Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media
Questo mese la nostra rubrica ‘Pillole di Note’ – ossia brevi recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle nostre classiche di lunghezza più o meno variabile – dedica per la prima volta questo spazio all’etichetta svedese Moviescore Media che si occupa sia di score di ieri che di oggi da tutte le parti del mondo, con un occhio di riguardo alle giovani leve della musica applicata alle immagini.
Analizziamo l’etichetta Moviescore Media: (https://moviescoremedia.com/newsite/):

Fabrizio Mancinelli
Go For Grandma (2023)
Moviescore Media SC24009
10 brani – Durata: 23’00”
Il nostro Fabrizio Mancinelli per questo cortometraggio fantasy in stile anni ’80, diretto da Sabrina Doyle, in cui un bimbo fugge dai problemi familiari rifugiandosi nella sua smisurata immaginazione, anche grazie ad un’amorevole nonna, compone una musica orchestrale dal grande respiro sinfonico, immergendola nella pura tradizione delle colonne sonore solenni e sentimentali al contempo alla James Horner, Bruce Broughton, Alan Silvestri e John Williams dei lodevoli, per l’appunto, anni Ottanta. Esemplare il brano d’apertura “Go For Grandma”, con il suo leitmotiv silvestriano lieve, in cui archi e arpa prevalgono con una leggerezza emotiva avvolgente e vibrante, per chiudere coi fiati e gli ottoni contemporaneamente delicatissimi e celebrativi nelle configurazioni armoniche. Ogni traccia di questa partitura, che appassionerà tutti gli amanti delle soundtracks di quegli anni indimenticabili per film e colonne sonore, con portavoce cine-musicali quali E.T., Blade Runner, Ghostbusters, Ritorno al futuro, I predatori dell’arca perduta, Il tempo delle mele, La storia infinita, L’impero colpisce ancora e via via enucleando, è un florilegio, tra climax e anticlimax sinfonicamente elettrizzanti, di pagine funzionali al girato ma parecchio avvincenti al di fuori di esso: ascoltare per credere “Grandma’s Painting”, “Magic Is Real”, “On A Boat in the Middle of Nowhere” (largo sospiro tematico con horneriane asprezze finali in un crescendo drammatico fortemente rapsodico), “Are We Going To San Francisco?” (straordinaria epica volante e rarefazione intimista in un solo pezzo) e la risolutiva “Go For Grandma Suite” (gradevole amorevolezza, elevata da un violoncello solista che espone il tema con postilla allegra). Sono Queste le partiture che fanno bene al cuore e alle orecchie, tanto oltraggiate negli ultimi tempi da spazzatura sonora spacciata per roba di qualità, e non mi riferisco soltanto alla musica applicata alle immagini.

Robert Folk/T.J. Kuenster
Eddy e la banda del sole luminoso (Rock-A-Doodle, 1991)
MovieScore Media MMS24005 • Discovery Collection Vol. 22
32 brani – Durata: 64’00”
Film avventuroso d’animazione classico diretto dal mitico Don Bluth (Brisby e il segreto di Nimh, Alla ricerca della valle incantata, Fievel sbarca in America), Gary Goldman e Dan Kuenster, narrante del gallo Chanticleer fuggito dalla campagna in città per far fortuna come cantante rock, oscurando così la fattoria dove faceva sorgere il sole ogni mattina con il suo chicchirichì. Il piccolo Eddy e suoi tre amici sfidano il Re dell’Oscurità e una città piena di minacce per ritrovare il loro benevolo gallo e far tornare a splendere la luce nelle loro vite. Il veterano Robert Folk, con in curriculum un centinaio di colonne sonore, tra cui le indimenticate score per la serie demenziale Scuola di Polizia, La Storia Infinita 2, Scuola di eroi, Beastmaster 2: attraverso il portale del tempo e Ace Ventura – Missione Africa, stende una partitura spumeggiante, orchestralmente ricca come da sua caratteristica compositiva (magnifica la performance dell’impeccabile Irish Film Orchestra da lui diretta), con guizzi gershwiniani e tanto mickeymousing epico in puro stile Carl Stalling, nonché pagine jazz incontrollate – sentire per goderne le fragorose “Main Titles”, “To the City”, “The Voyage”, “The Kitty Waltz”, “City Reflections” (il pezzo più matto del CD), “Arena Chase”, “Copterjazz” e “Let There Be Light” con la fisarmonica solista e gli ottoni e archi in gran spolvero. La parte cantata con le original songs scritte da T.J. Kuenster in cui appare Glen Campbell, voce country-folk-rock del gallo protagonista alla Elvis Presley (“Sun Do Shine”, “Rock-a-Doodle”), al quale si aggiungono le voci di Christopher Plummer, il duca cattivo (“We Hate the Sun”) ed Ellen Greene (“Sink or Swim”), sono l’altra vitale chicca di questa incredibile colonna musicale. Una di quelle OST che non deve assolutamente mancare nella vostra collezione di soundtracks.
Real Jones & Michael Price
Gioco di ruolo (Role Play, 2024)
Moviescore Media MMS24001
15 brani – Durata: 38’00”
La bellissima e simpaticissima bionda Kaley Cuoco della serie cult Big Bang Theory, nel film è sposata con David Oyelowo e durante un loro ravvivante gioco di ruolo in un albergo di lusso avranno le loro vite, soltanto all’apparenza normali, sconvolte in maniera rischiosissima. Un Action inaspettato alla Nikita, puntellato efficacemente dalle iper dinamiche e rigogliose musiche del duo Real Jones (Suite francese, Rachel) e Michael Price (le serie Sherlock e Dracula), che tra sinfonismi funky-jazz Blaxploitation alla Ocean’s Eleven (“Role Play”) e martellanti pagine percussive tribali hip pop (“Blind Shootout”, “Rampage”, il rock metal di “Moment of Your Time”) fanno andare in escandescenza questa partitura. Un tema cantilenante da horror movies in “Carver’s Theme” e una traccia alla Ry Cooder sotto effetti techno synth in “Three Things” chiudono il cerchio di uno score molto stuzzicante. Affabile, misterioso e contemplativo il tema di “My Wife, My Everything”.

