Quei disperati che puzzano di sudore e di morte
Gianni Ferrio
Quei disperati che puzzano di sudore e di morte (1969)
Digitmovies CDDM 149
40 brani - durata: 73'58"

Per Quei disperati che puzzano di sudore e di morte, noto anche con il titolo spagnolo di Los Desperados, Gianni Ferrio ha composto una partitura tesa, drammatica, lacerante, dove è evidente la volontà di prendere le distanze dall’allora breve tradizione musicale del western all’italiana.
Del resto anche il film, diretto da Julio Buchs e di concezione prevalentemente spagnola, cerca di evadere dai soliti canovacci: più che di un vero e proprio western si tratta di un mélo ambientato ai confini con il Messico e animato da personaggi la cui perseveranza nelle passioni ha qualcosa di tragicamente ineluttabile. La via spagnola al western è infatti più incline di quella italiana a conferire alle storie accenti da tragedia, limitando per quanto possibile le concessioni alla violenza esplicita. Il titolo si riferisce alla banda di reietti radunata da John Warner, soldato sudista disertore per amore e deciso a vendicarsi di tutti coloro che hanno lasciato morire la sua donna e il figlio appena nato, a cominciare dal padre di lei, tale don Pedro Sandoval, uomo brutale e spietato.
L’intenzione di dare allo score un originale e ispirato taglio neoclassico si intuisce dal diffuso impiego dell’orchestra e dai frequenti passaggi affidati alla chitarra a corde di nylon, strumento per una volta meno incline a ripercorrere le sonorità folk e più influenzato dalla tradizione colta. L’esposizione solistica di “Notturno a Toiuca” lo dimostra a chiare lettere data la sua somiglianza con uno studio di Fernando Sor o di Francisco Tarrega. Una netta percezione dell’impostazione voluta dal musicista nel commentare il dramma familiare del protagonista è ricavabile dall’ascolto del triste e delicato adagio per archi di “Tema per un amore”, degli evocativi tocchi di chitarra solista di “Discorso d’amore”, del dialogo tra due chitarre ombrose e malinconiche di “Ritorno a «Los Cedros»”. Per accompagnare adeguatamente il tono ossessivo del film e il suo climax da tragedia, ecco invece la tensione ritmica e la forza d’urto di “Tema per una vendetta”, “La vendetta di John” e “Quando tutto finisce”, pervasi da cori epici, grandi assoli di tromba e imponenti stacchi orchestrali.
La lunga tracklist è divisa in due sezioni distinte: i primi 18 pezzi in mono presentano le versioni prive di titoli composte per le sequenze del film, i rimanenti 22 riguardano quelle in stereo inserite in precedenti pubblicazioni in LP o CD. Le due parti non sono perfettamente speculari dal momento che i brani hanno un montaggio differente e in alcuni casi discordano in velocità o anche negli arrangiamenti. Ad esempio, l’insinuante e misteriosa “Seq. 1 - Titoli” viene proposta con l’aggiunta di flauti riverberati e di rintocchi di campane che mancano nelle corrispondenti variazioni della seconda parte, tra le quali citiamo “Quei disperati…” e “Oltre il confine”.
Gianni Ferrio, veterano del western e per nulla ripetitivo nel suo approccio al genere, ci offre complessivamente un lavoro di ampia varietà tematica formato da episodi brevi – quasi tutte le tracce durano meno di tre minuti – ma di grande intensità melodica. L’unico aspetto negativo riguardante il volume estremamente basso delle registrazioni non è tale da svilire il giudizio globale: un gran bel disco da aggregare senza indugi alla propria collezione.