre, Rustichelli offre il meglio di sé, colorando di nostalgia le note di una chitarra classica, “Chaco el bastardo”, infine, è un episodio dal forte impatto emotivo ancora per chitarra classica.
Per quanto risulti penalizzata dalle eccessive ripetizioni poco variate dei temi etnici, la OST fa emergere la versatilità e l’inventiva di Rustichelli. Certo, ci si potrebbe chiedere come mai altri western del Maestro di caratura superiore, ad esempio Ognuno per sé (1968), non abbiano ancora richiamato l’attenzione delle case discografiche specializzate. Ma forse è solo una questione di tempo.


 

Stampa