Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records
‘Pillole di Note’, le mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records: (https://lalalandrecords.com/):

Christophe Beck, Shawn Clement, Sean Murray, Thomas Wander, Robert Duncan & Carter Burwell
Buffy l’ammazzavampiri – Serie TV & Film (Buffy The Vampire Slayer, 1997 – 2003/1992)
La-La Land Records LLLCD 1445
CD 1: 38 brani – Durata: 77’54”
CD 2: 21 brani – Durata: 77’16”
CD 3: 30 brani – Durata: 78’15”
CD 4: 38 brani – Durata: 75’14”

Quasi trecento e rotti minuti di “sanguinolente” note vampirizzate in questo quadruplo CD interamente dedicato alle avventure in punta di canini affilatissimi della più celebre ammazzavampiri del piccolo schermo, la bella, atletica, forzuta, bionda e tenace sedicenne Buffy: in TV interpretata da Sarah Michelle Gellar e al cinema da Kristy Swanson cinque anni prima della messa in onda del primo episodio di ben sette stagioni spalmate in otto anni. Ideata dall’autore di culto Joss Whedon (sue le serie cult, come questa, Firefly e lo spin off di Buffy, ossia Angel, nonché regista dei primi due Avengers), che ha scritto la sceneggiatura del film del 1992, questa serie anni ’90 viene considerata – come lo descrive il ‘Dizionario dei Telefilm l’Universale’ Le Garzantine – “…una sublime serie en travesti: sotto le mentite spoglie di un telefilm giovanilistico si è celato il serial più destabilizzante d’inizio secolo”. Descritto anche come il serial più “Lynch-iano” dello stesso Twin Peaks, questa dark-horror-comedy-fantasy-sci-fi supercult annovera le musiche, in primis, di Christophe Beck (Una notte da leoni, Ant-Man, Frozen), vincitrici di un Emmy: il telefilm ha ottenuto nove Saturn Awards (gli Oscar della fantascienza) e tre Emmy, più una sequela infinita di nomination e premi di settore.
Beck ha cosparso le sue ottime musiche su molte stagioni e tanti episodi, ed è stato supportato dalla presenza dei colleghi Shawn K. Clement, Sean Murray, Thomas Wander, Robert Duncan, che hanno seguito le sue direttive compositive nello scrivere i loro commenti, e dalla sigla rock scritta dai Nerf Herder (una band formata da sei musicisti). La mole di score sinfo-elettronica composta è di quella da far restare a bocca aperta per idee, incisi, temi action-tensivi-romantici, non solo per chi ha amato la serie visceralmente (da vero ‘addicted’ seriale): pagine che adrenalinicamente e sentimentalmente (e oniricamente) si svelano, si confondono, si mescolano e si insinuano dentro l’uditore con quella giusta carica ‘scary’ emozionale che ha reso questa serie quell’Iper Cult che tutti conoscono e amano ancora oggi.
La pellicola ispiratrice del 1992, con il villain Rutger Hauer e il cacciatore di vampiri Donald Sutherland e un giovanissimo Luke Perry (nonché una comparsata di Ben Affleck giocatore di basket al liceo), abbastanza brutta e ridicola, a tratti veramente noiosetta (nulla a che vedere con i risultati entusiasmanti della serie omonima), vede al comando dello score, prettamente elettronico e figlio dei suoi tempi, il veterano Carter Burwell (Fargo, Twilight, Il Grinta, Tre manifesti a Ebbing, Missouri), presente nel quarto CD nella versione integrale di 15 tracce.