Nicolas Repetto
Empire Queen: The Golden Age of Magic (Inedito, 2024)
Moviescore Media MMS24009
34 brani – Durata: 2 h 14’
Film fantasy che ci proietta in un regno dove la magia è proibita e un meraviglioso trio di avventurieri intraprende una pericolosa missione alla ricerca della leggendaria Bacchetta Sovrana, indispensabile per rovesciare una regina malvagia e ripristinare la magia per tutti. Nicolas Repetto, 49enne compositore argentino, naturalizzato statunitense, con un carnet di una cinquantina di film e anzitutto corti di vario genere, scrive una partitura sinfonica che strizza genialmente l’occhiolino, con grande virtuosismo orchestrativo e compositivo tipico dei veterani della Golden & Silver Age Hollywoodiana, a quello strepitoso e florido sound fantasy-picaresco-avventuroso alla John Williams, Alfred Newman, Erich Wolfgang Korngold, James Horner, Jerry Goldsmith e Howard Shore di tutto il coté cine-musicale vicino a Hook, Il capitano di Castiglia, La leggenda di Robin Hood, Willow, La Mummia e Il Signore degli Anelli. Tracce da standing ovation, con differenti leitmotiv che si fanno epicamente strada, “The Empire Queen: Prologue and Main Title”, “Once Upon A Time”, “Serious Consequences”, “Voss and His Mercenaries” (una sarabanda circense sbeffeggiante con ingegnosi momenti di mickeymousing) e il clangore eroicamente rombante e saettante di “Satchel of Stardust, Skeleton and Ghost Chase” e “The Sword of Alerion”. Un album realmente pregno di brani dalla scrittura rigonfia, sempre intrigante e brillante. Ammaliante la coralità vocale e insigne di “The Singnet Ring and Remedium”. Un talento compositivo, quello di Repetto, tutto da scoprire e ascoltare a ripetizione.
Frédéric Vercheval
Green Border (Id., 2023)
Moviescore Media MMS24007
10 brani – Durata: 27’00”
Una famiglia di rifugiati siriani, un insegnante di inglese proveniente dall’Afghanistan e una guardia di frontiera si ritrovano tutti al confine polacco-bielorusso durante l’ultima crisi umanitaria in Bielorussia. Per la regia di Agnieszka Holland, questo pluripremiato e nominato dramma solidale viene rimarcato dall’attivo compositore belga Frédéric Vercheval con una partitura fatta di effetti synth sotterranei, da perenne astrazione opprimente, cesellata da interventi di violoncello solista che salmodia il tema dolorosissimo e affliggente (“Elegy”, “Activists”), in taluni casi utilizzato come elemento liricamente vocalizzante nelle note più alte (“Asylum”). Una costante sensazione di allarmismo diffondente aleggia su tutta la score, come una fumosa, tellurica e incendiante traccia sintetico da industrial music (“Flashlights”). Una colonna musicale che sarebbe stata in perfetta simbiosi con il visivo e sonoro del tanto acclamato film La zona d’interesse.

