14 Mar2013
L’uomo, l’orgoglio, la vendetta
Carlo Rustichelli
L’uomo, l’orgoglio, la vendetta (1968)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 218
32 brani - durata: 73’ 58’’

Presentato come un western per cavalcare l’onda del successo del genere che raggiunse il suo apogeo alla fine degli anni Sessanta, L’uomo, l’orgoglio, la vendetta di Luigi Bazzoni è in realtà un mélo tratto dalla novella Carmen (1845) di Prosper Mérimée: l’ufficiale dell’esercito spagnolo José (Franco Nero) si innamora della conturbante zingara Carmen (Tina Aumont) e per lei diventa fuorilegge. Quando la donna lo tradisce, José, sopraffatto dalla disperazione, la uccide poco prima di morire egli stesso freddato dalle guardie che gli stavano dando la caccia. I personaggi a tinte forti, i sentimenti incondizionati e travolgenti, l’affascinante ambientazione nella Spagna meridionale, terra di passioni sanguigne, danno a Carlo Rustichelli la possibilità di attingere esemplarmente alla sua vena creativa e di scrivere un commento musicale di incomparabile intensità che trascende, per qualità e spiegamento di mezzi, le ambizioni stesse del film. Lo stile del musicista scaturisce da una ponderata mescolanza tra la musica colta, l’opera e la tradizione popolare, mescolanza che si integra perfettamente con la storia e ne potenzia addirittura il significato.
Mentre i titoli di testa scorrono su belle panoramiche in controluce dei paesaggi dell’Almerìa, gli stessi sfruttati per decine e decine di western all’italiana, “L’uomo, l’orgoglio, la vendetta”, tema conduttore drammatico e privo di risoluzione, viaggia su vorticosi arpeggi di chitarra classica, eleganti code d’archi ed interventi solistici di tromba.
In “Tema di José”, contiguo al finissimo “Tema della solitudine” e dedicato al personaggio principale, è sempre una chitarra classica ad introdurci nei territori più felicemente battuti dall’ispirazione rustichelliana, quelli delle melodie tristi e profonde che hanno il sapore delle cose perdute o degli amori non dichiarati, degli abbandoni irreversibili o delle solitudini abissali ricolme di tesori destinati a non essere mai condivisi. Le riprese orchestrali intitolate “Sul fiume” e “Morte di José”, imponente a tratti la prima, struggente la seconda, prevedono delle parti corali di inclinazione operistica eseguite dalla compagine diretta da Piero Carapellucci; esse enfatizzano da un lato il romanticismo, dall’altro il senso di tragedia. Come altre composizioni del Maestro rivolte a sondare la mestizia o le lacerazioni interiori dei personaggi – talmente numerose che è impossibile comprimerle in poche citazioni - il motivo centrale ha la stessa arcana leggiadria di una statua neoclassica: chi osserva (o chi ascolta) coglierà facilmente al di sotto della ieratica imperturbabilità esteriore l’incessante turbinio dei moti dell’animo.
Venendo alle altre sequenze della colonna sonora, “Il colpo” si presenta all’inizio con accenti drammatici ottenuti reiterando gli stessi accordi lievemente dissonanti, per poi farsi arrembante e concitato nella seconda parte orchestrale (ripresa anche ne “L’inseguimento di Garcia”) da cui emerge soprattutto il gran lavoro degli ottoni. Infine “Fandango”, “Habanera gitana”, “Da Lillas” e “La mazurka” sono dei gustosi bozzetti musicali, spesso desunti dal livello interno, di evidente estrazione popolaresca; nei primi tre il codice espressivo di riferimento è mutuato dal flamenco e dunque ancora le chitarre sono chiamate a svolgere un ruolo di primo piano.
A vent’anni dall’uscita della prima ristampa in CD su etichetta CAM, la Digitmovies rilascia ora questa edizione completa (di durata più che doppia rispetto alla precedente) conseguente al recupero ed al restauro dei nastri originali. Un giusto riconoscimento per una delle partiture meno conosciute e più toccanti del compositore carpigiano, con la quale egli riesce ad esprimere l’inesprimibile, a parlare al cuore laddove le parole sarebbero troppo vacue o didascaliche. È questa in fondo la funzione precipua della musica applicata ed assoluta.