Uccidi o muori

cover_uccidi_o_muori.jpgCarlo Rustichelli
Uccidi o muori (1966)
GDM Music CD Club 7115
30 brani (27 di commento + 3 canzoni) – durata: 62’ 08’’



«A Federì, nun l’han dato a te, l’han dato a Tanio Bboccia!». Questa celebre battuta, rivolta al telefono da Alberto Sordi a Federico Fellini durante la notte degli Oscar che vide la premiazione di Amarcord (1973), sfruttava l’associazione concettuale Tanio Boccia-film di serie B (e successive) molto diffusa a Cinecittà. Onesto artigiano del cinema, Boccia girò, spesso adottando lo pseudonimo di Amerigo Anton, una trentina di film a basso costo tra cui quattro spaghetti western. Il suo esordio nel genere coincise con Uccidi o muori, un lavoro di integrazione tra western classico e moderno con evidente prevalenza del primo per la patina di romanticismo che lo riveste e per l’affermazione finale dei buoni sentimenti. Quest’aura antica sovrasta alcuni spunti derivanti invece dal western italiano, come la caratterizzazione del protagonista, un solitario pistolero trovatosi suo malgrado in mezzo alle faide tra due famiglie di rancher, e le inevitabili concessioni alla violenza.
Sentimento, azione, suspense e, in misura minore, facezia. Ecco gli elementi costitutivi della colonna sonora composta da quella fucina dell’Ottava Arte che è stato Carlo Rustichelli. Il commento, rispecchiando un po’ la doppia anima della pellicola, indugia in sfondi musicali da mito della frontiera e in passaggi melensi introdotti anche da un violino solo (il protagonista è infatti un dilettante dello strumento); nello stesso tempo vi riecheggiano, seppur con moderazione, i vigorosi artifici del western di casa nostra: fraseggi di chitarra elettrica, ritmiche galoppanti, poderosi stacchi di tromba. La gran parte del lavoro proviene da “I must go”, poco incisiva canzone eseguita con un’impostazione da western anni Cinquanta. Il tema si mostra però inaspettatamente versatile: declinato in versioni strumentali di umore vario - nostalgico in “Seq. 2”, romantico in “Seq. 3”, epico in “Seq. 4” - riesce ad adattarsi con disinvoltura ai diversi contesti narrativi. Devianti rispetto a tale schema risultano i brani atmosferici, un buffo motivetto tastieristico (“Seq. 8”) concomitante con le apparizioni del simpatico vecchietto che aiuta il protagonista ferito a ristabilirsi, ed un brillante intermezzo country-saloon (“Seq. 12”).
Uccidi o muori con le sue ridondanze non è certamente l’episodio più rappresentativo dell’apporto, valutabile nell’arco di una quindicina di composizioni, dato da Carlo Rustichelli al western all’italiana. È piuttosto una partitura di routine sebbene concepita con mestiere e buon gusto.

 

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