Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records - Parte 2

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records - Parte 2
La rubrica ‘Pillole di Note’, le mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records in questa nuova seconda parte (https://lalalandrecords.com/):

Craig Armstrong
Love Actually - L’amore davvero (Love Actually, 2003)
La-La Land Records LLLCD 1581
33 brani – Durata: 62’00”

E’ un film che amo tantissimo rivedere - e non solo nel periodo natalizio ad esso più consono data la trama e relativa ambientazione durante le Feste di Natale a Londra (non soltanto, visto che le vicende di alcuni personaggi si dipanano anche in USA (Wisconsin) e a Marsiglia) - perchè mi diverte, mi commuove e mi esalta non poco, anche grazie ad un parterre strepitoso di attori (Colin Firth, Liam Neeson, Emma Thompson, Alan Rickman, Hugh Grant, Keira Knightley, etc. etc.), una sceneggiatura e regia di ferro di Richard Curtis e canzoni eccezionali - da Dido, Norah Jones, Otis Redding a Gabrielle, Maroon 5, The Beach Boys e via citando, dove a farla da leone è la struggente e straziante “Both Sides Now” di Joni Mitchell che chi ha guardato la pellicola tante volte sa per quale motivo (la sequenza della scoperta del tradimento del marito, il compianto Alan-”Piton”-Rickman, da parte della moglie Emma Thompson) - nonché la bellissima colonna sonora originale di Craig Armstrong (Romeo+Giulietta, Moulin Rouge! e Il grande Gatsby), intensamente romantica, nostalgica e intima sotto molteplici aspetti.
Finalmente, dal 2003 ad oggi, dopo quasi vent’anni, viene pubblicata in versione integrale, con ben 5 bonus extra di additional music, tra cui due versioni della spassosa e pruriginosa “Christmas Is All Around” eseguite dall’attore Billy Mack, nel ruolo di una vecchia leggenda del rock (cover in versione natalizia di una canzone dei The Troggs, la famosa hit “Love Is All Around”). Così possiamo godere appieno della partitura nei suoi 62’ totali di durata, rispetto agli esigui, seppur selezionati bene, due brani presenti (“Glasgow Love Theme” e “PM’s Love Theme”) all’interno dell’album di canzoni e score della Island Records Group (Universal) nell’anno di uscita del film. Archi, piano, chitarra acustica, fiati per inneggiare all’amore ‘davvero’ come descrive bellamente il sottotitolo italico: brani esemplari (tutti!) “Jamie Leaves Aurelia”, “Glasgow Love Theme”, “Sarah and Karl Go Wrong”, “Portuguese Love Theme” e “Harry & Mia”. Lo score sentimentale per antonomasia!

Dimitri Tiomkin
La vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life, 1946)
La-La Land Records LLLCD 1581
33 brani – Durata: 62’00”

Un Classico dei Classici: La vita è meravigliosa di Frank Capra (4 nomination agli Oscar e un Golden Globe alla regia) - ovvero l’intramontabile Golden Age Hollywoodiana - con James Stewart, uomo d’affari assai frustrato che tenta il suicidio e viene soccorso da un Angelo del Paradiso che gli fa comprendere quanto la ‘vita sia meravigliosa’, mostrandogli cosa sarebbe stata l’esistenza della sua città senza la sua presenza; insomma un capolavoro conclamato e un classicone di Natale (ancora in tema dopo la recensione di cui sopra sullo score di Armstrong).
Con le musiche composte e dirette da uno dei grandi veterani di Hollywood, Dimitri Tiomkin (Duello al sole, Mezzogiorno di fuoco, Il delitto perfetto, Il gigante, La battaglia di Alamo e Un dollaro d’onore) che sondano tutte le dinamiche psicologiche di questa fiaba drammatica e sentimentale dai risvolti pessimisti che, pur nel lieto fine (il famoso ed evergreen ‘Happy End’ di Hollywood), lasciano un certo amaro in bocca che non motivo per coloro che ancora oggi non ha visto questo gioiello di pellicola. Tracce quali “Ski Run”, “George and Dad”, “Main Title/Heaven”, “Love Sequence”, “Auld Lang Syne/End Title” e la vocal “It’s a Wonderful Life” come bonus track (sentite che bellezza la suite dei temi nella “Trailer Music” in coda all’album!), attraverso anche l’uso intelligente e a tratti velato di interpolazioni di musica classica, folk e popolare tradizionale (Bach, Gounod, Chopin, Mendelssohn, Irving Berlin, l’inno USA, etc. etc.), riescono ad esprimere perfettamente tutti gli stati d’animo, non esclusivamente del protagonista, lo straordinario e intenso Stewart, anche delle sue ottime controparti (Donna-’Mary Hatch’-Reed e Lionel-’Mr. Potter’-Barrymore), facendo sì che lo score esplichi il suo scopo primario: il ‘non detto’ rispetto alle immagini e ai dialoghi.

