Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Ed eccoci ancora una volta con la nostra rubrica di smisurato successo tra le etichette specializzate di soundtracks e voi smaniosi lettori collezionisti, sempre alla continua ricerca di chicche cine-musicali: ‘Pillole di Note’, mini recensioni di alcune colonne sonore che variano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno differente.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta francese Frémeaux & Associés: (https://www.fremeaux.com/):

cover stravinsky sacre uccello

Igor Stravinsky
L’oiseau de feu (1946) / Le sacre du printemps (1940) (2022)
Philharmonique de New York/Direction: Igor Stravinsky
Frémeaux & Associés FA 5810
22 brani – Durata: 56’39”



Vi starete sicuramente chiedendo perché stiamo recensendo un CD di musica classica con le stranote opere-balletto di Igor Stravinsky, “L’uccello di fuoco” e “La sagra della Primavera”? Perché, oltre all’eccezionalità del presente album, contenente le registrazioni originali del 1940 (“La sagra della Primavera”) e del 1946 (“L’uccello di fuoco”) ad opera di Stravinsky stesso sul podio dell’Orchestra Filarmonica di New York, proprio il russo (Oranienbaum, Russia, 18 giugno 1882 – New York, USA, 7 aprile 1971) è da ritenersi il più celebre compositore del secolo scorso, essendo stato, con le sue innumerevoli composizioni per ogni genere – veri capolavori assoluti – quali, tra le tante di rilievo enorme, le succitate e più saccheggiate dall’Ottava Arte scritte per i Balletti Russi, non scordando “Petruska”, “Histoire du soldat” e “Orpheus”, la reale fonte ispirativa per incalcolabili moltitudini di autori di colonne sonore. Già i due Balletti ivi presenti, in un’esecuzione da capogiro, magmaticamente e incessantemente trascinante, compulsiva, tonitruante, raggiante e ruggente com’è giusto che siano le performance di queste due Opere, che altro non sono che Musica per film fantascientifico-avventurosa-action-tensiva per eccellenza. Difatti sono state (e lo sono tutt’oggi, ancora e ancora) humus creativo compositivo per titani della Film Music quali John Williams (vedi Star Wars, Indiana Jones, Hook dove vi sono palesi rimandi a L’uccello di fuoco e La Sagra della Primavera – ascoltare “Scherzo” e “Cortège du sage”), Jerry Goldsmith (tra le tante sue score, Legend su tutte – ascoltare “Danse de l’Oiseau de feu” da L’uccello di fuoco), James Horner (molte delle sue score, tra cui Troy) e via elencando all’infinito. Quindi, se ancora non vi è chiaro, chi è appassionato di musiche per film deve assolutamente sentire con profonda attenzione le composizioni di Igor’ Fëdorovič Stravinskij, anglicizzato e francesizzato in Igor Stravinsky, che attraverso questo CD e la direzione d’orchestra dei suoi due capisaldi mostra ciò che è il nucleo fondante della sua scrittura e di tutto quello che la Musica applicata alle immagini ci ha regalato entusiasticamente dagli esordi sino ai giorni nostri.
In ogni caso, per chi non ne fosse a conoscenza, il compositore russo venne a contatto con il mondo delle colonne sonore per film, ma ne uscì scottato e definitivamente deluso – “Il solo interesse della musica per film è quello di nutrire il suo compositore” dichiarò dopo la cocente frustrazione per il rifiuto della sua partitura per Uragano all’alba (Commandos Strike at Dawn, 1942, J. Farrow), ritenuta troppo ‘moderna’ per gli standard musicali cinematici dell’epoca, quindi divenuta un lavoro concertistico chiamato “Four Norwegian Moods”, che vi invito ad udire attentamente: altro che modernismo fuori luogo per un film, quella considerazione dei produttori del film fu reale ignoranza e nulla più –.
In conclusione vi segnalo un articolo del nostro Roberto Pugliese sui compositori del ‘900 invischiati di riffa o di raffa nelle colonne sonore, e ne scoprirete delle belle: leggi qui

cover judy garland

AA.VV.
Judy Garland 1960 – Live in Paris (2022)
Frémeaux & Associés FA 5810
22 brani – Durata: 78’00”



Rigorosamente dal vivo, nella sua splendida ed inconfondibile voce perennemente ‘fanciullesca’ seppur dolcemente e teneramente adulta e sofferta dopo una vita tragica (svariati matrimoni, risolti con il divorzio, e un pesante abuso di farmaci) – qui si ascolta il concerto live del 5 ottobre del 1960 presso il Palais de Chaillot di Parigi dove Judy Garland, pseudonimo di Frances Ethel Gumm (Grand Rapids, 10 giugno 1922 – Londra, 22 giugno 1969), si esibisce all’età di 38 anni, venendo a scomparire dalle scene nel ’69 a soli 47 anni; e come tracce bonus dalla 16 alla 22 dal vivo al Teatro Tuschinski di Amsterdam sempre nel 1960, precisamente il 10 dicembre -, donata alla recitazione, alla danza e alla musica in qualità di cantante, che non dimentichiamoci mise al mondo quella divinità della voce dal talento strabordante di nome Liza Minnelli, nata dalle nozze col celebre regista Vincent Minnelli (Un americano a Parigi, Gigi su tutti i suoi film).
La Garland, mimeticamente e stupefacentemente interpretata da Renée Zellweger, che ha persino vinto l’Oscar come miglior attrice, nel film Judy del 2019, è stata una di quelle bambine prodigio reale stella del Cinema (incancellabile il suo Mago di Oz), capace di una straordinaria presenza scenica e di una voce da contralto profonda, vigorosa e plasmabile, una delle artiste più importanti del XX° secolo, con una carriera fulminante, coronata da un Oscar onorario giovanile nel 1940, conferito ad attori al di sotto dei 18 anni di età, e poi da due nomination all’Academy Awards nel 1955 come Miglior attrice protagonista per È nata una stella di George Cukor, per il quale però vinse il Golden Globe, e nel 1962 come Miglior attrice non protagonista nel film Vincitori e vinti di Stanley Kramer.
Questo CD rappresenta un documento musicale storico di elevatissima importanza discografica che bisogna avere ad ogni costo nella propria collezione cinefilo-casalinga e di veri estimatori della Fabbrica dei Sogni e dei suoi reali Divi (non quelli finti e inutili odierni che non si possono nemmeno lontanamente paragonare a quelli dell’Età d’Oro e d’Argento del Cinema hollywoodiano), in cui una superba Garland, supportata da una poderosa orchestra (Norrie Paramor e la sua orchestra con Dave Lee al piano dal brano 1 al 15 e sempre Paramor e l’Orchestra Cosmopolitan di Jos Cleber dal 16 al 22), esegue con grinta, verve e passionalità ineguagliabili classici evergreen della canzone non solo da film, come alcuni suoi cavalli di battaglia e, ad ogni modo, hit songs di intramontabile bellezza compositiva: tra le tante, “Come Rain or Come Shine”, “That’s Entertainment”, “I Love Paris”, “April in Paris”, “Just You, Just Me”, “Over The Rainbow” (ovviamente), “Stormy Weather” e “When You’re Smiling”. Che capolavoro di ascolto!

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