Shuki Levy, Haim Saban & Erika Lane
He-Man e i dominatori dell’universo (He-Man and the Masters of the Universe, 1983 - 1985)
La-La Land Records LLLCD 1347
CD 1: 53 brani – Durata: 69’26”
CD 2: 58 brani – Durata: 60’56”
Doppio album più per collezionisti completisti e amanti assolutisti della serie a cartoni animati anni ottanta, perché se ne dovessi descrivere le qualità compositive – cosa che tra l’altro sto facendo in questa sede – la questione si ridurrebbe (e si riduce) ad una sufficienza giusta e imposta per premiare gli intenti ultra-pop kitsch sintetico-eroici, assai condizionati sonoramente dal periodo in cui scrissero gli score, dei tre compositori assunti a commentare le gesta del nostro mitico He-Man, l’uomo più potente dell’universo che lotta contro le forze malevole dell’antagonista Skeletor per salvare il pianeta Eternia e proteggere i segreti del Castello di Grayskull.
Serie animata super cult come la suddetta non animata di Buffy, che ha generato un filmetto anch’esso ultra kitsch con Dolph Ludgren (He-Man) e Frank Langella (Skeletor) del 1987 con score williamsiano di Bill Conti, lo spin off She-Ra, la principessa del potere (1985-1987) con la OST di Shuki Levy, Haim Saban e Lou Scheimer e una recente serie animata del 2021 con musiche di Michael Kramer e un’altra del medesimo periodo intitolata Masters of the Universe: Revelation su Netflix con partitura di Bear McCreary.
I compositori Shuki Levy, Haim Saban ed Erika Lane si sono seriamente divertiti a collezionare una sequela infinita di motivetti ‘videoludici’, disco music, altamente pop, dove spadroneggia il leggendario tema eroico ed iconico vocale della sigla di testa e di coda “He-Man” che tanti ragazzini (compreso il sottoscritto) ha ringalluzzito all’epoca, facendogli credere di essere superforti e supereroici come il nostro potente, coraggioso e imbattibile He-Man insieme alla fedele tigre Battle-Cat. Una sigla che rievoca proprio lo stile di quelle dinamiche ed eroiche dei telefilm d’azione anni settanta e ottanta. Altro tema, ingenuamente stupidino, quello dedicato ad Orko, appartenente alla razza dei trollan (tunica rossa ed un cappello, volto nascosto dietro una sciarpa), che si trova tra le fila degli amici buoni del protagonista.

John Williams, Lyn Murray, Paul Sawtell, Robert Drasnin
Kronos (The Time Tunnel, 1966 - 1967) – Volume 1
La-La Land Records LLLCD 1559
CD 1: 31 brani – Durata: 67’49”
CD 2: 27 brani – Durata: 61’59”
CD 3: 39 brani – Durata: 63’24”


John Williams, Leith Stevens, Joseph Mullendore, Paul Sawtell, Robert Drasnin, Lionel Newman e George Duning
Kronos (The Time Tunnel, 1966 - 1967) – Volume 2
La-La Land Records LLLCD 1566
CD 1: 29 brani – Durata: 59’21”
CD 2: 27 brani – Durata: 54’35”
CD 3: 41 brani – Durata: 59’21”

La-La Land Santa Subito!!! Se non ci fosse stata questa lungimirante, attenta e ardimentosa etichetta statunitense ad oggi non potremmo aver visto realizzati molti dei nostri desideri di collezionisti irriducibili e perfezionisti della Colonna Sonora. Grazie a MV Gerhard e Matt Verboys di Burbank in California non avremmo capisaldi – reali meraviglie della Film & TV Music del passato e del presente – in edizioni integrali su CD che tanto abbiamo agognato negli anni, soprattutto ai nostalgici tempi in cui internet non esisteva e si acquistavano con ricerca archeologica e molto difficoltosa ma pur sempre affascinante (se si trovavano) i vinili e le musicassette, in seguito i compact disc, nei negozi di dischi o per passaparola oltreoceano tramite riviste specializzate, attendendo parecchi lustri prima che ti arrivassero sulla soglia di casa.
E questi due volumi della serie fantascientifica Kronos, al secolo e in originale The Time Tunnel andata in onda dal ’66 al ’67, ne sono un magistrale esempio: protagonista una macchina del tempo che permette ai suoi creatori-scienziati di andare avanti e indietro tra passato e futuro per vivere avventure ai limiti dell’incredibile; ideata, scritta e diretta da quel Irwin Allen, definito il “Jules Verne della fantascienza televisiva”, che ha elargito al tubo catodico telefilm quali La terra dei giganti, Lost in Space e Viaggio in fondo al mare (tutte soundtracks complete pubblicate sempre dall’etichetta in esame e da noi in parte già recensite).
Le partiture molto descrittive degli avvenimenti narrati nelle trame di ogni episodio, tra pagine action, eroiche, suspance, tetre, pompose, empiriche, alienanti e solo in casi sporadici romantiche o quiete, sono ‘figlie del loro tempo’, tutte sinfoniche e con sperimentalismi innovativi per l’epoca, oggi dal sentire assai datato (logicamente), ad opera del premio Oscar John Williams (quando si firmava Johnny) e dei competenti artigiani Lyn Murray, Paul Sawtell, Robert Drasnin, Leith Stevens, Joseph Mullendore, Lionel Newman e George Duning, tutti in perfetta linea con lo score e l’underscore tracciato dall’autore delle future colonne sonore di culto per Star Wars e Indiana Jones, tra le tantissime iconiche in carriera. Un ascolto consigliato di oltre sei ore sparse nei due volumi e molto attento per non perdere quelle sottigliezze tematiche e strutturali che erano capaci di mettere in atto tutti questi eminenti compositori con tempi di consegna e organici orchestrali ridotti, tirando fuori Signore Score che ancora odiernamente fagocitano in un sol boccone quelle dei colleghi che si cimentano con il medesimo genere, senza brillare, in molti casi, per idee.
Piccola precisazione per dovere completistico: le OST delle produzioni di Irwin Allen, prima delle accuratissime edizioni della La-La Land ancora più estese e integrali, erano uscite in un favoloso box della GNP Crescendo nel 1996, oramai quasi irreperibile e assai costoso da rintracciare su eBay.

