The Wind And The Lion
Jerry Goldsmith
Il Vento e il Leone (The Wind And The Lion – 1975)
Intrada Records MAF 7101
50 brani (25 disco 1 – 25 disco 2) - durata CD 1: 63’’49 – durata CD 2: 59’30’’

Ambientato nel Marocco agli inizi del 1900 ed ispirato in parte a fatti realmente accaduti, The Wind And The Lion (in Italia Il Vento e Il Leone), scritto e diretto da John Milius (Un Mercoledì da Leoni, Conan Il Barbaro, Alba Rossa), e interpretato da Sean Connery (007 dalla Russia con Amore, Atmosfera Zero, Gli Intoccabili) e Candice Bergen (Quelli della San Pablo, 2010 L’Anno del Contatto), gode di una delle partiture più brillanti, imponenti ed importanti della produzione di Jerry Goldsmith.
La colonna sonora composta dal celebre artista, all’epoca già autore di Chinatown, Patton Generale D’Acciaio o Il Pianeta delle Scimmie, si colloca in uno dei periodi più prolifici per l’egregio autore, fungendo quasi da manifesto di una delle sue doti più spiccate: la capacità di calarsi all’interno delle ambientazioni esotiche e mediorientali generando pagine impregnate dei caratteri più originali e radicati nelle terre dove si svolgono i fatti narrati nei film da lui musicati.
The Wind And The Lion rappresenta non solo la sua indubbia capacità nel ricreare il sapore più originale e fedele delle ambientazioni, altresì testimonia un sistema ed un’attenzione nella cura, nella ricerca timbrica, nel dettaglio e nell’orchestrazione puntuale e precisa tale da renderlo indubbiamente uno dei suoi migliori lavori, tecnicamente e artisticamente.
Il tema principale della composizione e di Raisuli (Sean Connery), “Main Title”, racchiude moltissime di queste peculiarità, che spaziano tra i sapori esotici delle percussioni e delle sfumature timbriche in perfetto stile “arabo” e il carattere eroico esposto da un motivo andante che attraverso un’esecuzione crescente d’insieme esprime vigore ed eleganza.
Il trionfo di percussioni asciutte e penetranti unito a timbriche pungenti di “The Horsemen” rappresenta uno dei momenti musicali più scarni e aridi, privi di sbavature che possano in qualche modo distogliere dall’ambientazione della pellicola. Jerry Goldsmith dimostra la sua grande attitudine nello scrivere pagine musicali in cui l’elemento timbrico rappresenta l’unità portante, e in questo brano ne fa l’unico componente, riuscendo a costruire un’atmosfera letteralmente impregnata del sapore esotico del film, che poi va a fondersi con i movimenti per l’orchestra di “The Horsemen Arrive (The Horsemen)”, generando un’esecuzione d’insieme coinvolgente e carica di sfumature timbriche di pregevole fattura, a testimonianza di una concezione di base ben ragionata e al tempo stesso naturale, spontanea, che esprime l’essenza del deserto e del sole cocente sotto al quale i cavalli cavalcano sulle dune, trasmettendo il tutto attraverso acute presenze d’archi e d’ottoni asciutti e trascinanti.
Grande importanza viene conferita alla costruzione di leitmotiv che rimandano alle atmosfere arabe, talvolta brillando di luce propria, altre volte fondendosi al tema principale, come accade in “The Riff / The Well”; un’alternanza di movimenti liberi ma fortemente radicati all’ambientazione e del tema principale, esposto da una poderosa sezione di tromboni prima, e dai corni poi, offre un’ulteriore bella visione del movimento in “Mercy” prima d’introdurre il trionfo ritmico in 4/4 di “The Camp”, forse l’arrangiamento più brillante derivante da “The Horsemen Attack”.
