Jurassic World - Dominion

cover jurassic world dominionMichael Giacchino
Jurassic World – Il dominio (Jurassic World - Dominion, 2022)
Back Lot Music
32 brani - Durata: 103’07’’

Arrivati all’ultimo capitolo della saga giurassica, è quanto mai opportuno ripensare al viaggio compiuto. Un percorso iniziato nel 1993 con Jurassic Park, anno nel quale il duo Spielberg-Williams firmavano due capolavori indiscussi come il già citato film cult e lo straordinario Schindler’s List. Dopo la replica de Il mondo perduto nel 1998, la saga è continuata con un terzo capitolo dove sia il regista che il compositore sono cambiati. In Jurassic Park III abbiamo trovato dietro la macchina da presa Joe Johnston mentre del reparto musiche si è occupato Don Davis (famoso per la trilogia di Matrix). Quando la saga fu riavviata nel 2015 Colin Trevorrow, chiamato alla regia, scelse il talentuoso Michael Giacchino per la stesura della partitura di Jurassic World. Il compositore italo-americano fu richiamato sia per Jurassic World - Il regno distrutto sia per l’episodio conclusivo Jurassic World - Il dominio.
Per quest’ultimo lavoro Giacchino, così come aveva fatto per i primi due capitoli, si avvale dell’iconico tema composto da John Williams inserendo materiale che già avevamo avuto modo di ascoltare nelle due precedenti partiture. Il profondo rispetto di Giacchino per il maestro Williams lo si percepisce sotto vari aspetti; non solo le sonorità e l’orchestrazione sono molto vicine a quelle del compositore newyorkese ma anche il riutilizzo di temi e leitmotiv è chiaramente un tributo nei confronti di una leggenda.
In questa sua ultima fatica, Giacchino cita sé stesso come dimostrano i primi brani dell’album; sia in “Jurassi-logos - Dinow this” che nei successivi “It’s Like Herding Parasaurolophus” e “Hay of the Locusts” troviamo materiale musicale già ascoltato nei precedenti lavori della saga. Il compositore è stato particolarmente bravo a saperli (re)inserire con le iconiche sonorità che appaiono evidenti in brani quali “A Sattler State of Affairs/Alan for Granted/Sattler?” e “I Barely Know Her”. Tuttavia la sua partitura sembra un po' più stanca e meno ispirata di quelle passate. Non troviamo elementi identificativi e innovativi nel percorso compositivo ma sembra che vi si sia adagiati su quanto fatto di buono in precedenza. Proseguendo nell’ascolto scorgiamo brani che non spiccano per peculiarità anche se alcuni rimangono nell’orecchio una volta terminato l’ascolto. Ci sono bei momenti come in “Free-Range Kidnapping” e “A-Biosyn’ We Will Go” che riecheggiano di stilemi ascoltati nel reboot di Star Trek ma non si scovano elementi memorabili. Chiaramente ci sono eccezioni come “You’re So Cute When You Smuggle” e “In Contempt of Delacourt/Dance of the Atrociraptors” dove le percussioni riescono a creare un substrato musicale di attesa sul quale presto si innesta un rocambolesco gioco di archi e di sonorità mediterranee (vista l’ambientazione del film) con alcuni momenti che ricordano le partiture williamsiane. Particolarmente ispirato appare “Da Plane and Da Cycle”, dalla grande vivacità musicale; a parte questi guizzi che ricordano e reinventano il Giacchino dei due score pregressi, quest’ultimo capitolo non sembra aver fornito materiale a cui ispirarsi. In alcuni momenti il tessuto musicale sembra dilatarsi senza trovare la giusta strada. Probabilmente in questo ha giocato un ruolo negativo l’eccessiva lunghezza dell’album. Se si fosse seguita la strategia già adottata per le prime due opere, e quindi condensare tutto in un solo CD, forse l’essenza dello score si sarebbe preservata maggiormente e l’opera in generale ne avrebbe goduto. La caratteristica che appare predominante è la discontinuità in una partitura che, in ogni caso, ha dei bei brani come “She Shoots, She Scorches” e “Gigantosaurus On Your Life” nei quali, con estrema perizia, si inseriscono sonorità tra loro differenti. Altro brano di grande spessore è “Battle Royale with Reprise/Six Days Seven Denouements” dove, come nella grande tradizione del compositore, si ascoltano trame musicali con rivisitazioni di temi che si intrecciano in maniera magistrale come era riuscito a fare nella strepitosa partitura di Star Trek. Nel chiudere la OST Giacchino non può non ritornare alle origini e citare Williams come nel grandemente suggestivo, “All the Jurassic World’s A Rage”, e nel successivo “Larry Curly and MOE” dove viene ripreso il tema del Jurassic World.
Il lavoro di Giacchino per Jurassic World - Il dominio è certamente pregevole; probabilmente non è stato ispirato come nei precedenti capitoli ma, in questo, siamo sicuri di poter dire che un’edizione eccessivamente estesa e annacquata non ha aiutato. Questa discrepanza è presente anche nelle due edizioni della colonna sonora di Star Trek; anche in quel caso la versione doppio disco non riusciva ad essere incisiva come quella del “disco singolo”. L’iconicità sta forse anche nella concisione. In ogni caso il compositore italo-americano rimane un artista di primo piano nel panorama musicale mondiale; basti pensare che nel 2022 ha già composto altre tre partiture per film importanti come The Batman, Lightyear e Thor – Love and Thunder. Questo dimostra la grande attività creativa di un compositore premio Oscar per Up, che si ritrova all’attivo lavori seriali, videoludici e cinematografici che possono certamente considerarsi ottime prove di un talento che molto deve ai maestri come John Williams.

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