Emir Isilay
Until We Meet Again (Inedito, 2022)
Moviescore Media MMS24006
7 brani – Durata: 31’00”

Il compositore turco Emir Isilay, residente a Los Angeles, ha composto per questa pellicola fantasy sentimentale dalla trama più che mai imitabile – una giovane donna va a vivere in una nuova dimora che scopre essere abitata da un giovane affascinante pianista, scomparso tragicamente trentacinque anni prima, del quale, ovviamente, s’innamora – uno score linearmente costituito da un tema portante per archi e pianoforte, impalpabilmente intimo e malinconico (“Lisa and Eddie”), inzuppato di tutto quel romanticismo per filmiche Love Stories messo su pentagramma da Alan Silvestri. La porzione fantasy ectoplasmatica prende forma nel misterico brano “Eddie’s Theme”, sorretto da effetti synth fantasmatici, con un leitmotiv fin troppo già sentito, pur conseguendo un suo tetro ma fascinoso effetto sull’uditore. Altre pagine interessanti: la sospensione dolorosa di “Linda” e il bellissimo concertante bachiano “Concerto”. Isilay ha scritto musica addizionale per il videogioco Ubisoft Avatar: Frontiers of Pandora, per i film The Lost City, PAW Patrol: The Mighty Movie, lavorando in qualità di arrangiatore in Captain Marvel dei Marvel Studios.

Lasse Enersen
Abisso (The Abyss, 2023)
Moviescore Media MMS24010
12 brani – Durata: 37’00”

Il finlandese Lasse Enersen, dopo un’esperienza collaborativa in USA con compositori del calibro di Alexandre Desplat, Heitor Pereira, Trevor Rabin e Abel Korzeniowski, è ritornato in Europa continuando a comporre in proprio, o con autori quali la premio Oscar Hildur Guðnadóttir (Joker), per film e serie TV di genere, tra cui questa produzione drammatico action/thriller sulla tragedia imminente che sta per colpire una cittadina mineraria che rischia di sprofondare negli abissi più oscuri della terra. Lo score tra zimmeriani sintetismi elettronici roboanti e tellurici (“Depth’s Arrival”) e sinfonismi assaltanti (l’articolata “All For One”), con qualche cenno tematico alla Wojciech Kilar per il Dracula coppoliano (“Grit and Metal”), rilassa i toni con l’elegiaco adagio per coro, archi e piano di “Legacy of Love”, mostrando un leitmotiv cantilenante e fanciullesco, nostalgicamente dolce.

Cezary Skubiszewski
Flyways: The Untold Journey of Migratory Shore Birds (Inedito, 2023)
Moviescore Media RB04001
15 brani – Durata: 45’00”

Sulla falsariga del celebre film documentaristico pluripremiato e candidato del 2001 Il popolo migratore con le musiche di Bruno Coulais, questo documentario da noi ancora inedito, Flyways: The Untold Journey of Migratory Shore Birds, parla di un viaggio a volo d’uccello nel mondo degli uccelli costieri migratori. I più grandi atleti di resistenza del mondo volano fino a 9 giorni senza sosta e sono seguiti passo passo…anzi volo volo dalla telecamera. Le musiche del veterano compositore polacco Cezary Skubiszewski (Houdini – L’ultimo mago, Red Dog – L’inizio, la miniserie Picnic at Hanging Rock) sono di elevato spessore compositivo ed esecutivo, difatti aggiudicandosi il premio come miglior colonna sonora per documentario agli Screen Music Award. Tra pagine orchestrali, tribali, sintetiche si dipana una score con parecchie frecce al proprio arco, con un suono tra Thomas Newman (l’arabeggiante “Mauritania”), George Fenton (“Long Journey”), vero esperto di partiture per documentari naturalistico-paesaggistici, Alexandre Desplat (il tema portante sempre in “Long Journey”) e Joe Hisaishi (l’astrattismo pianistico poetico di “Flyways – Closing Credits”). Etniche divagazioni strumentali e vocali in “Back in Australia” dove il nostro compositore è nato e tornato a registrare questa partitura.

