Il viaggio di Capitan Fracassa

cover il viaggio di capitan fracassa trovajoliArmando Trovajoli
Il viaggio di Capitan Fracassa (1990)
GDM CD CLUB 7119
15 brani - Durata: 48’00"

Il cinema, come il teatro, ha tante funzioni nella vita di tutti i giorni. Una di queste, forse la più importante: trasportare lo spettatore in mondi lontani per vivere grandi avventure. La pellicola Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola (1990) ha decisamente questa caratteristica: è stato, forse, uno degli ultimi grandi film italiani del secolo precedente. Non solo fonde il linguaggio cinematografico e quello teatrale in una sintesi perfetta, ma soprattutto mostra un grande amore per entrambi mondi.

 

La colonna sonora è affidata ad Armando Trovajoli che, utilizzando una formazione orchestrale da camera, cerca di attenersi ad un genere musicale cinquecentesco, mantenendone l’atmosfera sognante e favolistica, per raccontare le vicende di una compagnia teatrale all’epoca della commedia dell’arte. Il primo brano, infatti, fa riferimento a “I teatranti”: non si tratta però di un’introduzione ai personaggi, ma a quella che sarà l’atmosfera della pellicola. All’inizio del film, non a caso, la cinepresa  si avvicina lentamente ad un sipario chiuso e, finché la musica non termina, resta tale: si tratta di un accorgimento teatrale, soprattutto della lirica, che serve a far immergere lo spettatore all’interno della trama e a dargli dei riferimenti che ritroverà più avanti. Una parte del tema de “I teatranti” verrà nuovamente presentato per descrivere il protagonista: un giovane molto goffo, la sua prima frase musicale è suonata da un fagotto (“Il viaggio di Capitan Fracassa”). A ciò si aggiunge un nuovo tema molto più regale con ottoni e archi squillanti (“La gioventù”). Ad affiancare Capitan Fracassa, c’è una delle maschere teatrali italiane per eccellenza: Pulcinella, interpretato nella pellicola da Massimo Troisi che ne diede un ritratto poetico, saggio e malinconico. A lui fanno riferimento i due brani più incantevoli dell’intera colonna sonora: “Musica per tutte le stagioni” e, soprattutto, “Il racconto di Pulcinella” con un bellissimo assolo di oboe e vari accenti che sembrano dipingere in pieno la lettura di Troisi sul personaggio. Una graziosa melodia delinea invece le due principali protagoniste femminili: “Isabelle et Serafina”. Il brano, dai toni tutt’altro che allegri, è rivestito di una grande malinconia per raccontare la visione pessimistica sull’amore che hanno entrambi i personaggi: la prima non avrà mai la possibilità di sposare l’uomo che l’ama, la seconda non troverà mai una persona che l’ami sinceramente. Le speranze di entrambe sull’amore, però, vengono racontate dal brano “Mais si tu m’aime”. Isabella e Serafina sebbene scenicamente siano personaggi molto diversi, sono molto più simili di quanto si pensi: la musica ne è la prova. Non mancano nella storia i toni cupi: “Il duello” e “Matamoro”. Quest’ultimo sembra quasi un requiem, non solo per lo stile più aulico, ma anche per ciò di cui vuole celebrare la memoria: un concetto di teatro superato. Il viaggio di Capitan Fracassa e la sua colonna sonora non fanno riferimento solo all’effettivo viaggio del protagonista o a quello dello spettatore nel vedere la pellicola, ma sono entrambi un vero atto d’amore nei confronti del cinema e del teatro.

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