05 Ott2009
Don Zeno
Paolo Vivaldi
Don Zeno (2008)
Rai Trade / Intermezzo Media FRT 429
26 brani – Durata: 66’50”
Per la miniserie Don Zeno, diretta da Gianluigi Calderone, Paolo Vivaldi preferisce lasciare da parte l’enfasi spesso data dalla musica alle grandi imprese per virare verso un intimismo mai invasivo.
Co-prodotto da Rai Fiction e Red Film, il film tv in due puntate (in onda nel maggio del 2008) è ispirato alla vita e alle opere di don Zeno Saltini, che nel 1933 istituì Nomadelfia, inizialmente chiamata “città dell’utopia”, una formula di vita e di accoglienza a due passi da Grosseto.Una ricostruzione biografica interpretata da Giulio Scarpati su cui Vivaldi cuce un tessuto musicale che smorza i toni per farsi accompagnamento silenzioso più che commento dalle pretese semantiche – conferire plus-valore all’immagine filmica, che già da sola possiede forza maggiore rispetto a quella di altre forme narrative, quali quella letteraria –.
Il commento sonoro affidato agli archi è spesso sussurrato, non si articola in una melodia facilmente riconoscibile e qua e là procede a sussulti che ricalcano il mutare delle emozioni; ne sono esempi “Il vento di Dio”, “Il tema di Barile” e in parte l’ispirata “Ave Maria”.
La potenza orchestrale si dispiega nel più solenne “Sotto i bombardamenti” o nel virile procedere dei fiati e delle percussioni nella prima parte di “I comizi di Zeno”.
Diverte l’ironia dei crescendo e dei diminuendo dei fiati che riprendono sonorità da banda, come in “La banda del buco” o il ludico “La banda della cuccagna”, in cui l’OST perde la funzione di commento all’audiovisivo trasformandosi in parte integrante del suo valore documentario (non è la musica che ascolta lo spettatore, ma quella che effettivamente i personaggi sentono). Un discorso simile riguarda l’intermezzo suonato dall’organo in chiesa di “La vocazione”.
Fra il divertito sobbalzare dei fiati in “La macchina da cucire” e i risoluti colori scuri di “I giorni della passione”, la soundtrack s’impone come strumento che supporta validamente la regia e il testo filmico, rivelandosi forse meno adatta a un ascolto autonomo e separato dalle immagini della miniserie.