Pessi Levanto
Paranoia (Id., 2024)
Moviescore Media MMS24008
18 brani – Durata: 39’00”

Il plot del giallo horror nordeuropeo Paranoia è abbastanza classico: la giovane Lulu finisce in ospedale e vede una ragazza che chiede aiuto. Quando Lulu si sveglia, la ragazza non c’è più. Ma da qui tutto cambia nella vita della protagonista. È come se qualcuno o qualcosa la stesse seguendo. Lo score dell’iper attivo e più volte nominato compositore nordico Pessi Levanto (L’età della ragione, The Innocents) si inserisce nella tradizione classica delle musiche per film di tensione, paura e colpi di scena da trasalire sulla poltrona del cinema, con un tema principale per arpa, archi e synth (l’ottima orchestra di Budapest) assai etereo e misterioso (“Mads”, “Ride to the Gardens”, “Ending”), dai tratti emotivamente delicati (“Lulu”), via via variato o ostacolato da pagine di grande trasalimento (“Rosa”, “Coming Home”, la lunga e opprimente “Everkilde”).

Timothy Williams
Founders Day (Inedito, 2023)
Moviescore Media MMS24002
16 brani – Durata: 37’00”

Una cittadina è scossa da una serie di inquietanti omicidi nei giorni che precedono un’accesissima elezione a sindaco. Questo horror si poggia anche sulla rintronante partitura sinfo-metal di Timothy Williams, detto Tim, compositore e direttore d’orchestra statunitense pluripremiato, conosciuto per le sue soundtracks horror per L’angelo del male – Brightburn e Pearl e per la musica aggiuntiva, tra le tante, per Scappa - Get Out, Guardiani della Galassia vol. 1 e vol. 2 e Deadpool 2. Lo score procura più di un sobbalzo emotivo paurosamente aggredente tra suoni synth da incubo e interventi orchestrali sottili ma segnanti e pungenti: su tutte, le tracce “Puzzlebox”, “Dead House”, “Finish Her!” e “Knife in School”. Il leitmotiv portante vocale, metallico e techno evocativo lo si ascolta nell’iniziale e rilevante “Founders Day: Intro”.

Walter Mair
T.I.M. (Id., 2023)
Moviescore Media MMS24004
17 brani – Durata: 41’00”

Un ingegnere di protesi si trasferisce in campagna per lavorare all’ultimo prodotto della sua azienda Integrate Robotic: un’intelligenza artificiale umanoide chiamata T.I.M.: Technologically. Integrated. Manservant. Un film thriller sci-fi con le composizioni dirompenti, spaesanti, caotiche e distorcenti di Walter Mair, pluripremiato autore per colonne sonore di serie TV, videogiochi e film, che sa benissimo come usare synth e suoni orchestrali campionati all’unisono, sconvolgendo o ipnotizzando l’ascoltatore (“Timpaling”, “Unboxing T.I.M.”). Una partitura che per buona parte separata dal visivo si fatica ad ascoltare. Uno score che ad un ascolto svagato potrebbe sembrare una costola di quello di Blade Runner 2049 di Zimmer e Wallfisch per alcune soluzioni eufoniche effettate – vedi “Opening Journey – Dressing in Mirror”, “Footage” e “First Day - Listening” –.

Steffen Thum
Stockholm Bloodbath (Id., 2023)
Moviescore Media MMS24003
31 brani – Durata: 66’00”

Il giovane tedesco Steffen Thum, appartenente alla Factory zimmeriana, con all’attivo le musiche e gli arrangiamenti addizionali di blockbuster quali Top Gun: Maverick, Black Widow e Aquaman e il regno perduto, autore in proprio delle score, tra le altre, per Warning Shot e Crawl – Intrappolati, per questo crudo film storico di guerra, con la regia di Mikael Håfström (1408, Il rito) – si narra delle sorelle Anne e Freja che provano a vendicarsi degli uomini che hanno ucciso la loro famiglia, finendo a Stoccolma, dove vengono coinvolte in una lotta di potere politico tra Svezia e Danimarca che culmina in un’esecuzione di massa –, scrive una colonna musicale tagliente, ritmicamente compulsiva, infarcita di suoni sintetici, strumentali anche solistici in cui prevalgono gli archi e le percussioni tribali. Molte le pagine in stile Zimmer per action movies (“The Massacre”, “Didrik’s Dance”, “The Barn Fight” e “The Battle of Bogesund”). Coinvolgente il tema esposto in “Blodsystrar” e alcuni paesaggi sonori liturgico-corali ancestrali come in “Escape from Stockholm” e “A New Sweden”.