Elliot Goldenthal
Alien 3 (Id. - 1992)
La-La Land Records LLLCD 1454
CD 1: 25 brani – Durata: 75’05”
CD 2: 22 brani – Durata: 75’03”
Non posso mai dimenticare che per uno dei miei primi corti giovanili, ancor prima di decidere di frequentare definitivamente a Roma una scuola di cinematografia per coronare il sogno di diventare un regista (cosa che poi feci), una volta terminato e montato usai come musica di commento alle scene d’azione – era un corto intitolato Alien Fear, girato in Sicilia, mia terra natia, con amici d’infanzia e di liceo come attori ed effetti speciali ultra artigianali (l’alieno del titolo) realizzati dal sottoscritto con la plastilina – proprio la colonna sonora ivi recensita, Alien 3 del premio Oscar Elliot Goldenthal (Frida, Heat - La sfida, Batman Forever, Batman & Robin, Intervista col vampiro). Una partitura seminale, che striscia sotto pelle facendoti percepire quel senso di claustrofobica paura e attanagliante paesaggio sonoro di morte perpetua come descrivono le scene di questo terzo capitolo per la regia di David Fincher, crepuscolare e funereo oltre ogni dire, della celeberrima saga aliena xenomorfa messa in scena per la prima volta da Ridley Scott nel lontano 1979 con le musiche altrettanto seminali di Jerry Goldsmith.
Ad oggi la saga consta di quattro capitoli principali, due prequel e due crossover, musicati, in ordine, dal summenzionato Goldsmith, James Horner, l’esaminato Goldenthal, John Frizzell, Marc Streitenfeld, Harry Gregson-Williams, Jed Kurzel, Harald Kloser e Brian Tyler. Il primo CD si apre con il tema di Alfred Newman del logo famoso della 20th Century Fox, che a partire dai primi anni ‘90 fa la sua comparsa in una versione ingegnosamente “alterata”, deformata armonicamente nelle ultime battute, e affidata ad introdurre pellicole horror e sci-fi: tutto ciò grazie proprio a Goldenthal, uno dei migliori compositori della sua generazione professionale (’80 – ’90), che ebbe questa intuizione compositiva già da questo score per Alien 3.
A differenza della recensione dell’album singolo del 1992 (qui ripubblicato nel secondo CD dalla traccia 9 alla 22) da noi redatta nel 2009, con un giudizio appena sufficiente, questa versione doppio album integrale fa letteralmente mutare ciò che il nostro redattore scrisse a suo tempo (leggi qui), perché, come accade spesso, la versione espansa mostra lati di scrittura e pagine che le originarie versioni striminzite avevano per forza di cose omesse, peccando enormemente. La partitura è sì una sequenza quasi infinita di momenti glaciali (“Candles in the Wind”), sintetici siderali e liturgici (“Adagio”) e rarefazioni da musica della paura ad un tratto assaltanti (“Wreckage and Rape”, “The First Attack”, “It’s a Long Sad Story/Clemens Dies”), tuttavia la seconda parte della stessa possiede dei picchi sinfonico-aggressivo adrenalinici notevoli (“Explosion and Aftermath”, “Bait and Chase”, “Andrews’ Sting/What Are We Going Do?”). Una OST da ascoltare rigorosamente al buio per non dormire mai più.

Ennio Morricone
The Untouchables - Gli Intoccabili (The Untouchables, 1987)
La-La Land Records LLLCD 1326
CD 1: 27 brani – Durata: 55’25”
CD 2: 19 brani – Durata: 56’47”