Goldsmith si cimenta poi nella costruzione di questa atmosfera sviluppando pizzicati e linee di fiati estremamente caldi e avvolgenti, che tendono a dipingere in “The Tent” le arie più quiete e rappresentative di queste ambientazioni, oppure in “Seat Of The Sultan” quelle più incisive senza trascurarne l’aspetto moderato, per poi sfociare in esecuzioni più maestose ed imponenti come la cadenzata “The Palace”, costruita su di una marcia crescente per timpani sulla quale l’artista costruisce un movimento ascendente per la sezione d’ottoni che esplode poi in una delicata esecuzione del motivo principale.
Anche nelle costruzioni più muscolose e prorompenti, come la coinvolgente “Raisuli Attacks / Guests Of Raisuli (True Feelings)” Jerry Goldsmith non trascura per un solo momento timbriche e costruzioni caratteristiche, riuscendo a fonderle magistralmente con le sue spiccate qualità di compositore action, generando dapprima un movimento dalle ritmiche frenetiche ma ben radicate nelle ambientazioni della pellicola, grazie all’ausilio di sfumature timbriche e strumentazioni tipiche, per poi sfociare in un delicato movimento per fiati accompagnato da una sottile presenza d’archi, sovrastata da penetranti arpeggi che nel vibrare delle corde generano note raffinate e trascinanti.
Elegante e ingentilito “I Remember (Love Theme)”, il tema d’amore della partitura che chiude il primo dei due dischi inclusi in quest’album dopo un’ultima muscolosa esecuzione in “A Bid For Freedom (Something of Value)” e l’interpretazione conclusiva del tema portante in “End Title”.
Nel secondo disco di questo album è disponibile la tracklist originale dell’LP edito nel 1975 dalla Artista Records (e successivamente stampato su CD dalla stessa Intrada nel 1992); inoltre sono presenti numerosi brani di Source Music, tutti arrangiati da Alexander Courage, tra i quali spiccano tanto i diversi arrangiamenti della marcia dei marines (“Marine Drums”) quanto quelli per le due canzoni di Stephen Foster, “Come Where My Love Lies Dreaming” e “Nelly Boy”, concepite per accompagnare la scena della cena di compleanno di Theodore Roosvelt alla casa bianca, ma non utilizzate.
La composizione di Jerry Goldsmith per The Wind And The Lion resta una delle migliori creazioni del Maestro durante gli anni ’70, al punto da valergli la nomination agli Oscar di quell’anno nella categoria “Migliore Colonna Sonora Originale”. Nello stesso anno altre pagine musicali di grande importanza parteciparono al celebre premio, tra cui Jaws (Lo Squalo) di John Williams, che vinse la competizione.
L’edizione originale del disco, della durata di 37 minuti circa, offriva una selezione soddisfacente della musica composta per la pellicola di John Milius, anche se priva di alcune pagine indubbiamente degne di lode, ma data l’età era ormai ben difficile da reperire.
Fortunatamente, grazie a questa nuova pubblicazione ad opera della Intrada, prodotta a tiratura standard e quindi al momento non soggetta a disponibilità limitata, è possibile finalmente ascoltare il lavoro completo del Maestro, arricchito delle splendide orchestrazioni di Arthur Morton e della Source Music arrangiata da Alexander Courage, accompagnato da un generoso libretto con le note esplicative di Jeff Bond e Lukas Kendall.
The Wind And The Lion è forse una delle migliori partiture degli anni ’70 firmate Jerry Goldsmith, indubbiamente manifesto del suo carattere più camaleontico, indispensabile per introdursi in terre straniere ed esprimerne i sentimenti più profondi e rappresentativi attraverso una scrittura fortemente tematica ma allo stesso tempo assai viscerale e graffiante, elemento che negli ultimi anni della sua carriera torna a far capolino in composizioni quali The 13th Warrior o The Mummy, dove, in quest’ultima in particolar modo, alcune delle soluzioni più frenetiche e tipiche delle terre mediorientali guardano moltissimo alle pagine scritte per lo splendido film interpretato da Sean Connery.