Alfred Newman
Il diario di Anna Frank (The Diary of Anne Frank, 1959)
La-La Land Records LLLCD 1562
CD 1: 23 brani – Durata: 75’46”
CD 2: 21 brani - Durata: 66’56”

Proveniamo da un caposaldo della cinematografia di Hollywood dell’Età d’Oro musicato da uno dei grandi autori di musica per film, Tiomkin, e giungiamo ad un altrettanto composto da uno dei maggiori compositori dell’Ottava Arte, tale Alfred Newman (1900 - 1970) nominato 44 volte agli Oscar, aggiudicandosene ben 9 in carriera, oltre ad una moltitudine di svariati riconoscimenti ugualmente autorevoli, annoverando oltre 200 titoli di pellicole che hanno saputo spaziare tra i generi con una genialità di intenti musicali oltreoceano al pari di Bernard Herrmann (il padre reale della Film Music), Jerry Goldsmith, Franz Waxman, Miklós Rózsa e John Williams: è giusto menzionare, oltre a questa recensita de Il diario di Anna Frank, Quando la moglie è in vacanza, L’amore è una cosa meravigliosa, La tunica, La conquista del West e Airport.
Newman, che ricordiamo essere padre di Thomas e David, fratello di Lionel ed Emil e zio di Randy, casta eccelsa di compositori di musiche per il cinema e la tv, come di rado accade ed è accaduto nella Settima Arte, scrisse una partitura candidata agli Oscar - il film drammatico biografico per famiglie di George Stevens con Millie Perkins su otto nomination portò a casa il premio come miglior attrice non protagonista, Shelley Winters, miglior fotografia in b/n e miglior scenografia in b/n - densissima, incantevole, epicamente romantica e appassionata. Ne sono a dimostrazione brani quali “Erika”, “The First Kiss”, “Date With Peter”, “Prelude” e, comunque, l’integralità della OST, qui presentata su doppio CD, con album originale, score completo e musica addizionale, così da poter rivivere una delle storie tra le più filmate nel Cinema e in TV, quella della povera ebrea Anna Frank che, durante la seconda guerra mondiale, deve nascondersi insieme ai genitori nei Paesi Bassi occupati dai nazisti.

Jerry Goldsmith
Goldsmith at 20th Vol. IV: Roger dei cieli (Ace Eli and Rodger of the Skies, 1973) / Tora! Tora! Tora! (Id. - 1970)
La-La Land Records LLLCD 1563
CD 1: Ace Eli and Rodger of the Skies 32 brani – Durata: 75’23”
CD 2: Tora! Tora! Tora! 21 brani - Durata: 56’00”