Ennio Morricone
L’ombra di mille soli (Fat Man and Little Boy, 1989)
La-La Land Records LLLCD 1196
CD 1: 20 brani – Durata: 63’40”
CD 2: 19 brani – Durata: 40’29”
Due partiture morriconiani necessarie da possedere nella propria collezione, a maggior ragione in queste versioni definitive integrali su doppio CD: la prima per il film di Brian De Palma, The Untouchables con Kevin Costner e Sean Connery baciato dall’Oscar come miglior attore non protagonista, score stranota e candidata all’Oscar e al Golden Globe, che ottenne il Bafta, l’ASCAP Film and Television Music Awards, il Grammy e il Nastro d’Argento per le migliori musiche; la seconda per il film di Roland Joffé (quello di Mission) Fat Man and Little Boy con Paul Newman sul Progetto Manhattan, il programma top secret in tempo di guerra nel New Mexico dove furono ideate e costruite le prime bombe atomiche, appunto denominate Fat Man (grassone, fatta di plutonio) e Little Boy (ragazzino, composta da uranio).
Il nostro più che mai compianto e amatissimo Maestro romano scrive due score dalla forte carica drammaturgica, malinconica e soltanto in superficie epica – in special modo la partitura per Joffé, colma di lunghe pagine di tensione, militaresche alla Battaglia di Algeri (“No Options/Madness and Suspicion/Oppie’s Reflections”, “In the Train”, “Hiroshima and Nagasaki”), soffocate da un’aura di costante resa all’aberrazione umana che supera sempre di gran lunga l’intellighenzia, con rari attimi di serenità intrisi di tristezza (“Above the Clouds”, “One Thousand Times Love/Love is Ended”, “Finale/End Title”) – dove a prevalere compositivamente è Gli intoccabili (ovviamente, dato che è una Soundtrack che conoscono tutti, anche quelli che non hanno mai visto il film), con quella successione di temi straordinari che hanno reso ancor più intimamente e leggendariamente bello il capolavoro di De Palma: “The Strength of the Righteous”, “Ness and his Family”, “Al Capone”, “Victorious”, “Machine Gun Lullaby”, tutti presenti nello storico album di tredici brani, che si può ascoltare nel secondo CD dal brano 1 al 13 per l’appunto. In questa doppia versione trovate ben 14 tracce in più (tra cui 4 pezzi non usati nella pellicola) e addirittura 5 bonus tracks + il classico brano jazz di Ellington “Mood Indigo”: la traccia 19 “Love Theme from The Untouchables” trattasi di demo eseguita al pianoforte su fondo synth dal compositore Randy Edelman (Ghostbusters 2, Dragonheart, Un poliziotto alle elementari) che pure la canta su liriche di Jackie DeShannon.

David Newman
Galaxy Quest (Id. - 1999)
La-La Land Records LLLCD 1208
22 brani – Durata: 53’07”

Galaxy Quest è una costola volutamente e idealmente semiseria del cult filmico-seriale Star Trek ma con un soggetto di partenza ben che meno sci-fi, anzi molto terreno: la farsa demenziale del concept narrativo di questo film assume valenze sempre più formali via via che la storia si dipana, cosa che accade nel medesimo modo nella serie The Orville (score prodotti e stampati sempre dalla La-La Land e da noi recensiti in due parti di questa stessa rubrica nei mesi addietro), che potrebbe essere benissimo apparentata con questo delizioso e ottimamente realizzato film comico-fantascientifico plurinominato e vittorioso diretto da Dean Parisot a fine anni ’90 con gli strepitosi Tim Allen, Sigourney Weaver e il compianto Alan Rickman (Piton di Harry Potter). Le musiche del grande David Newman, per nulla dissacranti e assai rispettose del concetto principe dell’action science fiction, sono fedeli al mood epico spaziale delle partiture di Jerry Goldsmith, James Horner e compagina bella dei film e telefilm del succitato Star Trek: il “Galaxy Quest: The Classic TV Theme” ne è un esempio talmente lampante da non avere alcuna ombra di dubbio a riguardo, seppur con una sua originalità eroico sinfonica da renderlo subito iconico, come i vari leitmotiv della popolarissima saga dapprima televisiva e poi cinematica creata da Gene Roddenberry nel 1966. Una cosa alquanto curiosa è data dall’accorto ascolto del brano “Rolling the Sphere/Pig Lizard/Rock Monster” che nella seconda parte appare un anticipatore di quelle pagine movimentate e di quelle sottolineature grottesche che il fratello Thomas Newman avrebbe adottato nel 2003 per lo score di Alla ricerca di Nemo: tra fratelli compositori ci si aiuta!
Ad ogni modo, se non avete mai visto questo film divertentissimo e spericolatissimo e ascoltato la strepitosa colonna sonora di David Newman allora andateveli a recuperare immediatamente, soprattutto se siete Fan delle grandi partiture sinfoniche per la Fantascienza della Silver Age Hollywoodiana. Ghost Tracks alla fine del brano 22, “The New Galaxy Quest” dove si può ascoltare il tema portante in differenti versioni rock-metal.