08 Giu2011
The King’s Speech
Alexandre Desplat
Il discorso del re (The King’s Speech, 2010)
Decca Records 476 4198
14 brani – Durata: 45’19”

Impresa più ardua di quanto non sembri, quella di commentare in musica la storia di Giorgio VI, re d’Inghilterra, ritratto nella sua lotta alla balbuzie e – poi – nell’impegno per fronteggiare la minaccia nazista. La colonna sonora per un film come quello di Tom Hooper, vincitore di quattro Oscar, si esponeva al rischio dell’enfasi, sottolineando con retorica lo slancio eroico eppure tormentato di un monarca riluttante ad affrontare le responsabilità del trono.
S’impone per sottile efficacia la graziosa sonata del pianoforte proposta in “The King’s Speech”, la cui atmosfera è ricca di sorprendenti inflessioni di tono e umore. Un motivo che torna in più punti dell’OST (come “The Royal Household”) e che Desplat sa reinterpretare trasformandolo in perfetta riproduzione dei sussulti emotivi del protagonista, soprattutto con “My Kingdom, My Rules”, più tormentato.
Dubbi e incertezze sono riflessi con efficacia dalle variazioni sul tema lento di “Queen Elizabeth”, ma riescono a convivere, nello sviluppo dell’intera soundtrack, con la vivacità di un’ispirazione che non dimentica una leggerezza spesso frizzante.
Fra gli highlight della colonna sonora, del resto, c’è il crescendo di “The Rehearsal”, guizzante e finemente cesellato.
Sarebbe però un errore considerare The King’s Speech una semplice boccata d’aria fresca, nella produzione di Desplat. L’autore dà prova di conoscere benissimo la sua materia. È l’austera solennità degli archi a commentare il decesso di Giorgio V in “The King Is Dead”; mentre l’orchestra – guidata dallo stesso Desplat – esegue con piglio maestoso “Lionel and Bertie”, brano d’apertura.
Una luce nuova, insomma, quella gettata da Desplat sul genere biopic, che svecchia lo sguardo al passato attraverso una sensibilità europea ma mai di nicchia.
L’OST, candidato all’Oscar (inspiegabile la mancata vittoria), include anche tre grandi classici. Soprattutto il secondo movimento della Sinfonia 7 di Ludwig van Beethoven, felicissima scelta per accompagnare il discorso radiofonico che Giorgio VI fece alla nazione quando l’Inghilterra entrò in guerra nel 1939. Sempre di Beethoven il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 “Imperatore”. Presente inoltre nel CD, con il titolo “The Logue Method”, l’ouverture de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, perfetto pendant, con la sua vitale energia, dei metodi anti-convenzionali del logopedista Lionel Logue, che curò Giorgio VI.