Piero Piccioni - A Modern Gentleman
Piero Piccioni
Piero Piccioni - A Modern Gentleman (2021)
CAM Sugar/Decca Records CS008
Lato A: 7 brani
Lato B: 8 brani
Lato C: 6 brani
Lato D: 5 brani
Tra i primi compositori a sdoganare il jazz in Italia, non solo nelle colonne sonore, Piero Piccioni (Torino, 6 dicembre 1921 – Roma, 23 luglio 2004), è protagonista di un doppio LP intitolato giustamente “A Modern Gentleman”. L’occasione è stata il centenario della nascita di uno dei più significativi autori italiani del ‘900, artista di popolarità mondiale non sempre ricordato adeguatamente dalla critica di settore e dai conservatori.
Non vanno dimenticati il suo ruolo nel dare una nuova impronta sonora al Jazz di casa nostra e il suo aver plasmato, intenzionalmente o inavvertitamente tanti emuli più o meno degni; ancora oggi proliferano furbi saccheggiatori delle sue musiche, in ambiti non solo cine-musicali. La selezione organizzata per questo album, ventisei brani tratti da altrettante pellicole di genere diversi, dimostra l’ampia poliedricità di scrittura di questo grande Maestro, che sapeva passare con spiccata disinvoltura dalla commedia (Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’Agosto, In viaggio con papà, Io e Caterina, Il mondo di notte n. 2, 3 notti d’amore, Io so che tu sai che io so, Rag. Arturo De Fanti, bancario precario, Toh, è morta la nonna, Riavanti… Marsch!, Addio, Alexandra) allo spionistico (Niente rose per Oss 117), dal drammatico (Un tentativo sentimentale, I dolci inganni, Una vita violenta, La notte brava, Per questa notte) al documentaristico (Città e campagna, L’Italia vista dal cielo – Emilia Romagna – Marche, Fratello mare), dal gangsteristico/poliziesco (Lucky Luciano, Tre per una rapina, Mani in alto, L’assassino) all’erotico (Il comune senso del pudore, Le altre) ed il peplum (Il figlio di Spartacus). Per un’ora abbondante si rimane esterrefatti per la vena sempre brillante, per quel tema o inciso subito riconoscibile, per la modernità e varietà dei linguaggi musicali, per la dote speciale di sapersi contornare di musicisti di elevata bravura e per quel virtuosismo esecutivo capace di rendere ogni leitmotiv qualcosa di unico (ad esempio, i vocalizzi solisti di Nora Orlandi e del suo coro). In scaletta, ben sei inediti e nove tracce pubblicate per la prima volta su vinile; gli elogi per il compilatore Pierpaolo De Sanctis e per l’editing di Andrea Fabrizi ci stanno tutti.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 439 – Febbraio 2022