Profumo di donna
Armando Trovajoli
Profumo di donna (1974)
CAM Sugar/Decca Records CS HC02
Lato A: 8 brani
Lato B: 6 brani
Profumo di donna, diretto da Dino Risi, approdò nelle sale cinematografiche nel 1974 e fece ottenere a Vittorio Gassman, dopo la sua presentazione in concorso al Festival di Cannes del 1975, il premio per la migliore interpretazione maschile. Successivamente questa pellicola fu nominata nel 1976 agli Oscar come miglior film straniero e migliore sceneggiatura non originale. Non dimenticando riconoscimenti importanti quali il Premio César come miglior film straniero, due David di Donatello per la miglior regia e per la migliore interpretazione maschile e, non ultimo, il Nastro d’argento per la migliore interpretazione maschile; difatti Gassman spopolò nel ruolo del capitano in pensione Fausto Consolo che, diventato cieco in seguito ad un incidente accaduto durante un’esercitazione militare, prende la nefasta decisione di recarsi a Napoli per suicidarsi assieme all’amico Vincenzo, anche lui mutilato a causa del medesimo incidente. In questo suo viaggio da Torino a Napoli, il capitano viene scortato da un giovane attendente, il quale vivrà un’esperienza esistenziale profondamente forte che influenzerà la decisione di ‘fine vita’ del capitano stesso.
La pellicola fu ispirata dal romanzo del 1969 “Il buio e il miele” di Giovanni Arpino e fece scaturire nel 1992 il remake Scent of a Woman per la regia di Martin Brest con Al Pacino nel ruolo di Vittorio Gassman, contornato da Chris O’Donnell e Gabrielle Anwar, nonché Philip Seymour Hoffman e musiche di Thomas Newman – la storia parte da (quasi) un medesimo spunto ma vira verso lidi alla Attimo Fuggente seppur più consolatori e a lieto fine del film con Robin Williams – che portò Al pacino a vincere l’Oscar e il Golden Globe come miglior attore protagonista e la pellicola si aggiudicò due Golden Globe come miglior film e sceneggiatura. Nel film di Risi il cast viene completato da Alessandro Momo (al suo ultimo ruolo prima della scomparsa), Agostina Belli (che interpreta Sara), Moira Orfei e Alvaro Vitali e dall’elemento essenziale ovvero le musiche straordinarie di Armando Trovajoli, che vengono ristampate in questo vinile facente parte della collana Heritage, la nuova collezione dedicata alle colonne sonore più celebri che hanno fatto la storia del cinema italiano, inaugurata nel dicembre scorso con la pubblicazione della soundtrack di Amarcord di Nino Rota, che abbiamo recensito. Il 33 giri è stato interamente rimasterizzato e remixato dai nastri originali ed è anche disponibile in digitale e in CD con sette inediti rispetto al presente LP che ne contiene uno soltanto.
Trovajoli (Roma, 2 settembre 1917 – Roma, 28 febbraio 2013) nel libro “Armando Trovajoli – Le stagioni di un artista” (leggi recensione) racconta riguardo Profumo di donna: “Sono forse al 24.mo film con Dino. E’ un’amicizia di tanti anni col solito ritornello: “In questa sequenza la musica non mi piace ma tu non preoccuparti. Ci metto un disco”. Ma anche nel caso di Profumo di donna, lo aspetto al varco! “Bellissima questa sequenza! Bravo”. Ed io: “E se mettessi il tuo solito disco?”… Sai come ride Dino Risi! “No?” “Si?” “Provaci””. Racconto che racchiude tutto l’affetto, la verve e la cialtrona romanità (nel senso più positivo del termine) geniale di Trovajoli nei confronti di un amico regista altrettanto affettuoso, arguto e cialtrone, con il quale ha stretto un sodalizio di quelli tra i più importanti nella Settima & Ottava Arte, oltre ai soliti noti ultra celebrati con frequenza costante e sentore di una qual certa “ignoranza” riguardo la materia cine-musicale, visto che di connubi da celebrare nella Film Music ve ne sono di ben altri da rammentare. E quello di Risi-Trovajoli, che in questa colonna sonora raggiunge uno dei suoi vertici compositivi nel sodalizio col regista milanese di nascita ma romano d’adozione, è a pieno diritto da citare e ricitare.
La OST di Profumo di donna è un effluvio di idee tematiche tra il drammatico ed il comico, che nel tema che apre lo score, “In the Dark”, sottolinea magnificamente il logorio interiore dell’azione suicida premeditata di Gassman/Consolo, con quella performance per grande orchestra ed il timbro melodrammatico/malinconico delineato da un piano in crescendo ritmico compulsivo ed il flicorno solista che esprime tutta l’ineluttabilità dell’essere umano grazie al tema straziante, che nella seconda metà del pezzo gli archi rendono in tutta la loro aerea esecuzione ancora più struggente: un leitmotiv che vale l’acquisto ad occhi chiusi di questo caposaldo della musica applicata alle immagini. D’altronde lo stesso Trovajoli affermò nel libro “Dino Risi Maestro dell’equilibrio e della leggerezza: “Profumo di donna rappresenta uno dei commenti per cui ho dato l’anima. E penso che Dino ne sia convinto, sebbene non me l’abbia detto esplicitamente. La validità di questo commento sta tutta nel fatto che il tema conduttore è suonato da un flicorno ed è una frase quasi di jazz. Enrico Rava lo ha inserito in un suo disco e a 30 anni di distanza quella musica è ancora attuale”. I rimanenti brani della partitura interpongono la tarantella di “Passeggiando per Genova” e “Aria di Napoli” a pagine disco music come in “Woman’s Parfume”, cantilenanti nenie easy-listening in “Per la strada” alla popolaresca e melanconica “Tu, amore mio” (traccia inedita del disco), il soft jazz swingante di “Those Lazy Days” alla beffarda ballata simil Pierino di “Lungo il marciapiede” e “Le Voilà”, la liturgica “Benedicite” alla dolcezza sentimental-fanciullesca di “Sara”, senza tralasciare la particolarità della canzone “Che Vuole Questa Musica Stasera”, interpretata da Peppino Gagliardi, così descritta nel comunicato stampa del vinile: “una decadente ballata presentata per la prima volta al Festival delle Rose del 1967 con testi scritti da Gaetano Amendola ed Ezio Leoni e musica di Roberto Murolo. Si tratta di uno dei brani più ascoltati al mondo in streaming nel repertorio delle colonne sonore. Il brano è stato riproposto da Guy Ritchie nel suo film del 2015 Operazione U.N.C.L.E.”