Pillole di Note: Focus sull’etichetta Plaza Mayor Company LTD

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Plaza Mayor Company LTD

Rieccovi la nostra rubrica ‘Pillole di Note’, con le sue mini recensioni di un nutrito (più o meno) numero di colonne sonore che si diversificano dalle solite nostre classiche recensioni singole di lunghezza assai mutabile.

E questo mese rianalizziamo l’etichetta francese Plaza Mayor Company LTD (https://www.plazamayorcompany.com/latestreleases):

cover the conversation plaza

Dalibor Grubacevic
The Conversation (Id. – 2022)
Plaza Mayor Company LTD SERG323
13 brani – Durata: 30’03”



Ascoltando questa corposa colonna sonora sinfonica del compositore croato Dalibor Grubacevic (leggete la nostra intervista), che dirige la LS Studio Orchestra, gli ammiratori delle partiture di Ennio Morricone e soprattutto James Horner e John Barry rimarranno entusiasti per le assonanze con le loro composizioni dal largo respiro e dal tema nostalgicamente accorato. Già dal brano d’apertura “The Conversation – Prologue” questa sensazione di ritrovarsi tra le armonie dei succitati autori di Film Music si fa vivida e fa capire quanta maestria vi è in questo 48enne compositore, con all’attivo sei vittorie a premi di settore (due proprio per questa OST) e poco più di una trentina di colonne sonore scritte dal 2005 ad oggi. The Conversation è basato sulla vera storia dell’incontro, nel giugno 1945, tra due uomini potenti con filosofie e prospettive parecchio opposte sul futuro del loro paese, avvenuto nello stesso istante in cui la guerra nei Balcani è stata vinta e i nazisti sconfitti, con l’Armata Rossa assai vicina. Una conversazione che forgerà il mondo. Altre tracce per piano solo e archi in controcanto, intensamente drammatiche, “What Came of Marija?” e “Farewell”, nonché la tensiva in levare “Forgery”. Un autore di musica applicata da tenere in considerazione.    

cover sublime plaza

Emilio Cervini
Sublime (Id. – 2022)
Plaza Mayor Company LTD SERG326
11 brani – Durata: 25’55”



Il plurinominato film drammatico Sublime racconta l’esistenza di Manuel trascorsa in una piccola città costiera. Suona il basso in una band con i suoi migliori amici. Felipe è uno di questi, con il quale spartisce una forte amicizia. Legame inscindibile, fino al momento di fare una scelta ben precisa. Il giovanissimo compositore, bassista, chitarrista e arrangiatore argentino Emilio Cervini scrive e suona, insieme ad un nutrito gruppo di musicisti – chitarre, basso, batteria, viola, violoncello, percussioni e vocalist – questa OST, per lo più composta da canzoni, tra rock, progressive e folk con sfumature alla Gustavo Santaolalla, Ry Cooder e la band messicana Manà. Le tracce più interessanti sono le strumentali “Orilla de humo”, “Cosmos” e il prog gobliniano di “Encriptado”.    

cover akelarre

Maite Arroitajauregi & Aránzazu Calleja
Il sabba (Akelarre – 2020)
Plaza Mayor Company LTD SERG275
19 brani – Durata: 27’30”



Il dramma storico Il sabba è ambientato nella campagna basca del 1609, descrivente un villaggio costiero dove, mentre gli uomini sono per mare a pescare, la ventenne Amaia decide di prendere parte per la prima volta ad alcuni balli con altre compaesane nei boschi. All’alba finiscono tutte arrestate, accusate di rituali satanici. Questa colonna sonora del duo di compositori ed esecutori Maite Arroitajauregi & Aránzazu Calleja si è aggiudicata tre importanti premi di settore: il Goya (l’Oscar spagnolo), il Platino Awards for Iberoamerican Cinema e il Feroz Awards, ES. Uno score che si focalizza sulla ripartizione tra pagine folcloriche e mefistofeliche canore femminili – alcune disturbanti in crescendo “Ez dugu nahi beste berorik”, conviviali “Festa” e demoniache “Akelarre”, tutte scritte dalla Arroitajauregi con liriche di Jon Maia ed eseguite da sei vocalist perfette nel rendere dolce e irascibile il loro inneggiare a Satana – a strumentali tragicamente intense e viscerali, con la performance ai violini, viola e violoncello dell’Alos Quartet, con il supporto di musicisti addizionali che suonano strumenti etnici e percussivi – “Epaileak” e il celtico ancestrale “Denok gaittun sorginak” –. Una OST assai interessante da concedergli più ascolti per comprenderne lo studio della strumentazione e dei canti che vi è stato dietro.

cover cave rescue
   
Olivier Lliboutry
Cave Rescue (Id. – 2022)
Plaza Mayor Company LTD SERG325
24 brani – Durata: 78’39”



La vicenda raccontata in questa pellicola drammatica, una reale corsa contro il tempo, basata su una storia vera che ha catturato l’attenzione di tutto il mondo - una squadra internazionale di subacquei d’élite si è mobilitata per salvare una squadra di calcio maschile thailandese intrappolata in una grotta a causa dell’innalzamento delle acque – è stata trasposta nel giro di due anni quattro volte. Compresa questa, la pellicola di Ron Howard Tredici vite (Thirteen Lives, 2022) con musiche di Benjamin Wallfisch, un documentario The Rescue - Il salvataggio dei ragazzi (The Rescue, 2021) con score di Daniel Pemberton e una serie tv Thai Cave Rescue - Salvati dalla grotta (2022) con partitura di Susie Bech e Austin Wintory. Questo film con le musiche del francese Olivier Lliboutry, che esegue e produce gli oltre settanta minuti di score, coadiuvato da vari musicisti thailandesi su strumenti tipici locali a fiato e percussivi, viene condotto da sottolineature sinfo-elettroniche minimali e ambient, con effetti sonori presi dal film stesso (acqua, boccaglio dei sub, etc.) che calzano alla perfezione alla drammaticità crescente delle sequenze: zimmerismi e qualche cenno al Vangelis anni ottanta in brani adeguati quali “Welcome to Chiang Rai”, “A Thai Navy Seals Mission”, “First Contact”, “The Rescue – Main Theme” e la tribale “Unsung Heroes”.

cover le lyceen

Yoshihiro Hanno
Le lycéen (Id. – 2022)
Plaza Mayor Company LTD SERG331
8 brani – Durata: 36’49”



Il plurinominato e premiato film drammatico di Christophe Honoré ai César, ai Lumiere Awards e al San Sebastian International Film Festival, con Juliette Binoche, narrante di un liceale di diciassette anni che cerca di fare i conti con le nuove sfide poste dalla morte, dalla vita, dalla città in cui risiede e dalla tentazione della resa, possiede la colonna sonora intimista per piano, tastiere ed effetti sintetici (lo stesso compositore) e archi solisti (violini, viola e violoncello) del più volte candidato compositore, regista e sceneggiatore nipponico Yoshihiro Hanno. Sei brani che esprimono smarrimento, nostalgia e dolore, dove spiccano per intensità e intimo lirismo “Bitter Hope for Three Pianos” (con dialoghi degli attori Binoche e Paul Kircher) e “Family Nostalgia”, oltre all’astrattismo vorticoso di “Lost: variation”. A compendio due canzoni: il pop electro-psichedelico anni ottanta “Electricity” di Orchestral Manoeuvres in the Dark e la notissima ballata pop “Johnny and Mary” di Robert Palmer.

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