La serie di “Goldsmith at 20th” giunge al quarto volume (le altre tre le abbiamo già recensite nella medesima rubrica le volte scorse) con due partiture integrali: il dramma Roger dei cieli del 1973 con Cliff Robertson ed Eric Shea, il bellico Tora! Tora! Tora! del 1970 con Martin Balsam, Joseph Cotten, Jason Robards, vincitore dell’Oscar per i migliori effetti speciali visivi. Il grandissimo Jerry Goldsmith, nel momento più aureo della sua arte compositiva per cinema e televisione, che parte dalla fine dei ‘60 e giunge sino alla fine degli ‘80 primi ‘90, scrisse due partiture agli antipodi: quella di Ace Eli and Rodger of the Skies - ascolta tracce “Ace Eli and Roger of the Skies Main Title”, “Packin’ Up”, “An Act of Frustration”, “Final Flight Part I” and “Temp Theme For Ace Eli” - mostra i tratti distintivi del compositore losangelino (1929 - 2004), ossia ariosità (piano, chitarra acustica e tromba in primis su archi morbidi), romanticismo, elementi pop alla Burt Bacharach e un’ironia sempre tagliente anche nelle pagine più drammatiche, per questa storia che racconta di un padre stunt del volo aereo che instrada il figlio sulla stessa carriera; quella del noto film di guerra Tora! Tora! Tora!, già pubblicata in edizione estesa dalla La-La Land nel 2011, e qui riportante la stessa track list, è una di quelle score per questo genere di pellicola ampiamente frequentato da Goldsmith nella sua filmografia (Patton, In Harm’s Way, The Blue Max, The Sand Pebbles, Morituri, MacArthur, Inchon e molti altri) che si divide tra sperimentalismo percussivo, sotterraneo e dissonante (“The Chancellery”, “Mt. Niitaka”, “Pre-Flight Countdown”) sullo stile seriale concepito per il capolavoro Il pianeta delle scimmie e un tema orientale oscuro e serioso (“Tora! Tora! Tora! Main Title”, “Disagreement”, “Imperial Palace”), anche se può risultare rispetto ad alcune trovate timbriche e ritmiche più convenzionale se raffrontata con quella sfilza di pellicole belliche succitate tra parentesi.

Jerry Goldsmith
Star Trek (Star Trek: The Motion Picture, 1979)
La-La Land Records LLLCD 1579
CD 1: 23 brani – Durata: 77’45”
CD 2: 21 brani - Durata: 78’45”

La-La Land Records nel 2012, in collaborazione con Sony Music e Paramount Pictures, pubblicò l’edizione definitiva di una delle colonne sonore fantascientifiche (insieme a Star Wars) più belle, immortali e iconiche della Settima & Ottava Arte in simbiosi: un cofanetto deluxe in 3 CD dedicato interamente a Star Trek: The Motion Picture, composta e diretta nel 1979 dal leggendario Jerry Goldsmith. Il primo viaggio sul grande schermo, direttamente proveniente dal piccolo schermo, della celebre astronave Enterprise e del suo equipaggio composto, tra gli altri, dal Capitano Kirk (William Shatner) e da Mr. Spock (Leonard Nimoy). Saga nata dalla mente fulgida di Gene Roddenberry con il tema della sigla di testa, altrettanto iconico, scritto da Alexander Courage. L’etichetta in esame mise alle stampe un’edizione sontuosa che fece la gioia di tutti i trekkies e dei fans della musica per film: un’incisione completamente restaurata, remixata e masterizzata dal fonico Bruce Botnick - il sound engineer di Goldsmith per oltre trent’anni - a partire dai master multi-traccia di prima generazione, recuperando così il nitore della registrazione originale.
Questa nuova versione di due CD, a differenza di quella del cofanetto da 3 CD, presenta la versione integrale della partitura, l’album originale del 1979 e qualche brano addizionale (10 in tutto); mancano all’appello altri pezzi addizionali e le versioni “preliminari” che Goldsmith scrisse prima di giungere alla composizione del tema principale cult. Per una disamina attenta sulla partitura e le sue innumerevoli e pregevoli qualità compositive innegabili, che hanno fatto scuola nel panorama della musica applicata alla materia sci-fi sullo schermo, vi rimandiamo alla recensione del nostro redattore Valerio Mastrangeli: leggi qui

Leo Birenberg & Zach Robinson
Cobra Kai – Stagione 4 (Id. - 2022)
La-La Land Records LLLCD 1585
CD 1: 32 brani – Durata: 57’44”
CD 2: 43 brani – Durata: 68’46”
Come per le precedenti recensioni delle prime tre stagioni che trovate qui: stagione 1 e stagione 2 & 3, anche in questo caso la prima cosa che mi sovviene da esprimere è che gli estimatori delle colonne sonore di culto degli anni Ottanta avranno di che gioirne nell’ascoltare questa ennesima riprova di bravura, citazionismo e confezione accurata da parte del duo compositivo Leo Birenberg & Zach Robinson per questa quarta stagione dello spin off televisivo della saga filmica di Karate Kid, Cobra Kai. Nelle oltre due ore di score su due CD potrete sollazzarvi uditivamente e reiteratamente, grazie alla curatissima dovizia di intenti e avvolgente divertissement da parte dei due compositori, in pagine con l’acceleratore spinto al massimo dell’action scoring più rigoglioso o attraverso pause sonore inzuppate di estrema riflessione morale e amorosa, così sondando a 360° tutte le dinamiche compositive e psicologiche dei vari episodi della serie. Un lavoro certosino e piacevolissimo - Budapest Scoring Orchestra e synth anni ‘80 in un mix azzeccato - dove il flusso di brani diventa un excursus musicale assai coinvolgente e unitario e, come accaduto nelle precedenti analisi di questa OST, superfluo menzionare una traccia piuttosto che un’altra. Ma se siete pignoli e desiderate proprio che ve ne citi qualcheduna, allora la canora “The Moment of Truth” scritta da Bill Conti, Dennis Lambert e Peter Beckett, cantata da Carrie Underwood, “Land A Hit”, “Dungeon Lord”, “It’s Karate Time”, “Victory” e “Dueling Speeches”.

