24 Mag2011
Il cinico, l’infame, il violento
Franco Micalizzi
Il cinico, l’infame, il violento (1977)
Beatrecords Company BCM 9503
18 brani - durata: 46' 43"

Nella collana “La musica per il grande cinema di Umberto Lenzi”, la Beatrecords pubblica il terzo volume della serie che documenta in particolare la collaborazione tra il regista toscano e Franco Micalizzi: dopo Da Corleone a Brooklyn (1979) e Roma a mano armata (1976) è la volta de Il cinico, l’infame, il violento, poliziottesco più contenuto della media per quanto riguarda le concessioni alle efferatezze. Il titolo è un esplicito omaggio al western di Sergio Leone Il buono, il brutto, il cattivo (1966) e si riferisce ai tre protagonisti della storia: rispettivamente Luigi Maietto, detto “il Cinese” (Tomas Milian), delinquente di borgata, Leonardo Tanzi (Maurizio Merli), ex poliziotto con dei conti in sospeso con la malavita, e Frank Di Maggio (John Saxon), boss mafioso italo-americano interessato ad estendere in area romana il controllo sul traffico di droga e sulla prostituzione.
Mentre scorrono i titoli di testa su scene di violenza urbana a Milano, partono le musiche aggressive ed incalzanti di Micalizzi che rimane fedele al suo stile divenuto una vera icona del poliziesco all’italiana. È questo il tema conduttore (“Seq. 1”) portato avanti dalla sezione fiati e dai sintetizzatori su una vibrante ritmica funky. Quando la location si sposta a Roma, l’impostazione del commento musicale tiene fede agli stessi clichè: il ripetitivo ma efficace motivo portante viene impiegato più volte con poche varianti sia nelle scene d’azione, a dire il vero un po’ meno adrenaliniche del solito (non c’è neanche un folle inseguimento in auto), sia in situazioni d’attesa, minaccia o suspense. Oltre alle tastiere, sono soprattutto i riff sporchi eseguiti a tempo più rallentato dal flauto e dalla chitarra elettrica collegata al wah-wah a caratterizzare tali divagazioni sul tema (si presti attenzione, ad esempio, a “Seq.2” ed a “Seq. 12”). La scena ambientata nel night-club è animata invece dalle tastiere e dal coro di un già noto brano disco dalle evidenti contaminazioni sudamericane. Qui viene indicato semplicemente come “Seq. 4”, ma nella recente edizione targata Digitmovies della colonna sonora di Genova a mano armata (1976), altro poliziottesco firmato da Micalizzi, compare col titolo di “Sambamba”. Solo quasi alla fine della tracklist si potrà tirare un po’ il fiato grazie ad un pezzo romantico per pianoforte, saxofono ed orchestra (“Seq. 17”), di cui peraltro non c’è traccia alcuna nel film, sebbene evidentemente appartenga alle medesime session di registrazione. Da non perdere la conclusiva “Seq. 18”, una specie di suite di oltre sei minuti che ripropone in una soluzione unica i momenti salienti dello score con qualche breve passaggio improvvisato dal flauto e dal pianoforte. Insomma, una OST abbastanza monocorde ma, per dirla con Tomas Milian, «gajarda e ccor botto!».
Per concludere, una menzione speciale va tributata alla confezione del CD, un elegante digipack con foglietto illustrativo e, in allegato, l’annunciato cofanetto nel quale si possono riporre e conservare tutte e tre le uscite legate al binomio Umberto Lenzi & Franco Micalizzi.