Shirley Walker & John Carpenter
Fuga da Los Angeles (Escape From L.A., 1996)
La-La Land Records LLLCD 1578
31 brani - Durata: 78’58”

John Carpenter nel 1996 decide di dare un seguito al suo cult fantascientifico distopico 1997: fuga da New York in cui stavolta Jena Plissken giunge nel 2013 in una Los Angeles semi devastata da un fortissimo terremoto, con la missione di scovare un dispositivo che potrebbe provocare la fine del mondo. Le musiche, col tema portante divenuto iper iconico di Carpenter e Alan Howarth preso dal primo film del 1981, in questa occasione meno elettronico e più rock, sono del regista newyorkese e della fidata Shirley Walker (1945 - 2006) che aveva già scritto per il creatore di Halloween, La cosa e Grosso guaio a Chinatown lo score di Avventure di un uomo invisibile (1992). La Walker (Batman - La maschera del fantasma, Flash, Final Destination) con Carpenter, in questo album del 25° anniversario del film con una moltitudine di pezzi inediti, cuciono sulle immagini action-sci-fi una partitura metal-sinfo-folk-rock, un potpourri tra Ennio Morricone dei western spaghetti, ballate folk alla Jon Bon Jovi, metal-rock alla Iron Maiden e Metallica ed eroismo sinfonico anni ‘80 -‘90 da serie d’azione alla A-Team o McGyver, il tutto mescolato egregiamente: ascoltare per credere brani quali “Escape from New York - Main Title”, “Queen Mary/Hang Glider Attack”, “Helicopter Arrival” (traccia vigorosamente superba a dimostrazione della bravura sempre troppo poco riconosciuta della Walker), “Texas Switch/Fire Fight” e “Snake Arrives/Deportees”.

Bear McCreary
Call of Duty - Vanguard (Id. - 2021)
Sparks & Shadows SNS4040
23 brani - Durata: 78’34”
Call of Duty è un franchise di videogiochi sparatutto in prima persona pubblicato da Activision. Dal suo esordio con battaglie videoludiche ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale si è giunti alla Guerra Fredda sino a toccare mondi del futuro e lo spazio intorno a noi, acquisendo un totale di 19 titoli tra serie originaria e spin off vari ed eventuali. Il titolo più recente, Call of Duty: Vanguard, è stato rilasciato il 5 novembre 2021 con lo score firmato da Bear McCreary (Battlestar Galactica, The Walking Dead, Outlander, Godzilla: King of Monsters). Il musicista e compositore statunitense realizza una partitura adrenalinica col pedale dell’acceleratore pigiato a manetta, lasciando col fiato sospeso l’ascoltatore dal primo all’ultimo brano (uno su tutti il lungo “Into The Lion’s Den” e “The Gun Battery” in cui spicca l’eroico tema principale sinfo-rock), con esecuzione al cardiopalma della London Session Orchestra diretta da Cliff Masterson e alcuni straordinari e virtuosi interventi solistici del violino, violoncello, contrabbasso e basso elettrico. “Polina’s Vengeance” è un pezzo zimmeriano nel suo crescendo ritmico convulsivo alla Pirati dei Caraibi che è la summa concettuale di tutta la colonna sonora, con quel violino e violoncello a battagliare stupendamente l’un l’altro in un’apoteosi da vera sarabanda compositiva da applauso infinito.